Anche Ubs Group sale sul carro del bitcoin. Il colosso finanziario elvetico, secondo fonti citate da Bloomberg, starebbe valutando le strade percorribili per offrire investimenti in criptovalute alla propria clientela più ricca. In ogni caso, considerando l'estrema volatilità di bitcoin e simili (di recente è stato Ethereum a finire sotto i riflettori, impiegandoci appena una settimana da quando aveva superato i 3.000 dollari di valore per sfondare quota 4.000 dollari), la proposta di Ubs riguarderebbe una porzione assai limitata del singolo portafoglio di un investitore.

Anche Ubs apre al bitcoin per non perdere clienti

Come Ubs, anche Goldman Sachs è pronta a entrare la partita. Si tratta di una necessità inevitabile, a causa della crescente domanda da parte degli investitori, anche di quelli più abbienti. L'alternativa sarebbe quella di perdere clienti. "Stiamo monitorando da vicino gli sviluppi nel campo degli asset digitali. È importante sottolineare però che siamo più interessati alla tecnologia alla base delle criptovalute, vale a dire i ledger distribuiti", ha dichiarato ufficialmente Ubs, secondo quanto riportato da Bloomberg.

"Stiamo monitorando da vicino gli sviluppi nel campo degli asset digitali. È importante sottolineare però che siamo più interessati alla tecnologia alla base delle criptovalute, i ledger distribuiti", Ubs.

Bitcoin per Ubs, ma anche per il big Usa Goldman

Per quanto riguarda Goldman, invece, la Cnbc è entrata in possesso di un documento interno dell'istituto di Wall Street, in cui s'informava che un desk dedicato alle criptovalute, di recente costituzione, aveva con successo scambiato due derivati legati al bitcoin. Goldman in realtà stava lavorandoci almeno dal 2017 ma, secondo Reuters, i piani originari erano stati cestinati e un nuovo team dedicato all'emergente settore è stato alla fine creato in marzo. Il memo di settimana scorsa segna però il primo vero coinvolgimento di Goldman nel trading di monete virtuali.

Tutti sul carro del bitcoin. Dopo Ubs tocca a Citigroup

Ubs e Goldman sono solo gli ultimi big ad avere debuttato nelle criptovalute. Di recente ha mosso i primi passi in questa direzione anche Jp Morgan Chase & Co., il cui chief executive Jamie Dimon è stato da sempre una delle voci più critiche nei confronti delle monete digitali. Morgan Stanley prevede di offrire ai clienti più ricchi l'accesso a tre fondi che consentiranno di possedere criptovalute e Bank of New York Mellon sta sviluppando una piattaforma per gestire insieme asset tradizionali e digitali. Anche Citigroup, riporta sempre Bloomberg, sta valutando di offrire servizi nelle criptovalute.

(Raffaele Rovati)