Ecco la view di Canegrati analista finanziario a BP PRIME.

I rapporti tra la People Bank of China (PBOC), la banca centrale cinese, e le criptovalute non sono mai stati idilliaci in passato, poiché i policy-maker cinesi hanno sempre considerato le valute digitali come un pericolo per l'economia del paese. Lo scorso 7 febbraio, tanto per fare un esempio, la PBOC ha ufficialmente espresso la volontà di regolamentare tutte le attività aventi a che fare con le cripto-correlate, introducendo nuove regole volte a reprimere i servizi di trading in Bitcoin in Cina e Hong Kong.

Ma ora, le cose potrebbero cambiare. Parlando in una conferenza stampa lo scorso venerdì, il governatore della PBOC, Zhou Xiaochuan, ha confermato sì che la Cina non riconosce i Bitcoin e le altre valute digitali come forme di pagamento legittime, ma ha sorpreso il pubblico dichiarando che la moneta fisica potrebbe diventare un giorno obsoleta e ha riconosciuto che la banca centrale sta svolgendo importanti ricerche sulle valute digitali, in quanto ritiene che esse garantiscano metodi di pagamento più veloci, più economici e più convenienti.

Voci di corridoio riportano anche che la PBOC stia addirittura pensando di creare una propria moneta digitale denominata CBDC, che dovrebbe sfruttare il classico paradigma tecnologico delle cripto-valute, come confermato anche dal capo dell'unità di ricerca della PBOC, Yao Qian. Secondo Qian "Nella fase attuale, il CBDC potrebbe concentrarsi principalmente sulla digitalizzazione della valuta fiduciaria, ma è inevitabile che esso sia in grado di integrare più funzionalità in futuro.Un approccio che riproduce e digitalizza rigidamente la valuta fiduciaria può indebolire il vantaggio competitivo del CBDC nellungo termine."