Ogni giorno escono decine e decine di articoli che parlano della bull run delle criptovalute, spiegando che è solo una questione di tempo prima che si raggiunga l'ennesimo picco e il successivo mercato ribassista.

Ovviamente è facile fare supposizioni sull'ignoto, magari basandosi su quello che è stato in passato per arrivare a una idea per il futuro, cosa molto comune.

Non è difficile incontrare analisi che parlano di ripetizione di un ciclo, quasi come si trattasse di un qualcosa d'ineluttabile il fatto che vi sia una rivisitazione di quello che è stato il 2017.

Questo effettivamente è assolutamente possibile visto che il prezzo attuale di Bitcoin e il mercato in generale sembra pronto a dare un bel colpo di reni verso l'alto.

Ma, come ogni cosa a questo mondo, non è ancora stata scritta e potrebbe benissimo non accadere, puntando su una delle infinite strade differenti.

Quest'articolo non vuole essere premonitore di qualcosa che verrà, quanto piuttosto una riflessione su quello che potrebbe essere, ora o in un imprecisato futuro.

Prima di procedere verso le ipotesi vere e proprie, per dare una forma al mercato occorre studiarne il passato, altrimenti risulta impossibile comprenderne le effettive possibilità.

Un viaggio attraverso la storia speculativa delle criptovalute, può sicuramente tornare utile a molti vecchi e nuovi investitori.

In questo video The Crypto Gateway spiega come investire partendo da una piccola cifra come 1.000 Euro, ideale per chi vuole provare.

Gli albori delle criptovalute

Le criptovalute nascono relativamente pochi anni fa, in quel lontano 2008 della grande crisi economica che ha lasciato in ginocchio il mercato finanziario.

I primi anni di vista sono stati abbastanza insignificanti dal punto di vista economico, tanto che solo pochissimi "nerd" o spericolati scommettitori le consideravano.

Nel 2010 due pizze grandi vennero pagate con 10.000 Bitcoin, cosa che fece storia in quanto la primissima transazione criptomonetaria avvenuta in cambio di un bene fisico, nonché il più grande suicidio finanziario di una singola persona.

Compassione per il giovane ragazzo a parte, questo fa capire quanto poco fosse il valore della prima cripto mai esistita, il quale rasentava il nulla cosmico.

A questo va aggiunto il fatto che non esisteva nulla oltre a Bitcoin, rendendolo una mosca bianca del quale nessuno sapeva bene cosa farsene.

Nonostante questo alcune attenzioni iniziavano ad arrivare, tanto che il prezzo di una singola unità cresceva creando quella che veniva definita come una piccola bolla speculativa.

Il fenomeno restava comunque abbastanza circoscritto anche perché ben poche persone sapevano come gestire le transazioni o anche solo come acquistare queste fantomatiche criptovalute.

La prima bull run delle criptovalute

Nel 2013 le cose iniziavano a surriscaldarsi un po' con il prezzo di Bitcoin che si era ormai assestato oltre i 100 Dollari e sempre più occhi che lo guardavano con interesse.

In tutto questo il mining poteva essere ancora fatto con relativa semplicità e permetteva di ricavare molte unità con poco sforzo, le quali venivano poi rivendute generando grandi profitti.

Il fenomeno era stato originato anche grazie all'halving, la regola per la quale ogni 4 anni le ricompense per i minatori di Btc vengono dimezzate dal giorno alla notte.

Questo serve per contenere l'inflazione, dare valore alla moneta, generare un sistema per cui si continuerà a minare per molti anni e creare interesse nel token.

Come conseguenza a quest'operazione, la risposta del mercato solitamente è molto positiva con il prezzo che sale letteralmente alle stelle.

Nel 2013 infatti, Bitcoin raggiunse la cifra record (per quei tempi) di ben 1000 Dollari a unità, dando origine alla prima grande corsa all'oro digitale.

Passata la fatidica data del 30 novembre 2013 però, l'interesse sembrò spegnersi di colpo con l'inizio di un mercato ribassista così lungo da sembrare infinito.

Criptovalute al ribasso

In questo periodo iniziano anche a spuntare le prime alternative a Bitcoin, come Ethereum (2015), Stellar (2014), Ripple (2013) e tante altre piccole e grandi realtà.

Il fatto che però i loro utilizzo fosse ancora così limitato (se non quasi assente) le rendeva ben poco interessanti e, per questo, il prezzo rimase calante a lungo.

Dai massimi raggiunti nel 2013 Bitcoin arrivò a perdere circa l'80%, toccando i minimi intorno ai 200 Dollari che facevano pensare a una sua prematura dipartita.

