Dando un’occhiata a Ethereum e ai suoi costi per singola transazione, ci rendiamo conto che il Gas price che sta alle spalle della criptovaluta è un po' troppo alto. Su Ethgasstation.info possiamo prendere visione del fatto che per una transazione standard per la quale si vuole pagare il meno possibile si arrivano a spendere anche 5 dollari.

Questo il problema principale di ETH, che spinge a trovare nuove soluzioni e nuove alternative cripto. Chi sarà dunque la principale eletta che sarà in grado di sostituire pienamente Ethereum? Conoscere la risposta a questa domanda potrebbe aprire interessanti spunti di investimento, puntando l’attenzione su asset che ancora hanno capitalizzazioni inferiori, ma che si prospetta possano essere utilizzate in maniera più efficiente e vantaggiosa.

Questo contenuto non vuole in alcun modo rappresentare un invito all’investimento, ma soltanto essere un elemento di comunicazione a scopo puramente informativo.

Come ricordiamo sempre, le criptovalute si rivelano particolarmente insidiose per i principianti: sia per il necessario apporto tecnologico-informatico preliminare a molte operazioni, sia per peculiare volatilità da cui sono caratterizzate. Detto questo, con i dovuti studi e una corretta strategia, le criptovalute potrebbero rivelarsi potenzialmente produttrici di profitti.

Se Ethereum costa troppo, perché mantiene il podio?

La cifra di 5 $ per singola transazione su ETH non piace a nessuno, men che meno se dovessimo pagare per più scambi tra un indirizzo e l’altro, perché la cifra aumenterebbe. Immaginiamo di dover sottoscrivere uno smart contract contenete più passaggi tra indirizzi: quanto costerebbe questa operazione all’utente? Troppo!

Maggiore è il peso della singola operazione, maggiore sarà il costo. Ecco perché si valutano alternative migliori. Ma esistono alternative migliori? Può esserci una criptovaluta che può sostituirla? Perchè ETH è ancora al 2° posto in CoinMarketCap e rappresenta la cripto più utilizzata dopo Bitcoin? Cerchiamo di seguire un percorso logico che sappia fornirci le risposte che cerchiamo.

Dopo Bitcoin Ethereum ha saputo conquistare il mondo cripto, inserendo per la prima volta nel mondo digitale il concetto di Smart Contract e Blockchain programmabile. La struttura che sta alle spalle di ETH non è di poco momento e non è un caso che la stessa mantenga un primato in termini di capitalizzazione di mercato, subito dopo Bitcoin.

Ma proviamo a ragionare insieme per capire quale sarà il destino di Ethereum, se è destinata a durare o se rischierà di essere soppiantata da altre criptovalute più efficienti ed economiche.

Le alternative ad Ethereum: Polkadot, Cardano e Binance Smart Chain

Nella scala di valori di CoinMarketCap, troviamo al 3° posto Binance Coin, un progetto che ha saputo farsi strada grazie ad una blockchain dai tratti davvero interessanti. Binance Smart Chain riproduce un’architettura simile a quella di Ethereum con l’aggiunta della compatibilità con quest’ultima.

Alcuni Smart Contract presenti sulla blockchain di ETH sono stati spostati su Binance Smart Chain con il risultato di essere più economici ed eseguibili in tempi ridotti: due vantaggi notevoli rispetto ad Ethereum. Scarrellando tra le criptovalute contendenti, troviamo Cardano Ada e Poldakot che provengono, non a caso, dalla stessa radice di fondatori di Ethereum.

I punti di forza di Cardano ADA e Polkadot hanno portato al punto da considerare quest’ultime addirittura delle “Ethereum killer”. Nonostante le paventate caratteristiche competitive, però, Ethereum continua ad essere la seconda cripto più utilizzata nel panorama degli asset crittografati.

Per quale ragione continua a conservare questo primato? La risposta a questa domanda si spiega con un focus sul contenuto di Etherum, un’architettura che vi invitiamo a scoprire e approfondire, per capire quali sono stati rispetto a Bitcoin i reali punti di innovazione apportati da questa cripto.

Ethereum ad oggi è la seconda criptovaluta di mercato per importanza, capitalizzazione, usabilità e fiducia, elementi non da poco se consideriamo che molte criptovalute in questi anni sono nate e si sono arenate nel giro di poco tempo. Ethereum è ormai considerata la sorella di Bitcoin, è il progetto più solido e diffuso che conosciamo dopo di lui: quante altre criptovalute riusciranno a raggiungere questo livello, pur partendo dai suoi limiti? Cerchiamo di ragionarci insieme. 

Ethereum, Blockchain e il noto Trilemma

Prima di mettere a fuoco chi riuscirà a sostituire Ethereum, è il caso di soffermarci su una questione prodromica che sta alla base del mondo Blockchain: il Trilemma. Di cosa si tratta? Lo spieghiamo subito. Il Trilemma è un concetto che spiega l’ipotesi della risoluzione di 3 diversi aspetti che sono fondamentali in ogni registro di transazioni: sicurezza, scalabilità e decentralizzazione.

