Come previsto mercoledì la Federal Reserve (Fed) ha confermato i tassi d'interesse Usa allo zero, o meglio i tassi con i quali le banche si scambiano tra loro le riserve che depositate presso la Fed (in un range compreso tra lo 0% e lo 0,25% dopo averli ridotti a sorpresa di 100 punti base in un meeting d'emergenza del Fomc il 15 marzo scorso e prima ancora di 50 punti base il 3 marzo), sottolineando che proseguirà con l'acquisto di asset per almeno 80 miliardi di dollari di Treasury e 40 miliardi di mortgage-backed security al mese, quindi per un totale di 120 miliardi di titoli al mese, fino a quando non sia chiaro che l'economia è uscita dalla crisi indotta dal Covid-19. 

I mercati sono delusi dalla mancanza di indicazioni per il futuro

I mercati avevano previsto correttamente il comportamento dell'istituto ma forse sono rimasti delusi dalla mancanza di indicazioni più chiare su come la stessa Fed intende muoversi nei prossimi mesi. Questo non ha comunque impedito alle borse di puntare ancora al rialzo e al Bitcoin di aggiornare i propri record superando i 20mila dollari.

Gran parte dei rappresentanti dell'istituto (si è passati a cinque membri del Fomc dai quattro del precedente meeting) ormai concorda sul fatto che i tassi rimarranno intorno allo zero fino al 2023. "Continuiamo a pensare che la nostra attuale posizione politica sia appropriata", ha sottolineato Powell, aggiungendo che la Fed ha "la flessibilità per fornire ulteriore allentamento". "E riconosciamo che le circostanze potrebbero cambiare", ha concluso.

Il ritmo di allentamento della Fed resterà immutato

La Federal Reserve ha dichiarato che manterrà il suo attuale ritmo di allentamento fino a quando "non saranno stati compiuti ulteriori progressi sostanziali verso gli obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi" del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie). 

Dichiarazioni che sono in linea con quelle rilasciate a inizio mese dal chairman Jerome Powell davanti alla commissione Financial Services dell'House of Representatives (la Camera Usa). In quell'occasione Powell aveva spiegato che l'istituto "manterrà i tassi bassi e gli strumenti in funzione fino a quando non ci sentiremo di avere superato chiaramente il pericolo che la pandemia rappresenta per l'economia". 

Il chairman della Fed Jerome Powell continua a fare pressioni sul Congresso Usa per nuovi piani di stimolo, gli investitori mostrano ottimismo sulla possibilità di un accordo in tal senso. 

La Fed alza le previsioni di crescita per il 2021

La Federal Reserve (Fed) ha anche alzato dal 3,7% al 2,4% la previsione di contrazione del Pil Usa nel 2020. Migliorato anche dal 7,6% al 6,7% il tasso di disoccupazione atteso per il 2020, nel 2021 dovrebbe poi calare al 5% e riportarsi al 4,2% nel 2022, vicino ai valori precedenti la crisi del Covid.

Per 2021 e 2022 la stima invece è di un'espansione dell'economia del 4,2% e del 3,2% rispettivamente, contro il 4,0% e il 3,0% dell'outlook comunicato in occasione del meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) di settembre. 

I dati macro Usa recenti mostrano un rallentamento

Tutti i dati macro di recente uscita puntano ad un rallentamento dell'economia Usa, le rassicurazioni della banca centrale sono quindi servite per tranquillizzare i mercati. 

Il Dipartimento del Commercio ha reso noto che le vendite al dettaglio hanno evidenziato nel mese di novembre un calo dell'1,1%, superiore alle attese (-0,3% m/m) dopo una flessione dello 0,1% del mese precedente (rivisto da +0,3%). L'indice escluso il comparto auto è diminuito dello 0,9% dopo la flessione dello 0,1% della rilevazione precedente, rivista da +0,2% (consensus +0,1%). 

Markit Economics reso noto che la stima flash dell'Indice IHS PMI Manifatturiero di dicembre si è attestato a 56,5 punti dai 56,7 punti di novembre, sul livello più basso da 2 mesi. Le attese erano per un indice pari a 55,7 punti. 

Rallenta anche il tasso di espansione del settore dei servizi, con l'indice IHS PMI Servizi sceso a 55,3 da 58,4 di novembre. L'indice composito è sceso a 55,7 punti da 58,6 punti, sui minimi da 3 mesi. 

L'Indice del Mercato Immobiliare NAHB (National Association of Home Builders) si è attestato a 86 punti nel mese di dicembre da 90 punti, risultando inferiore al consensus, fissato a 88 punti. 

Il Census Bureau reso noto che le Scorte di magazzino crescono dello 0,7% a ottobre, risultando pari alle attese ma in rallentamento dal +0,8% della lettura precedente (rivisto da +0,7%). 

Tassi bassi, il Bitcoin ringrazia

Gli effetti delle comunicazioni della Fed, in particolare quelle relative ai tassi di interesse, hanno influenzato in il dollaro Usa, che si è ulteriormente indebolito contro euro: la politica ultra espansiva della banca centrale continua a mettere in circolazione nuova moneta e l'aumento della quantità di questa sul mercato ne causa il deprezzamento. In condizioni normali la debolezza del dollaro rischierebbe di accendere il motore dell'inflazione ma per il momento, a causa della recessione globale, questo rischio non viene considerato reale. 

Anche il Bitcoin si avvantaggia della politica espansiva della Fed, come del resto fanno le borse: ormai è chiaro da tempo che quello che fa bene alle borse fa bene anche alla criptovaluta più famosa. 

Il Bitcoin questa mattina quota 22700 dollari circa, in ulteriore rialzo, dove potrebbe approdare questo movimento?

Secondo l'analisi grafica un target è ipotizzabile attorno ai 25000 dollari, ottenuto con l'approccio delle onde di Elliott. Da quei livelli potrebbe svilupparsi una correzione temporanea ma l'obiettivo della fase iniziata a marzo potrebbe collocarsi sui 36000 punti.

(Alessandro Magagnoli)