Negli ultimi giorni, investire in Bitcoin è un pensiero fisso, non soltanto da parte di grandi e piccoli investitori, ma anche per coloro che si stanno approcciando al mondo delle criptovalute da poco. Quanto si può guadagnare da una volatilità incandescente come quella della madre di tutte le altcoin?

Sarebbe una scelta ragionevole l’idea di investire in Bitcoin? Una domanda che accende l’anima di chi ha deciso di provare a darsi una risposta in autonomia. E cosa ne pensa la comunità finanziaria dei grandi nomi che possono fare la differenza, dello stesso calibro di Elon Musk?

Siamo sicuri che investire in Bitcoin sia una strada semplice e priva di rischi? Scopriamolo insieme. Ricordiamo che questo contenuto non vuole in alcun modo rappresentare un invito all’investimento, ma soltanto rappresentare un approfondimento di tipo informativo, che l’utente è libero di utilizzare come crede nella costruzione delle sue valutazioni personali in proposito. 

Investire in Bitcoin secondo i più grandi CFO d’America

Di tutte le news che si sono sentite negli ultimi tempi, nessuna notizia ha raggiunto l’influenza che ha avuto l'annuncio di Elon Musk. La sua decisione di investire $ 1,5 miliardi in Bitcoin, trasformando le casse aziendali di Tesla in un patrimonio crittografato, è stata in grado di aumentare le fiorenti fortune della criptovaluta, come poche altre volte è accaduto prima d’ora.  

Come apprendiamo da Fortune grazie a un approfondimento di Shawn Tully, però, l'audace mossa di Musk non ha ispirato i CFO, tipicamente cauti, americani a seguirne l'esempio. In uno studio condotto all'inizio del corrente mese da Gartner Finance, unità del principale fornitore di ricerca e consulenza Gartner, Inc., teso a rintracciare le opinioni della comunità finanziaria attuale, è apparso noto il fatto che molti nomi altisonanti della finanza hanno letto nella strada di Musk una scelta più che azzardata.

In particolare, si è rilevato che il novantacinque per cento degli intervistati non ha intenzione di acquistare Bitcoin quest'anno. "I leader finanziari che hanno il compito di garantire la stabilità finanziaria non sono inclini a fare salti speculativi in un territorio sconosciuto", afferma Alexander Bant, capo della ricerca di Gartner Finance. Ma scopriamo tutti i dettagli sul sondaggio condotto. 

Investire in Bitcoin: il sondaggio di Gartner Finance parla chiaro

Secondo il sondaggio condotto da Gartner Finance, si è giunti ad una conclusione molto chiara sull’idea di investire in Bitcoin proprio in questo momento. Come leggiamo su Fortune, la società di ricerca ha intervistato molti dirigenti finanziari, tra cui 50 Chief Financial Officer, di ben settantasette società con una capitalizzazione di mercato che va da 250 milioni di dollari a 30 miliardi di dollari.

“Il sondaggio ha chiesto a CFO, controllori e tesorieri se intendessero "tenere" Bitcoin nelle casse dell'azienda, quest'anno o in futuro. "Tenere" Bitcoin significa usarlo per lo stesso motivo di Musk: diversificare le loro orde di contanti e massimizzare i rendimenti da parte dei loro forzieri di guerra non necessari per il capitale circolante quotidiano che acquista forniture e paga gli interessi sul debito.

Conclusione: solo una piccola minoranza di aziende quest'anno scommette sul fatto che Bitcoin supererà i titoli del Tesoro super sicuri e i fondi monetari overnight dove tipicamente vengono parcheggiati i contanti aziendali”.

Elon Musk e la nuova tendenza ad investire in Bitcoin

Da quanto sembra, alla luce delle prime risultanze dello studio condotto sulla comunità finanziaria circa l’interesse cripto, non tutti sono disposti a seguire la strada di Elon Musk, eppure qualche segnale di controtendenza sembra essersi affacciato. 

Come si evince dal report del sondaggio, la curiosità delle aziende americane per Bitcoin sta crescendo e potrebbe presto configurarsi una vera inversione di rotta, guidata da una importante tendenza a seguire Musk. Secondo Bant, Gartner ha condotto il sondaggio, perché stava ricevendo diverse richieste su Bitcoin da parte dei suoi clienti.

"I CFO hanno detto che stavano rispondendo alle domande sui Bitcoin dai loro consigli di amministrazione e dagli investitori e avevano bisogno di diventare più intelligenti molto più velocemente di quanto pensassero", dice. "Ci hanno chiesto di fornire definizioni per i termini che coinvolgono Bitcoin e Blockchain, in modo che si potesse spiegare meglio il funzionamento di Bitcoin".

Lo stesso Bant sembra essere rimasto sorpreso dal fatto che anche il 5% degli intervistati abbia dichiarato che quest'anno acquisterà Bitcoin. "Immaginavo che il numero sarebbe stato inferiore", dice. “In effetti, il doppio delle aziende intervistate vede Bitcoin nel proprio futuro; L'uno per cento prevede di iniziare a tenere la moneta nel 2022 e l'altro 9% ha affermato che farebbe il grande passo nel 2024 o successivamente”.

