Secondo i dati di Etherscan, pubblicati l'11 febbraio scorso, la quantità di moneta Ethereum (ETH) minata giornalmente è scesa ai livelli più bassi fin ora mai registrati.

Al momento la quantità di moneta estratta giornalmente si attesta a 13.370 nuovi ETH, con un calo notevole rispetto alle 20.000 unità di dicembre 2018; il massimo storico era stato registrato a luglio del 2015 ed era pari ad oltre 39.000 monete minate in un solo giorno.

Il drastico calo è legato ad un nuovo livello di difficoltà (Difficulty Bomb) che i miners hanno dovuto affrontare a partire dai giorni scorsi.

La Difficulty Bomb, chiamata anche glaciazione, è una funzione inserita all’interno di Ethereum che rende progressivamente più difficile il Proof of Work (PoW) di Ethereum e quindi l'estrazione di nuove monete.

Questo periodo di "glaciazione" è stato inserito dagli sviluppatori di Ethereum al fine preparare la rete all'aggiornamento “Costantinople”; tale limitazione verrà quindi rimossa dopo l’adozione del nuovo aggiornamento.

La difficulty bomb prevede un calo dell’emissione di nuovi Ethereum pari a circa 2mila ETH ogni due settimane; peraltro se l'upgrade di Ethereum dovesse essere di nuovo rimandato, potremmo assistere ad un ulteriore calo dei volumi estratti.

Una volta effettuato il fork la situazione verrà ripristinata e la difficulty bomb sarà posticipata di un anno, in attesa del prossimo aggiornamento.

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