Una Blockchain per essere definita di ottima qualità, e possedere le carte in regola per rappresentare un progetto vincente, dev’essere in grado di risolvere ognuno di questi aspetti raggiungendo un livello di efficienza pari a 10 in tutti e 3 gli ambiti. Attualmente, sono tante le Blockchain che cercano di raggiungere il top level in ognuna di queste sezioni, ma nessuna è mai riuscita ad ottenere la triade in modo completo.

Ethereum ha un ottimo livello di sicurezza, pecca in decentralizzazione e ha un grande problema in tema di scalabilità. Per capire in cosa consista la scalabilità di una Blockchain basti pensare al costo di un tot di transazioni che non deve variare all’aumentare del numero delle stesse.

Pertanto, se 100 transazioni costano 1, anche 1000 transazioni devono poter costare 1. Una Blockchain scalabile garantisce una stabilità di costi a fronte dell’aumentare delle transazioni. Questa caratteristica è importantissima, com’è facile intuire. 

Meglio Ethereum, Cardano o Polkadot?

Se Ethereum ha già avuto modo di ottenere risultati eccellenti in termini di consensi della comunità cripto, Cardano sta proseguendo la sua corsa intorno alla impalcatura di ETH. Ma è meglio ETH o Cardano ADA? Non è facile dire adesso quale sia la migliore delle due.

Ciò che possiamo anticipare è che l’impalcatura di Cardano ADA è davvero interessante, se pensiamo che il progetto si è sempre mostrato coerente con le tappe della relativa timeline. Dal confronto tra Cardano ADA ed Ethereum ci troviamo di fronte a due diverse realtà: da un lato, la certezza di una criptovaluta già conclamata al cospetto di una cripto più giovane che sta mostrando notevoli segni di crescita.

Le soluzioni di Cardano però potrebbero essere affiancate da altre opzioni parimenti valide e innovative, come quelle di Polkadot che punta ad una interoperabilità su una impalcatura già nata, come quella di Ethereum. Il confronto tra i token già disponibili, inoltre, si apre anche alla questione “liquidità”. Ethereum ha già un mercato molto ampio e rappresenta in qualche modo il polo “commerciale” più importante dei cripto asset. 

Ethereum, le concorrenti e l’aspetto speculazione 

Uno dei profili sui quali riflettere, alla luce dei principali confronti tra le criptovalute menzionate è quello della speculazione. Per quanto Ethereum sia già una cripto dalla impalcatura conclamata e universalmente riconosciuta come principale erogatrice di Smart Contract, le altre cripto concorrenti saranno considerate appetibili dal punto di vista degli investimenti e non tarderanno a ricevere consensi in tale direzione.

La speculazione, dunque, guiderà le scelte di chi potrà decidere dove impiegare i propri capitali e si frapporrà nel percorso di scelta della criptovaluta più importante “dopo” oppure “al posto di” Ethereum. La capacità economica di chi potrà sostenere altri progetti diversi da Ethereum sarà quindi il principale elemento guida nel mondo della capitalizzazione di mercato.

Se progetti come Cardano ADA o Polkadot riusciranno a fare meglio in futuro non ci è dato saperlo, quel che sappiamo è che si tratta di una corsa contro il tempo. Ogni team tecnico sta cercando in tutti i modi di tracciare i limiti di Ethereum e ricalcare le sue fattezze migliorandone il contenuto. Solo il tempo potrà dirci se questi sforzi saranno realmente produttivi.

Le aspettative su Ethereum non sembrano a rischio

L’impalcatura di Ethereum sembra essere incrollabile al momento, anche se di converso ci sono già dei progetti alternativi molto validi. Così come il tessuto sociale si compone di diverse civiltà, lo stesso principio di diversità guiderà le criptovalute.

Ethereum probabilmente è destinata a durare nel tempo, salvo che un attacco al 51% o altri disastri di rilevante entità ne deturpino integralmente la struttura. Vero è che ancora la strada per raggiungere soddisfacenti livelli risolutivi è ancora lunga in rapporto al trilemma ma ci sono buoni motivi per credere che ETH non deluderà le aspettative di chi l’ha creata, di chi ci ha investito e di chi è pronto a farlo.

Di contro, altri progetti cripto saranno sicuramente in grado di condividere il centro della scena insieme a lei: Cardano ADA, sotto questo profilo, ha tutte le carte in regola. Stessa cosa può dirsi per Uniswap, Polkadot, Binance Smart Chain e altri nomi nella lunga lista di presenze cripto.

Per capire chi davvero sarà degna di essere una vera concorrente di Ethereum al punto da soppiantarla, posto che ci riesca, dovremo aspettare ancora qualche anno, nel frattempo continuare a monitorare i cambiamenti dello stato di avanzamento dei lavori di ciascuna cripto è sicuramente molto utile.

Quel che però sembra paventarsi già da ora è una compresenza cripto, che permetterà di avere più soluzioni tra le quali scegliere. In definitiva, sembra essere molto più sensato pensare alle alternative di ETH come a delle integrazioni di prodotti e servizi che sapranno tradurci una produttiva concorrenza.

Grazie ad una variegata compresenza, l’utente avrà a disposizione una varietà di criptovalute che sapranno compensare alle mancanze di ciascuna. Questa considerazione lascia ben sperare anche sotto il profilo degli investimenti.