Nonostante le polemiche, nonostante le criticità, nonostante le uscite di Elon Musk (strenuo difensore degli asset digitali ma principale responsabile del recente sell-off del Bitcoin) il 2021 è già un anno da record per le criptovalute: in aprile il mercato complessivo ha registrato i 2.000 miliardi di dollari di valore per la prima volta nella storia. E se il Bitcoin rimane la criptovaluta più celebre (e più discussa) il vero protagonista del 2021 è Ethereum, che ha fatto meglio della più nota rivale: 240% il guadagno da inizio anno, contro il 38% del Bitcoin (negli ultimi dodici mesi, secondo Coinbase, Ethereum è rimbalzato dell'850% contro il pur sempre rispettabile 280% del Bitcoin). Perché Ethereum fa meglio di Bitcoin? Per Morgan Stanley sono tre i fattori principali.

Tre fattori rendono Ethereum meglio di Bitcoin

Il primo fattore è uno dei temi caldi delle ultime settimane per quanto riguarda le criptovalute: l'impatto ambientale. Dietro al repentino dietrofront dello stesso numero uno di Tesla Musk c'era proprio il consumo di energia, e di conseguenza le emissioni di anidride carbonica, per il mining del Bitcoin. Il Bitcoin da solo produce emissioni inquinanti quanto un Paese di piccole dimensioni come la Nuova Zelanda. Ethereum in realtà non è particolarmente più sostenibile ma, al di là degli sforzi per l'uso di energie rinnovabili nel mining di Bitcoin, promette in tempi brevi (si parla di inizio 2022) un cambio radicale nella sua tecnologia (dal proof-of-work al proof-of-stake) che abbatterà i consumi di 10.000 volte.

"In una linea temporale pluriennale Ethereum sorpasserà Bitcoin. Solo ora sta iniziando a essere compreso dagli utenti di secondo livello. L'utilità di Ethereum da sola supererà qualsiasi altra cosa. Bitcoin è l'oro digitale ma Ethereum è il petrolio", Nathan Cox di Two Prime, intervistato da Forbes.

Per Morgan Stanley primo fattore l'impatto ambientale

L'Ethereum ha sovraperformato il Bitcoin quest'anno ma la sua capitalizzazione totale è ancora la metà di quella della criptovaluta rivale. I volumi di scambi, però, sono rimbalzati in maggio a 600 miliardi di dollari, il 60% in più rispetto al Bitcoin, notano James Faucette e Betsy Graseck, analisti di Morgan Stanley. Faucette e Grasech ammettono anche che oggi l'Ethereum è più volatile ma il fattore negativo è ampiamente compensato dalla performance migliore.

Ethereum meglio di Bitcoin anche per la versatilità

Il terzo fattore, anche questo non di poco conto, è la versatilità di Ethereum. La sua piattaforma ha molte più applicazioni e interfaccia della rete del Bitcoin. La blockchain di Ethereum è usata anche da altre criptovalute. Non solo. L'emergente fenomeno degli Nft (non-fungible token, pezzi unici digitali venduti ormai per milioni di euro che sono l'ultima frontiera dell'arte) è in larga parte basato in termini crittografici proprio sulla tecnologia di Ethereum.

(Raffaele Rovati)