Nel mondo videoludico le migliorie sono sempre tantissime e hanno spesso a che fare con software e tecnologie avanzate al passo con i tempi.

Blockchain e NFT sono solamente l'ultima frontiera che le case più famose del gaming devono valutare per poter sfruttare le nuove opportunità offerte da questi sistemi e asset digitali innovativi.

Negli ultimi giorni ha fatto scalpore la notizia su Eurogamer secondo cui Activision, famosa società del settore gaming, abbia avviato un sondaggio per il futuro dei videogame:

"In un sondaggio YouGov rilasciato ai giocatori durante il fine settimana, Activision Blizzard - che è in fase di acquisizione da parte di Microsoft - ha chiesto ai giocatori quanto fossero "interessati" a una serie di "tendenze emergenti/future nei giochi"."

La domanda potrebbe far sorgere qualche dubbio, visto che difficilmente le operazioni di un'importante società possono essere determinate dal parere di utenti in rete, ma sappiamo comunque quanto questo possa pesare sulla buona riuscita di un'azienda.

Tra l'altro Activision Blizzard è stata acquistata per una cifra record di quasi 70 miliardi di dollari dal colosso Microsoft, fan degli NFT, che si è aggiudicato una delle più grandi realtà del settore videoludico.

Su Fanpage ecco la notizia di qualche mese fa:

"Microsoft acquisirà Activision Blizzard, uno dei più importanti produttori di videogiochi, per 68,7 miliardi di dollari. È la più grande acquisizione tecnologica in grado di fornire all’azienda di Redmond un vantaggio importante nel settore."

All'alba di una notizia del genere potrebbe non stupire più l'idea di un sondaggio da parte di Activision basato sulla possibilità di utilizzare gli NFT nei prossimi videogiochi, perché tutti sanno che Microsoft è un gran sostenitore del trend.

Tanto per capire, l'azienda del miliardario Bill Gates continua a finanziare startup e piattaforme dei Non-Fungible-Token, come leggiamo su Cryptonomist:

"Secondo l’annuncio sul blog aziendale di Palm NFT, che offre servizi e supporto per il mercato degli NFT, l’azienda fondata da Bill Gates avrebbe guidato un round di finanziamento di serie B, da 27 milioni di dollari, tramite il suo fondo di rischio M12."

Ovviamente, videogiochi e console, insieme a tutti i videogiocatori, non potrebbero che giovare dei token non fungibili e della tecnologia blockchain, fosse solo per le numerose opportunità che si potrebbero venire a creare.

Una fra tante? Il play-to-earn.

Si tratta dell'opportunità di guadagnare giocando, partecipando in modo attivo all'esperienza videoludica e venendo ricompensati per questo con NFT o denaro reale.

Abbiamo tante altre opzioni, certamente, ma ora entriamo nel vivo dell'operazione di Activision Blizzard e cerchiamo di capire l'esito e cosa aspettarci!

Sondaggio sugli NFT: che cosa ha chiesto Activision Blizzard ai fan?

In un recente sondaggio la società ha dichiarato che ancora non è pronta per utilizzare appieno la tecnologia blockchain e i token per i suoi videogame.

Tuttavia il recente sondaggio di Activision mira a vagliare quelli che potrebbero essere i prossimi passi del futuro.

Alcune delle aree del sondaggio includevano il cross-play della piattaforma, la generazione di novità IA, i titoli di realtà artificiale/virtuale e il cloud gaming. Questo non ha ispirato particolari dibattiti, al contrario di altri contenuti che a molti giocatori appassionati ancora non vanno a genio: il metaverso, i giochi play-to-earn e gli NFT.

Il presidente di Blizzard ha però fatto una semplice constatazione che leggiamo su Games Radar:

"Ybarra ha chiarito i piani di Blizzard su Twitter in risposta ai rapporti su un sondaggio inviato dalla società in parte per misurare l'interesse del pubblico per le "tendenze emergenti e future", comprese le criptovalute e gli NFT."

Non sono ancora pronti, infatti, per creare dei Non-Fungible-Token. Non ancora, almeno.

Perché Activision vuole l'opinione del web sugli NFT?

Ci sono moltissime ragioni per cui l'opinione degli utenti in rete può aiutare una società a migliorare profitto e presenza sul mercato.

Se Activision Blizzard ha deciso d'interrogare fan e utenti sugli NFT e sui giochi play-to-earn è perché sembra sempre più scontato che saranno presto un must dei videogames.

Questo non vuol dire, però, che vogliano necessariamente sfruttare questa nuova tecnologia, visto che società come queste promuovono sondaggi spesso proprio per poter navigare meglio le acque sempre agitate e incerte del mercato.

E al momento è inutile dire che l'inserimento degli NFT nel gaming è rischioso e bisogna andare con i piedi di piombo per l'opinione negativa ampiamente diffusa tra gli utenti, sottolineata anche su Game Legends:

"Numerose società di giochi hanno già iniziato a vendere oggetti digitali come NFT, tra cui Konami e Atari, anche se questa nuova tecnologia ha attirato critiche da parte di molti utenti. Così come i giocatori, anche gli stessi sviluppatori non sembrano molto interessati a questa nuova tecnologia."

A questo punto credo sia normale per una società importante voler vagliare il reale interesse della rete per i suoi nuovi possibili prodotti prima di un flop.

