Il settore delle criptovalute continua ad essere attualmente il segmento di mercato più frizzante e, conseguentemente, con più appeal per i risparmiatori.

Nonostante i bassi volumi tipici del periodo estivo, a differenza di altre asset class, è riuscito a regalare diversi spunti operativi: gli investitori, infatti, hanno assistito al forte strappo rialzista partito dalla congestione, in cui i prezzi della maggior parte dei token si erano adagiati dopo i massimi storici del secondo trimestre, e successivamente ad una nuova fase correttiva.

La vivacità del settore, ed in particolare di alcune crypto come ad esempio Ethereum, Dogecoin e Ripple, è da ricercarsi, fra le altre cose, nell'estrema duttilità dell'asset: difatti tali valute digitali possono offrire sia un buon elemento di diversificazione nelle allocazioni di portafoglio statiche sia rappresentare il sottostante ideale su cui i trader online possono speculare, grazie all'estrema volatilità che li caratterizza.

Criptovalute: strategie a confronto

L'aspetto più interessante di questi due approcci operativi è che ognuno di essi può essere implementato attraverso la modalità più idonea, a seconda del contesto in cui ci si muova.

E se i risparmiatori, che adottano strategie di investimento buy and hold, possono trovare più confortevole l'utilizzo di un exchange per comprare criptovalute, i trader possono utilizzare i CFD sulle valute virtuali per individuare spunti operativi sia sui trend al rialzo, che su quelli al ribasso.

Attraverso questi derivati offerti dai broker online, infatti, si dispone dello short selling, un meccanismo atto ad estrarre valore dal deprezzamento di uno strumento finanziario.

I motivi del successo di Ethereum

Ethereum sta attraversando un periodo piuttosto favorevole: è notizia recente infatti che i volumi scambiati sugli exchange più importanti siano stati superiori a quelli del più noto Bitcoin, senza dimenticare che anche la dominance del token ha avuto un importante incremento.

È chiaro che i fattori scatenanti tale tendenza non appartengano alla sola sfera tecnica, ma siano soprattutto di natura fondamentale.

Vi sono due importanti fattori che agiscono sulla limitazione del flusso di offerta: da un lato vi è il meccanismo di staking, che premiando la detenzione del sottostante in portafoglio per un lungo periodo di tempo, evita che arrivi carta sul mercato; dall'altro l'implementazione della masterizzazione dei token -Hard Fork- di fatto abbassa drasticamente la disponibilità dell'asset, con l'obiettivo di renderlo più prezioso.

Dogecoin: una criptovaluta per speculare

Un'altra criptovaluta che suscita molto interesse fra gli investitori è Dogecoin. L'asset digitale, anche se non ha un progetto collegato, ha comunque saputo raccogliere attorno a sé nel tempo una folta fan base che ha permesso al token di strappare, nel corso del 2021, diversi record di incremento capitalizzazione.

Inoltre nella cerchia dei sostenitori è possibile annoverare diversi personaggi di spicco, uno su tutti Elon Musk. A questo proposito, molti ricorderanno gli articoli della cripto Dogecoin su Ansa, in cui il CEO di Tesla decantava le potenzialità della valuta digitale, dopo averne affossato la quotazione con un tweet solo pochi giorni prima.

Prospettive future su Ripple

Fra gli asset digitali, Ripple è quello più apprezzato dal mondo della finanza tradizionale. Il settore Bancario, infatti, monitora l'evolversi della situazione riguardante i nuovi accordi che gli sviluppatori della Ripple Labs intendono sottoscrivere con le società più innovative nel settore dei pagamenti internazionali.

Queste collaborazioni, nello specifico, dovrebbero garantire un aumento della velocità dei processi e, anche a fronte di un'elevata scalabilità degli stessi, un mantenimento del profilo commissionale decisamente basso.

Se si tiene presente che già allo stato attuale Ripple sta per scavalcare Visa nelle transazioni finanziarie, è facilmente intuibile quanto appeal abbia il token per le prospettive future del progetto; difatti oggi l'unico elemento a rallentare le velleità degli investitori è l'esito della controversia con la SEC.