La nuova stretta cinese sulle criptovalute ha avuto a caldo un effetto depressivo per il Bitcoin, che venerdì aveva segnato un crollo del 5% (ancora peggio aveva fatto l'Ether, seconda maggiore moneta digitale, deprezzatosi del 7%). Eppure sono in molti a credere che le mosse di Pechino siano più di facciata che di sostanza e, anzi, nella comunità delle criptovalute la stretta di Pechino ha assunto le caratteristiche di un meme. "Anche se ogni volta che succede i mercati reagiscono con un calo dei prezzi, ogni volta l'effetto è più limitato e di minore durata. E il divieto del Bitcoin da parte della Cina ha guadagnato quasi uno status da meme nel settore", ha sottolineato Ulrik Lykke, dell'hedge fund Ark36, citato da MarketWatch.

"La valuta virtuale non ha lo stesso status giuridico della valuta legale. Le valute virtuali come Bitcoin, Ether e Tether hanno le caratteristiche principali di essere emesse da autorità non monetarie, utilizzando tecnologie di crittografia e account distribuiti o tecnologie simili, ed esistono in forma digitale. Non sono legali e non devono e non possono essere utilizzate come valuta sul mercato", People's Bank of China (PboC)

Nuova stretta cinese sulle criptovalute. Crollo per Bitcoin ed Ether

Venerdì la People's Bank of China (PboC, l'istituto centrale di Pechino) ha dichiarato di fatto illegali tutte le attività legate alle criptovalute. I servizi che offrono trading, che eseguono ordini, i derivati sulle valute virtuali e anche gli scambi esteri sono banditi. La Cina in più occasioni è partita all'attacco di Bitcoin e simili, inizialmente a causa della "questione energetica" che caratterizza la più celebre e scambiata criptovaluta. In quel caso la reazione era stata una fuga dal Paese di chi fa il mining di Bitcoin. Venerdì, invece, c'è stata la fuga dei trader: Ftx, piattaforma dedicata ai derivati sulle criptovalute, ha per esempio annunciato il trasferimento della sua sede da Hong Kong alle Bahamas. 

Solo un meme la nuova stretta cinese su Bitcoin e criptovalute

"In Cina è già successo più volte, con il lancio di notizie di divieti nel corso degli anni. Questo non ha però impedito all'adozione di Bitcoin e asset digitali di proseguire con la sua tendenza al rialzo", ricorda Freddie Williams, del broker britannico specializzato in asset digitali GlobalBlock, citato da MarketWatch. In molti ritengono che il reale obiettivo di Pechino sia quello di promuovere lo yuan digitale, lanciato di recente. "Strategicamente il progetto pilota della PboC per l'emissione di una valuta digitale dovrà affrontare la concorrenza del mercato privato delle criptovalute. Imponendo un divieto garantisce un'adozione significativa della valuta digitale della Banca centrale", è l'opinione di Ganesh Viswanath Natraj, docente di finanza della Warwick Business School. (Raffaele Rovati)