Oggi, giovedì 6 gennaio 2022, i Bitcoin e il mercato delle criptovalute in genere salutano il nuovo anno registrando un crollo notevole, il più basso nell’ultimo mese, con i BTC che perdono il 7% in sole 24 ore e raggiungono un prezzo di circa 42mila dollari ad unità.

Ma i Bitcoin non sono gli unici ad essere crollati e sorte analoga è toccata ad Ethereum e Solana, entrambi crollati del 12%.

Sono molteplici i fattori che hanno causato questo crollo, ma più di tutti la pubblicazione dei verbali dell’incontro di dicembre della Federal Reserve Board (Fed), che rivela l’obiettivo di innalzare i tassi di interesse.

Tuttavia, secondo i principali investitori del mercato Bitcoin, quali Michael Novogratz e Michael Saylor, benché tale situazione riveli come il mercato delle criptovalute sia ancora caratterizzato da una forte volatilità, questo non ne preclude il successo sul lungo periodo, come riserva di valore.

Anche l’anno scorso i BTC hanno subito fluttuazioni costanti, ma hanno in generale mostrato nel corso dell'anno una variazione a rialzo del 70% del prezzo.

Inoltre, il mercato Bitcoin, se si guarda agli investitori privati, è piuttosto solido e fatto di aziende quali MicroStrategy che hanno investito il loro intero capitale miliardario nella criptovaluta più famosa del mondo.

A cui si aggiunga che, nonostante la Fed e le banche centrali dimostrino al loro ostilità alle criptovalute, anche nel tentativo di difendere le monete tradizionali dall’inflazione, si registra comunque un avvicinamento di molti investitori istituzionali al mondo delle valute digitali, cosa che secondo i maggiori Bitcoin Bulls, segnerà davvero il salto di qualità nei mercati e la fine della volatilità.

In sostanza, Saylor e Novogratz continuano i loro investimenti in BTC, Ethereum e Altcoin, convinti che questo picco a ribasso sia parte caratterizzante di questa fase del mercato globale delle criptovalute, ma che non ne inficia  la il loro essere una riserva di valore e i loro successi sul lungo periodo.

Piuttosto, per chi segue questa linea di interpretazione, tali picchi a ribasso rappresentano un momento buono per acquistare criptovalute pagandole ad un prezzo inferiore.

Prezzo Bitcoin in crollo dopo le rivelazioni della Federal Reserve Board

Partiamo dalle ragioni di mercato che hanno determinato questo crollo nel prezzo dei Bitcoin e delle criptovalute in genere.

La prima causa è stata la dichiarazione della Federal Reserve (Fed), in seguito alla pubblicazione dei verbali del meeting di dicembre, con cui l’organo annuncia di voler ridurre la quantità di obbligazioni detenute, riducendo la politica monetaria di sostegno.

A questo si accompagnerà un aumento dei tassi di interesse, con il rendimento dei titoli che attualmente si attesta ora sopra l’1,7% in dieci anni.

Tutte queste misure hanno l’ora scopo di ridurre l’inflazione del dollaro, ora alle stelle anche per effetto della pandemia. 

Che conseguenza c’è per il mercato Bitcoin se la Fed aumenta di tassi di interesse?

La Federal Reserve Board (Fed), dopo gli effetti dell’epidemia di Covid-19, è impegnata a cercare di salvare dal collasso l’intera economia globale. Tra gli strumenti a sua disposizione il controllo dei tassi di interesse sui prestiti.

Spiegandolo con parole semplici se è in atto una crisi monetaria la Federal Reserve riduce i tassi di interesse sui prestiti, così da favorire una maggiore liquidità. Come un cane che si morde la coda però, per effetto di questa politica, l’inflazione sale e così la Fed è costretta ad alzare di nuovo i tassi di interesse. Cioè prima si rendono i prestiti più economici per favorirli, riducendo i tassi e poi gli stessi si rialzano per evitare la crisi inflazionistica.

