La recente stretta annunciata dal governo cinese sulle attività di mining ha messo in allarme tutto il settore delle criptovalute, penalizzando il bitcoin e l’attività di mining.

La decisione di bloccare, o comunque di congelare almeno in una prima fase, le attività collegate alle criptovalute ha avuto infatti un effetto negativo sul valore del bitcoin, anche se probabilmente limitato solo al breve periodo.

Il motivo dovrebbe essere politico e difficilmente limitato ai solo presunto utilizzo di grandi quantità di energia da parte delle macchine impegnate nell’attività estrattiva.

Ad ogni modo, secondo diversi rapporti, si stima che oltre il 90% della capacità di estrazione di bitcoin della Cina sia ora ferma. Considerando come una percentuale compresa tra il 65% e il 75% di tutta l’estrazione globale di bitcoin avvenisse proprio in Cina, appare evidente come il blocco possa comportare delle conseguenze anche positive negli altri continenti.

L’hashrate totale della rete bitcoin è infatti diminuito drasticamente, passando in poco più di un mese da un record di 180,7 milioni di terahash al secondo a circa 116,2 milioni della scorsa settimana secondo quanto riportato da Blockchain.com .

E’ il momento giusto per il mining

Un minor numero di minatori significa però una quota di rete a disposizione degli altri minatori in netto aumento, con evidenti ritorni positivi sull’attività di mining. Diventa quindi fondamentale, ancor più in questa fase, affidarsi a operatori di primo piano capaci di garantire macchine con un hashrate elevato come SWAG, che proprio dopo l’accordo con Bitfury, ha potuto garantire la commercializzazione di macchine estremamente performanti.

Le macchine messe a disposizione da SWAG sono noleggiabili da 1 a 3 anni, intere o anche in frazionamenti che arrivano fino a un trentaduesimo della macchina, così da permettere a ogni tipologia di utente di sfruttare al meglio la tecnologia e l’attuale situazione internazionale.

Il mining chiavi in mano di Swag

Chi vuole sperimentare l’estrazione di criptovalute con SWAG può farlo senza dover acquistare costose attrezzature, ma noleggiando a distanza quelle presenti in farm che operano nei paesi dove il costo energetico è favorevole. Una formula innovativa che ha contribuito a rendere  SWAG uno dei principali player del settore.

I vantaggi dell’offerta sono infatti facilmente intuibili. Il primo, come già detto, è il risparmio sull’acquisto delle attrezzature per il mining: se agli inizi dell’avventura dei bitcoin infatti bastava un computer e poco altro, oggi per produrli servono macchine dal costo anche di decine di migliaia di euro.

Macchine costose ma che, proprio come quelle offerte da SWAG, devono essere anche fortemente performanti, affidabili e stabili.

Poi c’è la bolletta energetica: “estrarre” bitcoin in Italia, dove il costo dell’energia è tra i più alti, sarebbe proibitivo. SWAG invece si appoggia a mining farm che operano dove l’energia costa meno e tra i suoi partner c’è anche Bitfury, il colosso internazionale del mining da sempre attento a un uso responsabile dell’energia.

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