Investire in Bitcoin nel 2021 è un trend in crescita

Come precisa Fortune, “il sondaggio è arrivato dopo che si è diffusa la notizia dell'acquisto di $ 1,5 miliardi di Musk. Alexander Bant non è sicuro se l' approvazione del capo Tesla abbia gonfiato o depresso i ranghi delle aziende che abbracciano Bitcoin quest'anno o in futuro.

Ma nota uno scoppio di slancio. I consigli di amministrazione, osserva, non sembrano così negativi sulla criptovaluta come aveva previsto. Solo il 39% degli intervistati ha scelto la potenziale "avversione al rischio del consiglio di amministrazione" come motivo per evitare il re delle criptovalute.

"Di solito, i CFO non vogliono correre" rischi "al consiglio di amministrazione", dice. Bant si aspettava che i CFO segnalassero molto più scetticismo a livello di consiglio. E sebbene la dimensione del campione sia piccola, la metà dei giocatori tecnologici intervistati prevede di detenere Bitcoin nel 2021 o negli anni a venire”.

Una tendenza che sembra muoversi a chiare lettere, dunque, e che sfoggia altalenanti indecisioni tra il mantenimento di un equilibrio all’interno dei consigli di amministrazione e una propensione al rischio insita nel fatto di dover investire in Bitcoin. Per i grandi CFO aziendali, dunque, la strada da seguire è piuttosto cauta, ma non per questo non praticabile. Il tema di investire in Bitcoin registra, pertanto, un trend in crescita. 

Cosa pensa Alezander Bant sull’investire in Bitcoin

Secondo quanto emerge dalla ricerca condotta su oltre 50 dirigenti finanziari, la volatilità ha molto a che fare con la scelta di investire in Bitcoin o meno. In effetti, l’incontrollabile registro di valore della criptovaluta se da un lato incoraggia gli investitori a tentare di trarne i guadagni più consistenti, dall’altro frena gli andamenti societari di quelle aziende che hanno costruito la propria storia sulla stabilità di quei valori finanziari, legati ai principali asset di mercato, che non hanno mostrato eccessivi movimenti.

Per Bant, in particolare, “il punto è che Bitcoin rimane troppo volatile per ottenere un'adozione diffusa sia come investimento, sui bilanci aziendali o come valuta per pagare di tutto, dai generi alimentari agli smartphone. "Non abbiamo chiesto se le aziende avrebbero aggiunto Bitcoin ai loro bilanci perché sarebbe significato vendere i loro prodotti per Bitcoin", afferma Bant. "Ancora meno aziende avrebbero detto di sì”.

Investire in Bitcoin richiede prima un cambiamento

Alexander Bant ha le idee chiare in proposito: prima di investire in Bitcoin è necessario attendere un cambiamento. Questo il suo pensiero ricostruito da Fortune: “Per mettere in scena una grande svolta, Bitcoin deve emergere come denaro digitale per gli acquisti di tutti i giorni e, finora, non sta accadendo.

Stiamo osservando attentamente se i consumatori desiderano detenere portafogli digitali e pagare con valuta digitale, afferma Bant. Quindi, i CFO dovranno prendere decisioni su ciò che accetteranno e cosa non accetteranno. Ritiene che le aziende non accetteranno pagamenti in Bitcoin fino a quando un nuovo e solido quadro normativo non renderà le transazioni sicure e protette.

La cadenza di Bitcoin di picchi e svenimenti improvvisi rende anche il token estremamente difficile da gestire per le tesorerie aziendali. La volatilità e i problemi di gestione della liquidità non si adattano bene ai CFO, che sono avversi al rischio, afferma Bant. Volumi giganteschi di acquisti e vendite giornalieri spianerebbero le acque, ma è ancora tutto da vedere”.

Investire in Bitcoin comporta i rischi della volatilità 

L’idea di investire in Bitcoin non può prescindere da riflessioni sulla sua volatilità. In effetti, i rischi del trading di criptovalute, ad esempio, sono principalmente legati alla sua volatilità. Le operazioni in questo caso sono ad alto rischio ed è importante che si comprendano i rischi prima di iniziare a fare trading.

Tutte le criptovalute sono volatili, ma alcune più di altre. Se non fosse così non avremmo quegli asset stabili che registrano solo sensibili variazioni. In verità, per investire in Bitcoin, bisogna misurarsi con i cambiamenti inaspettati nel sentiment di mercato ed essere in grado di affrontare i relativi movimenti bruschi e improvvisi del prezzo. 

Shawn Tully di Fortune si esprime come segue sulla volatilità di Bitcoin: “Oggi, gestire Bitcoin per gli acquisti quotidiani sarebbe qualcosa come gestire il peso argentino durante l'iperinflazione degli anni '80. In una sola settimana a metà luglio 2019, Bitcoin è sceso del 12%. Dal 28 febbraio al 13 marzo di quest'anno, ha subito un cratere del 40%. Le oscillazioni giornaliere del 4% o del 5% sono comuni.

Elon Musk dice che presto inizierà ad accettare Bitcoin da persone che comprano Tesla. Vedremo se quel colpo audace vince più seguaci della sua mossa sensazionale ma finora poco imitata per scommettere denaro aziendale”. Quel che è certo è che proveniamo da una settimana movimentata sui prezzi Bitcoin, solo qualche ora fa la criptovaluta ha superato i 50.000 $. Chissà che tra qualche mese non ci siano ulteriori slanci, tali da far ribaltare le tendenze protezioniste dei principali CFO d’America.