In questo modo, il mercato è praticamente prosciugato con conseguenze anche su altri settori, come i Bitcoin, dove si registra una riduzione di investimenti.

I tassi elevati rendono infatti le criptovalute al pari di una piccola società tecnologica non redditizia e quindi poco appetibile agli investitori, che preferiscono orientarsi verso società con dividendi e utili più forti. Il settore cripto tende perciò ad essere sotto attacco quando i tassi di prestito sono più elevati, perché tali società tendono ad essere più focalizzate sulla crescita che sul profitto.

Michael Novogratz predice una forte volatilità per le criptovalute nelle prossime settimane

In merito alla situazione del 6 gennaio 2022 e il picco ribasso toccato dai Bitcoin si espresso anche, ai microfoni della CNBC, uno dei maggiori investitori in BTC, Michael Novogratz CEO della Galaxy Digital, il è quale ha sostenuto di non essere spaventato dalla situazione, ma che questa comporterà una estrema volatilità della criptovaluta nelle prossime settimane.

Anche Novogratz, sulla scia di Saylor, sostiene che la politica della Fed non fermerà le criptovalute sul lungo periodo e che la vera svolta vi sarà solo quando subentreranno gli investitori istituzionali nel mercato.

Novogratz ha messo in luce come il trend rialzista dei Bitcoin sia stato troppo imponente perché il loro futuro sia messo in discussione.

Di seguito vi proponiamo la previsione per il prezzo Bitcoin 2022 frutto dell’analisi di Marco Montenegro: 

  

Anche il Kazakistan ferma il Bitcoin mining, vantaggi e svantaggi di questa scelta

A giocare a favore di questo crollo dei Bitcoin anche la recente decisione del Kazakistan, annunciata al mondo lo corso mercoledì 5 gennaio, che peraltro è uno dei paesi dove principalmente si concentra l’attività di mining, di bloccare l’accesso a internet ai cittadini, per problemi legati alla produzione di energia, con tutte le conseguenze che una scelta di questo tipo ha sul processo di estrazione delle criptovalute.

Una scelta simile mirata proprio a frenare il mining era già stata presa dalla Cina che ha introdotto lo scorso anno un ban per le criptovalute.

Tuttavia, da decisioni simili non vengono solo conseguenze negative, perché il ban cinese ha anche comportato una fuga dei miners verso Paesi, come gli USA, che utilizzano una buona parte di fonti rinnovabili per la fornitura energetica.

Il ban della Cina ha fatto aumentare il processo di estrazione di stati come Texas e New York, dove un terzo dell'energia prodotta è pulita al 100%. Un altro elemento infatti che è destinato a determinare il successo dei Bitcoin e delle altre criptovalute è la riduzione del loro impatto ambientale.

I Bitcoin richiedono infatti molta energia per processare le transazioni è ancor di più per alimentare il processo di estrazione. Riuscire a rendere le criptovalute interamente sostenibili, vorrebbe dire che più investitori “green” si avvicinerebbero al mercato cripto, consolidandolo ancor di più e facendo schizzare i prezzi delle singole monete.

La Fed non spaventa i Bitcoin Bulls, previsioni opposte per il prezzo BTC 2022

I verbali dell'incontro di dicembre non hanno fatto altro che confermare quanto già la Fed aveva affermato a parole in precedenza, mentre molti analisti sono convinti che a dispetto delle promesse la strategia sia difficile da attuare.

A questo riguardo Antoni Trenchev, co-fondatore e CEO della società Nexo, sostiene che nonostante le politiche monetarie della Fed, che considera di difficile attuazione peraltro, il prezzo Bitcoin nel 2022 toccherà i 100.000 dollari ad unità. 

All’opposto Carol Alexander, professoressa di finanza alla Sussex University, ha affermato che stando alle sue previsioni i BTC scenderanno fino a 10.000 dollari ad unità nel 2022, che sarà un anno particolarmente negativo per i Bitcoin e le altcoin.