Per tutto il 2014 e 2015 infatti l'interesse sembrava evaporato, il prezzo dava ben pochi segni di vita e nessuno parlava più di criptovalute salvo pochi tipi che venivano bollati come eccentrici.

Le cose iniziano a riscaldarsi di nuovo verso la fine del 2015, ben due anni dopo il picco dei 1.000 Dollari che sembrava ormai un lontanissimo miraggio.

Il nuovo halving distava ormai solo un anno, la cosa aiutò a ricordare a molte persone dell'esistenza delle cripto e della nuova possibile ondata d'interesse che si profilava all'orizzonte.

La cosa puntualmente si verificò, con la nuova bull run che ha il via nei primi giorni del 2017, proprio poco tempo dopo il dimezzamento delle ricompense dei miners.

Il ciclo si ripete esattamente uguale a quello del 2013, con una nuova ondata  d'investitori che si buttano dentro in cerca di profitti stellari e desiderosi di cavalcare l'onda.

Il nuovo grande picco arriva ancora una volta verso la fine dell'anno, nel dicembre del 2017 che segna quasi 20.000 Dollari come prezzo massimo di Bitcoin e tutto il mercato delle criptovalute che sembrava inarrestabile.

La storia delle criptovalute che si ripete?

Da questo punto in poi però, è tempo di lasciar perdere la storia e passare a qualche considerazione più attuale che può generare spunti interessanti per il futuro.

Oggigiorno il mondo sembra vivere l'ennesima bull run delle criptovalute, con Bitcoin a pochi passi dal raggiungere la prossima vetta per poi tornare giù come fatto in passato.

Quando accade questo, essendoci una correlazione diretta tra Btc e il mercato cripto, tutte le altre monete seguono a ruota i bruschi cali generali.

Se una volta l'interesse era meramente speculativo però, ora le varie blockchain stanno iniziando a brillare di luce propria e non solo del riflesso di popolarità di Bitcoin.

Questo ha portato a progetti interessantissimi con applicazioni pratiche vedere fortissimi rialzi, ma pur sempre condizionati dai capricci del leader del mercato.

La domanda è per quanto questo potrà ancora andare avanti? Se tutti gli altri asset raggiungessero un valore strategico abbastanza forte, potrà finalmente essere rotta questa tossica correlazione?

Un mercato che  ambisce a "diventare grande" e smettere d'essere etichettato come bolla speculativa, non può essere determinato tutto dal bello e il cattivo tempo di un unico esponente.

Perché le criptovalute vengano effettivamente riconosciute col rispetto che meritano, devono riuscire a rompere il cordone che lega il loro prezzo a quello dell'oro digitale.

Scenari possibili per il futuro delle criptovalute

Tutti si aspettano un prossimo picco intorno ai 130.000 Dollari da parte di Bitcoin con successivo ribasso annuale fino alle soglie del prossimo halving, cosa che potrebbe effettivamente succedere.

Ma, se si volesse volare un po' più in la con la fantasia lasciando da parte il passato e guardando a qualcosa di nuovo, si potrebbe anche vedere una seconda opzione.

Se invece di far segnare un nuovo picco Btc continuasse a rimbalzare tra i 30.000 e i 60.000 per il prossimo futuro, questo cambierebbe definitivamente le carte in tavola.

Tutte le altcoin potrebbero fare il proprio corso più o meno indisturbate, sviluppando la propria identità finanziaria oltre che a quella del progetto in se.

Se poi, in un ipotetico futuro, la dominance di Bitcoin (valore che indica quanto sia la rilevanza della moneta rispetto all'intero mercato) calasse oltre i suoi minimi storici, si potrebbe parlare di una identità finalmente raggiunta da parte delle altre cripto?

Se le valute digitali sono effettivamente il futuro, allora non potranno continuare a seguire in eterno un unico leader, ma inizieranno ad agire indipendentemente prima o poi.

Lo stesso Btc, diventando riserva di valore a tutti gli effetti, finirà necessariamente con lo stabilizzarsi un po', evitando gli scossoni tipici che l'hanno da sempre caratterizzato.

Il mercato azionario (seppur differente) non è certo determinato da un unico asset ma ha andamenti indipendenti per ognuno dei suoi singoli componenti.

Questa è una realtà che colpirà anche le criptovalute in un futuro non ancora ben determinato, questo a patto che siano davvero la nuova frontiera dell'economia e della finanza.

Il che non vuol dire certo che stia accadendo in questo momento durante la stesura dell'articolo, ma se non si dovesse mai raggiungere il fantomatico picco entro la fine dell'anno allora qualche pensiero in più potrebbe sollevarsi.

La storia non potrà continuare a ripetersi uguale in eterno, l'unica cosa da capire è quando il grande ciclo verrà spezzato perché, sicuramente, prima o poi accadrà.