Riguardo Ethereum, poco più di un mese fa su Nasdaq.com, per mano di Joel Baglole, leggevamo un titolo che recitava più o meno così: “Lascia Ethereum fuori dalla tua strategia di investimento in criptovaluta per ora”. Il senso di questo contenuto era quello di scoraggiare gli investitori a capitalizzare su ETH, evitando di inserirla nella propria strategia di investimento a breve termine.

Quanto può essere attendibile questa previsione in rapporto al fatto di investire oggi? Cercheremo di rispondere a questa domanda in questo articolo. Prima, però, vogliamo ricordarvi che gli investimenti nelle criptovalute richiedono studio e pazienza.

Il rischio di perdere i propri soldi, per via della peculiare volatilità, è piuttosto elevato. Questo articolo, si pone al centro della questione economica riguardante il mondo cripto, soltanto in via del tutto informativa e non vuole in alcun modo incoraggiare all’investimento. 

Nasdaq su Ethereum: “Lasciatela fuori!”. Ma conviene davvero?

Alla luce del contenuto proposto da Nasdaq.com ci siamo chiesti se, in effetti, le previsioni lanciate a carico di Ethereum potrebbero essere vere. Conviene lasciar perdere ETH per ora? Esistono ragioni a suffragio di questa opzione? Per darci una risposta abbiamo analizzato anzitutto la spiegazione del portale.

Joel Baglole scrive così:

“(…) Sebbene Ethereum faccia parte dell'universo delle criptovalute, è noto come "criptovaluta alternativa" o "altcoin" e non è la stessa cosa di Bitcoin. Gli altcoin tendono a muoversi su e giù in tandem con Bitcoin ma scambiano a livelli molto più bassi. Il costo inferiore per l'acquisto di altcoin li rende sempre più attraenti per gli investitori al dettaglio che vogliono entrare nell'azione della criptovaluta ma si ritrovano incapaci di permettersi Bitcoin poiché è salito a nord di $ 30.000 per una singola moneta digitale”.

Al momento in cui Baglole scriveva, 1 BTC valeva circa 30.000 dollari

Alla luce di queste prime affermazioni, dunque, ETH si inserirebbe nel mondo delle criptovalute come semplice alternativa a Bitcoin, divenuto sempre più di nicchia e inaccessibile all’investitore che non può permettersi gli attuali quasi 60.000 dollari per unità.   

Ethereum VS Bitcoin: differenze e similitudini

Ragionare esclusivamente in termini di prezzo, per capire se è il caso di investire o meno in ETH sembra oltremodo riduttivo. Sembra quasi, a volerla pensare così, che Ethereum e Bitcoin siano due criptovalute pressocchè identiche, con il medesimo scopo di contendersi la scena digitale.

In verità, le criptovalute che ricoprono già da tempo le prime due posizioni di CoinMarketCap per capitalizzazione di mercato e non solo, presentano tratti comuni, ma anche caratteristiche diametralmente opposte. Come leggiamo su Investopedia: “ (…) le reti Bitcoin ed Ethereum sono diverse rispetto ai loro obiettivi generali.

Mentre il bitcoin è stato creato come alternativa alle valute nazionali e quindi aspira a essere un mezzo di scambio e una riserva di valore, Ethereum era inteso come una piattaforma per facilitare contratti immutabili e programmatici e applicazioni tramite la propria valuta.

BTC ed ETH sono entrambe valute digitali, ma lo scopo principale di Ether non è quello di affermarsi come un sistema monetario alternativo, ma piuttosto quello di facilitare e monetizzare il funzionamento del contratto intelligente di Ethereum e della piattaforma dell'applicazione decentralizzata (dapp)”.

Al di là di queste differenze contenutistiche, che già da sole spiegano il fatto che Ethereum non possa ridursi a un semplice rimpiazzo di BTC, solo perché più economico, è stato analizzato il suo potenziale di investimento durante la corrente pandemia. I risultati sono molto interessanti. 

Ethereum è un bene rifugio sicuro? Risponde uno studio scientifico

L'annuncio della pandemia COVID-19 è stato considerato come elemento cardine per testare le proprietà rifugio di Bitcoin ed Ethereum. Uno studio in particolare ha cercato di mettere a nudo il potenziale di investimento delle 2 criptovalute, a seguito della dichiarazione dell’OMS ufficializzante lo stato di pandemia da Covid-19. Con una ricerca dal titolo:

“Bitcoin ed Ethereum sono dei rifugi sicuri per le azioni durante la pandemia COVID-19?” pubblicata su ScienceDirect e inserita in Lettere di ricerca finanziaria, Vol. 38, di Gennaio 2021, i ricercatori dell’università dell’Indonesia, Christy Dwita Mariana, Irwan Adi Ekaputra, Zaafri Ananto Husodo, hanno cercato di mettere a fuoco i seguenti punti: 

  • se Bitcoin ed Ethereum possano rappresentare proprietà rifugio a breve termine;
  • se Ethereum è potenzialmente un rifugio sicuro migliore di Bitcoin.

Il potenziale di Ethereum nella letteratura finanziaria esistente

Come affermano i dati della ricerca, “Ethereum è la seconda più grande criptovaluta che può anche mostrare proprietà di rifugio sicuro (Beneki et al., 2019; Bouri et al., 2020).

