E' forse troppo presto per ritenere finita la tempesta di inizio anno che ha dimezzato le quotazioni del bitcoin, e alcuni segnali suggeriscono che il peggio potrebbe ancora dover venire insieme all'arrivo della primavera.

E' questo almeno lo scenario "tecnico" anticipato da Sheba Jafari, un analista di Goldman Sachs che segue da tempo le vicende della principale criptovaluta e che aveva accompagnato con previsioni corrette il suo cammino rialzista dello scorso anno.

Bitcoin: la nuova previsione di Goldman

In una nuova nota di ricerca inviata ai clienti, Jafari e il suo team hanno infatti avvertito domenica scorsa che una nuova fase ribassista potrebbe essere all'orizzonte, spiegando che la rottura dei supporti di breve termine posti a 9.210 dollari apre la strada per un ritorno verso i minimi di febbraio, quando il prezzo di un singolo bitcoin era sceso fino a 5.922 dollari: una previsione preoccupante, dal momento che dopo gli ulteriori ribassi di questa settimana la quotazione è scesa ulteriormente e viaggia adesso intorno ai 9.120 dollari.

Attenzione ai livelli di Bitcoin

"La rottura è significativa perché implica il potenziale per un più sostenuto declino", scrive l'esperto della banca, precisando che il primo livello significativo è posto "a 7-687-7-198 dollari". Il team di Goldman Sachs invita poi a prestare attenzione al range dei 7.000-7.500 dollari, con l'idea che la rottura di questo livello rende più verosimile la prospettiva che si scenda sotto i minimi di febbraio.

"La media mobile a 200 giorni è particolarmente importante dal momento che essa ha tenuto molto bene durante un precedente calo nel settembre scorso," scrive Jafari, mentre una sua violazione adesso "sarebbe il segnale di un danno strutturale, che accresce il rischio di nuovi minimi locali (