La capitalizzazione di mercato delle criptovalute è ora superiore del 300% rispetto a due anni fa. Tra i maggiori cambiamenti di due anni fa c'è il dominio di Bitcoin (BTC) sul settore, nonostante il suo calo di prezzo dell'85% sin da gennaio 2017 (ridimensionato oggi a circa il 50%). Questo cambiamento è per lo più riconducibile all'aumento dei token specializzati che soddisfano le varie esigenze del mercato, qualcosa che ben pochi avrebbero potuto prevedere 5 anni fa.

Se siete sorpresi, potreste aver letto troppi necrologi che hanno trattato Bitcoin e tutti i prodotti correlati come una mania speculativa piuttosto che un'innovazione meritevole di seria attenzione. Ironia della sorte, sono queste stesse persone che non smettono mai di inveire contro le manie speculative nelle criptovalute (una tecnologia che ha solo dieci anni!) che ignorano il valore sottostante di un nuovo sistema per la gestione della proprietà e dei flussi di titoli di proprietà.

I miei dati sono selettivi ed escludono il rally selvaggio del dicembre 2017, un momento in cui le file ai bancomat bitcoin erano all'ordine del giorno. Comprare alto e hodlare sarebbe stato... deplorevole.

Potete leggere innumerevoli storie di come tante persone siano state risucchiate in una bolla e si siano rovinate la vita investendo in varie criptovalute. La gente usa questo unico evento come un modo per dire che il mondo crypto non è altro che un bell'oggetto che non ha alcun valore.

In realtà il boom/bust 2017-18 non è stato storico, ma piuttosto una ripetizione degli stessi alti e bassi che abbiamo visto dall'ottobre 2009 quando è stato pubblicato il primo prezzo di mercato di Bitcoin. Ci ricorda una vecchia verità: la maggior parte della gente compra alto e vende basso. Ecco perché c'è un tale profitto nel fare il contrario, ma andare contro la tendenza è più difficile di quanto sembri perché, a quanto pare, il futuro è inconoscibile.