Scegliamo il mercato degli Stati Uniti perché è il più grande mercato e, guarda caso, gli Stati Uniti hanno il più alto numero di infezioni da COVID-19 (per indicare il disagio più significativo) nel mondo. In questo studio, usiamo il termine monete e criptovalute in modo intercambiabile.

Troviamo che sia Bitcoin che Ethereum sono adatti come rifugi sicuri a breve termine durante i crolli estremi del mercato azionario. Apprendiamo anche che Ethereum è plausibilmente un rifugio sicuro migliore di Bitcoin durante la pandemia.

Tuttavia, scopriamo anche che prima e durante la pandemia, Ethereum mostra la più alta volatilità giornaliera dei rendimenti, seguita da Bitcoin, S&P500 e oro”. 

I risultati della ricerca sui rendimenti potenziali di Ethereum 

Già dal paragrafo precedente abbiamo avuto cenno alle conclusioni osservate nella ricerca menzionata. Secondo i risultati dell’analisi condotta, si è evidenziato che “la volatilità tende ad aumentare durante la pandemia. (…) L'aumento della volatilità è visibile anche graficamente. Tutti i rendimenti durante la pandemia sono più volatili rispetto a prima della pandemia”.

Analizzando le correlazioni tra BTC ed ETH rispetto all’oro fisico, e rispetto all’indice S&P500 si è evinto quanto segue: “le correlazioni a coppie tra l'oro ed entrambe le monete tendono ad aumentare durante la pandemia. Nel frattempo, le correlazioni tra l'S&P500 ed entrambe le monete diventano negative. La correlazione tra S&P500 e Bitcoin (Ethereum) è −0,3790 (−0,3757).

Questi sono i primi segni che entrambe le criptovalute sono potenziali rifugi sicuri per le azioni. Per chiedere se il dimezzamento di Bitcoin possa influenzare il risultato di questo studio, confrontiamo i rendimenti di Bitcoin ed Ethereum. Apprendiamo che la loro correlazione prima (durante) la pandemia è 0,8306 (0,9841).

Poiché Ethereum non deve affrontare il dimezzamento, l'elevata correlazione indica che il dimezzamento di Bitcoin non avrà un impatto significativo sul risultato di questo studio”. 

Ethereum un rifugio sicuro per le azioni

Per fugare ogni dubbio sul potenziale di Ethereum come rifugio sicuro, gli studiosi precisano ulteriormente: “per tutti i 7, 10 e 14 giorni negli scenari pandemici, osserviamo che il rendimento di Ethereum è correlato positivamente con il rendimento dell'oro ma inversamente correlato al rendimento delle azioni.

Ethereum è plausibilmente un rifugio sicuro migliore del Bitcoin poiché, in tutti gli scenari analizzati Ethereum si è mostrato più grande di Bitcoin. I risultati di Ethereum sono, in una certa misura, diversi da quelli di Bouri et al. 2020, che ritengono che Ethereum non sia un rifugio sicuro per le azioni aggregate statunitensi.

Abbiamo anche studiato FTSE-100 e abbiamo scoperto che i coefficienti di Bitcoin ed Ethereum sono tutti come previsto, ma sono significativi solo per le impostazioni di 7 giorni. I risultati complessivi della regressione supportano l'idea che Bitcoin ed Ethereum esibiscano concrete qualità di rifugio sicuro per le azioni”.

Come si evince dal testo, il mercato azionario che è stato analizzato è quello statunitense, ma nulla porta a credere che le evidenze osservate nel documento ufficiale non possano estendersi anche ad altre borse e mercati. 

Le osservazioni conclusive della ricerca su Ethereum 

Oltre alle interessanti osservazioni degli studiosi sul valore di Ethereum nel panorama cripto si evince che le informazioni da tenere in considerazione si completano alla luce delle seguenti conclusioni: “Entrambe le monete mostrano volatilità dei rendimenti giornalieri superiori a quelle dell'oro e delle azioni.

Per alleviare i problemi di volatilità, Baur e Hoang (2020) consigliano di aggiungere una stablecoin come Tether, che funge da rifugio sicuro per entrambe le monete”. L’esito della ricerca mostra a chiare lettere che Ethereum, come Bitcoin, può essere considerato un rifugio sicuro a breve termine per le azioni.

In più, proprio ETH si mostra un rifugio migliore persino di BTC, durante una breve flessione estrema dei mercati azionari, ma la sua volatilità è più elevata rispetto a Bitcoin”. I dati estrapolati da questo studio divengono in un certo senso centrali per la comprensione del mercato cripto.

All’esito degli approfondimenti ivi descritti, si auspica non soltanto un importante e decisivo intervento normativo che possa almeno calmare l’eccessiva volatilità delle criptovalute, ma anche un inquadramento più semplice delle condizioni di mercato alla luce degli orizzonti di investimento nelle varie finestre temporali.

Inoltre, l’indiscussa importanza delle evidenze scientifiche può portare sicuramente l’utente a un livello di coscienza e comprensione del fenomeno più corretto e sicuro.

Dallo studio condotto, dunque, Ethereum si mostra in forma smagliante, sbaragliando ogni dubbio sulla sua valenza nel mercato. Anche il tentativo di riduzione della sua importanza scenica di Nasdaq.com sembra essere fuori luogo. Quel che è certo è che la 2a criptovaluta per capitalizzazione al mondo continuerà a crescere ancora, sfoderando in termini tecnologici ed economici sempre più traguardi.