Che cos'è un NFT nel gaming?

Quando parliamo di un'importante casa videoludica dobbiamo considerare l'esperienza dei gamer appassionati.

Se questa risulta sempre gradevole e coinvolgente, il giocatore sarà sempre più disposto a provare i nuovi videogiochi offerti, basati sullo stesso principio guida della società di cui ci si fida.

Tuttavia sappiamo che il settore gaming ha sempre alti e bassi, molte volte le critiche sembrano, a dirla tutta, anche eccessive.

Introdurre gli NFT in un videogioco con la speranza di migliorare l'esperienza di un videogiocatore potrebbe essere un'arma a doppio taglio che nemmeno Activision Blizzard può permettersi e il team lo sa, per questo il sondaggio.

Un NFT all'interno di un videogame, infatti, non è altro che un certificato di proprietà di un bene digitale realizzato di solito in numero limitato e che può essere sfruttato all'interno del mondo di gioco. Può essere un oggetto collezionabile, abilità di personaggi o avatar.

Purtroppo però, molti "tradizionalisti" potrebbero non vederlo di buon occhio, vista l'apparente inutilità sostenuta da tanti utenti della rete.

Quali risultati ha ottenuto il sondaggio Activision Blizzard sugli NFT?

Se analizziamo le risposte condivise dai videogiocatori e i fan della famosa società di videogiochi, potremmo restare sorpresi.

Sulla base di quanto trapelato, anche su alcuni siti molto seguiti del settore gaming, infatti, gli utenti si dicono perlopiù delusi dalla possibilità che Activision possa introdurre gli NFT. Anche perché sembra che le grandi aziende del gaming vogliano per forza abbracciare il settore anche se i giocatori non ne sembrano entusiasti!

Su Eurogamer leggiamo del dissenso che potrebbe allontanare perfino i fan più sfegatati di videogame:

"Gli NFT rappresentano, insomma, una strada che tante aziende stanno inseguendo perché esiste un mercato. Le società che stanno investendo in NFT e blockchain sono molte ma sembrano più interessate ad attirare i criptoappassionati che i videogiocatori."

Inseguire il settore delle criptovalute e annessi potrebbe costare caro ad Activision e altre competitor, ma per il momento si sta solo sondando il terreno.

Anche perché i primi insuccessi hanno già fatto battere in ritirata alcuni "colleghi" del settore.

Altri nomi importanti sono ancora dubbiosi sull'utilizzo degli NFT nel gaming

Activision, nonostante le critiche, è stata molto accorta.

Elaborare un sondaggio che potesse dare l'idea dell'interesse dei videogiocatori sugli NFT e altri derivati della blockchain è stata una mossa saggia, dal momento che molti sono contrari al loro utilizzo.

Alcune società non da poco come Sega, Epic Games o Hazelight Studios sono davvero lontane dall'idea di introdurre i Non-Fungible-Token o le criptovalute all'interno dei loro videogiochi.

Non si sentono di voler compromettere l'esperienza dei gamer solo per ragioni speculative, o per inseguire un mercato da cui si preoccupano di essere tagliati fuori.

Addirittura leggiamo su Inverse.com delle dichiarazioni ampiamente contrarie di Hazelight Studios:

"Parlando dal punto di vista di uno sviluppatore indipendente più piccolo, Josef Fares, fondatore di Hazelight Studios, ha detto al Washington Post che avrebbe "preferito essere colpito al ginocchio" piuttosto che costringere gli NFT a titoli pluripremiati come It Takes Two."

Non dimentichiamo poi dell'esperienza di Ubisoft, che ha introdotto gli NFT in Ghost Recon Breakpoint, dovendo cancellare da Youtube il video di debutto per i tanti non mi piace ricevuti!

Difficile quindi lanciarsi in un mercato così criticato, ma soprattutto sorprendente se pensiamo all'interesse che si sta maturando nella rete per criptovalute, metaverso e NFT.

Gli NFT miglioreranno l'esperienza degli utenti: così insistono le grandi società del gaming!

Ovviamente se le opinioni fossero state solo negative, il sondaggio della nuova acquisizione Microsoft sui token non fungibili non sarebbe stata di alcuna utilità.

Altri, infatti, all'interno del panorama videoludico sostengono gli NFT, credendo fortemente che siano il futuro del gaming!

Un esempio è il presidente Yosuke Matsuda di Square Enix che, nonostante le critiche dei fan, si dichiara convinto e deciso ad andare avanti su questa strada.

Anche Beteshda con la longeva serie di "The Elder Scrolls" e la novità di Skyrim in NFT, oppure Sony con il suo metaverso che potrebbe divenire presto realtà, ma non solo.

Apprendiamo di alcuni importanti introiti già generati grazie agli NFT nei videogame su PlayStation Universe:

"Ad esempio, abbiamo già visto i Dapper Labs di Vancouver, che hanno creato il titolo NBA Top Shot, raccogliere oltre $ 250 milioni con oltre un milione di giocatori, mentre Parallel Studios è riuscito a raccogliere $ 50 milioni di finanziamenti."

Cosa ci possiamo aspettare? Solo altri sondaggi, critiche e, magari, un cambio di rotta degli utenti se ben incentivati da Activision Blizzard e altri colossi del settore videogiochi e console.