Forse il chief executive Jamie Dimon non cambia idea ma la sua Jp Morgan Chase & Co. entro l'estate darà accesso alla clientela più abbiente a un fondo attivo gestito sui bitcoin. La rivale Morgan Stanley ha già attivato un servizio simile in marzo e sempre in marzo Barron's aveva riportato che anche Goldman Sachs starebbe lavorando alla possibilità per i clienti di investire in asset digitali. Dopo le mosse di PayPal in autunno, l'ingresso del colosso delle carte di credito Visa lo scorso mese, ora anche i big di Wall Street non possono fare altro che dare seguito alla sempre più elevata domanda di criptovalute da parte della loro clientela.

Dimon non cambia idea ma Jp Morgan lancia fondo gestito in bitcoin 

Eppure Dimon è stato uno dei più critici nei confronti delle monete digitali. “Bitcoin finirà per esplodere. È una frode. È peggio dei bulbi di tulipano e non finirà bene", così si esprimeva nel 2017, citando la Bolla dei tulipani del XVII secolo in Olanda (quella che viene considerata la prima vera bolla speculativa). "Il bitcoin non è una cosa reale, è solo speculativo e non ce n'è bisogno in Usa", spiegava sempre Dimon nel corso di una conferenza organizzata all'epoca dalla Cnbc. Pubblicamente Dimon non ha minimamente fatto dietrofront. Basta vedere l'ultima lettera agli azionisti da lui firmata (in data 7 aprile): nelle 66 pagine dell'insolitamente lunga missiva il chief executive non ha citato una singola volta il bitcoin e in una sola occasione le criptovalute in generale (riferendosi a problemi normativi emergenti tra cui, appunto, lo status regolatorio e legale delle valute digitali).

Sorprendente l'ingresso di Jp Morgan. Il bitcoin cambia Wall Street

L'ingresso di Jp Morgan è solo l'ennesima conferma di una nuova realtà delle finanza globale quali sono le criptovalute. E una conferma che ha un peso molto significativo considerando quanto, se la ben documentata avversione per il bitcoin del suo chief executive è un'indicazione, sia sorprendente che anche la mega banca Usa scelga le criptovalute come asset class, è stato il commento di CoinDesk. Che ha anche sottolineato come si tratti di una notevole rottura rispetto al servizio passivo offerto da sostenitori del settore come Pantera Capital e Galaxy Digital, che consentono ai clienti benestanti di acquistare e detenere bitcoin attraverso i fondi senza mai toccarli direttamente.

Dopo Tesla anche camper e roulotte si potranno comprare in bitcoin

In ambito retail, poi, in contemporanea al possibile sbarco di Jp Morgan nel wealth management è arrivato l'annuncio di Camping World Holdings. In scia a quanto fatto da Tesla, infatti, il gruppo dell'Illinois, specializzato in prodotti e servizi per il campeggio, ha comunicato che in partnership con BitPay potrà accettare bitcoin, Ethereum e altre monete digitali per la vendita di camper e roulotte. Il servizio sarà disponibile in tutti i punti vendita e anche online per l'estate. Notizia che è piaciuta al mercato, visto che Camping World ha chiuso in rally del 4,29% lunedì al Nyse.

(Raffaele Rovati)