Secondo un rapporto di JPMorgan il lancio della rete Ethereum 2.0 ad alta efficienza energetica renderà popolare il meccanismo di consenso e la migrazione da Proof of Work a Proof of Stake renderà i rendimenti dello staking una fonte di reddito più allettante sia per gli investitori istituzionali che per quelli retail

I servizi offerti dai vari Exchange mondiali in questo ambito aumentano sempre, tanto da sembrare pronti a mettersi il fila per offrire ai proprio clienti servizi di stacking. 

Anche chi bazzica nel mondo delle criptovalute da un po' di tempo, molto spesso è ignaro della stessa esistenza di questo settore e delle pontenzialità che ne derivano. Così come citato su cryptonews da Mirko Schmiedl: 

Il mercato dello stacking esploderà. Verranno creati altri prodotti finanziari che avranno servizi di stacking integrati.

Al momento la limitata scelta di progetti e la forte volatilità del mercato lasciano un po' di perplessita su questo ecosistema. Spiega criptovalute24.com

Il Crypto Staking, essendo basato su monete POS, aventi un particolare e pericoloso grado di volatilità, viene considerato molto più rischioso rispetto ad altri sistemi di prestito.

Considerati i forti interessi delle grandi istituzioni e il sempre maggiore numero di investitori retail che si buttano in questo campo per diversificare i proprio investimenti, andiamo a capire cos'è veramente questo stacking. 

Cos'è lo stacking?

La parola stake in inglese significa “puntata, scommessa” e lo staking è un termine che prende origine dalla Proof of Stake (PoS), un algoritmo che mira a garantire la sicurezza e la stabilità di una Blockchain. Fare stacking vuol dire usufruire della Proof of Stake contribuendo alla stabilità della blockchain, ricevendo in cambio una ricompensa

In genere lo staking è utilizzato in due modi:

Lo staking è un'alternativa al mining di criptovalute. Consiste nel contenere la criptovaluta in un portafoglio digitale per supportare la sicurezza e le operazioni di una specifica rete blockchain "bloccando" o mettendo via le criptovalute, gli utenti possono ricevere ricompense di staking.

Nella maggior parte dei casi, lo staking delle monete può essere effettuato direttamente dal proprio portafoglio di criptovalute, sebbene sia possibile farlo anche tramite uno dei servizi offerti dagli Exchange. L'exchange di criptovalute Binance, ad esempio, offre un'opzione di staking che consente agli utenti di guadagnare premi in modo semplice: tutto ciò che devi fare è tenere le tue monete nell'exchange.

Per comprendere appieno cos'è lo staking e lo strumento di staking utilizzato, è necessario comprendere come funziona Proof of Stake (PoS). PoS è un meccanismo di consenso che consente alla blockchain di operare in modo più efficiente dal punto di vista energetico ed ecologico mantenendo il proprio grado di decentralizzazione (almeno, in teoria).

Diamo un'occhiata a cosa è PoS e come funziona lo staking più da vicino.

Proof of Stake (PoS) è un algoritmo di consenso per reti blockchain basato su validatori casuali tra la comunità di utenti, che "scommettono" i token o le monete della rete nativa bloccandoli nella blockchain. Lo fanno per produrre e approvare i blocchi. Gli utenti che fungono da validatori vengono premiati in base alla loro puntata totale, incentivando i nodi a validare la rete in base a un ritorno sull'investimento (ROI).

PoS è considerata la versione più ecologica e scalabile del consenso Proof of Work (PoW) originale utilizzato nella blockchain di Bitcoin. Poiché non si basa su calcoli arbitrari come fa la PoW.

Piuttosto che risolvere complessi algoritmi matematici per mantenere la rete sicura, il meccanismo PoS incentiva (o stimola) gli utenti (Validator) a rafforzare la rete blockchain in cambio di una ricompensa sotto forma di criptovaluta. Questa ricompensa serve anche come interesse. Il meccanismo PoS consente agli utenti di generare un reddito passivo solo detenendo monete mentre guadagnano criptovalute.

In genere, i validatori vengono selezionati per produrre il blocco successivo in base alla dimensione e al periodo medio che detiene della loro puntata. Sebbene ci siano altre funzioni per impedire un consenso in prima linea, una posta in gioco più ampia di solito offre agli utenti una maggiore possibilità di produrre il blocco successivo della blockchain. I blocchi proposti dai validatori vengono quindi propagati al resto del set, che verifica e aggiunge il blocco approvato della blockchain.

Il secondo scenario in cui viene sfruttato lo staking è nei masternodes.

I Masternodes sono nodi specializzati che consentono a una rete blockchain di introdurre nuove funzionalità nella sua architettura. I masternodes hanno fatto il loro debutto nell'ecosistema Dash , dove sono stati utilizzati per supportare le transazioni private.

Tipi di stacking

Esistono due tipi di staking: centralizzato e decentralizzato.

Stacking centralizzato:

Lo staking centralizzato viene effettuato quando si ricorre a fornitori di blockchain che offrono la possibilità di uitlizzare direttamente le loro criptovalute. In questo caso, l’utente trasferisce i suoi fondi nell’exchange e il fornitore si occuperà di tutto il resto. Ciò significa che lo staking avviene all'esterno del proprio wallet e la persona dà al provider di staking il totalle affidamento dei propri fondi. Tutte le ricompense guadagnate verranno depositate nell’account creato anziché nel proprio wallet personale.

Il lato negativo è che, in caso di furto alla piattaforma, l’utente potrebbe perdere tutti i suoi tanto amati e attesi guadagni

Stacking decentralizzato:

Al contrario, lo staking decentralizzato non utilizza sistemi di terze  parti per lo staking. Ciò significa che l’utente possiede il totale controllo delle proprie risorse, avendo così una sicurezza maggiore contro eventuali frodi. Oltre ad essere più sicuro lo stacking decentralizzato rappresenta perfettamente l'idea che il mondo delle criptovalute e della blockchain portano avanti.

L'importanza dello stacking all'interno dell'ambiente cripto

Il meccanismo dello stacking è stato particolarmente lodato all'interno dell'ambiente cripto e i vantaggi sembrano essere davvero imprtanti: 

La Proof of Stake è efficiente dal punto di vista energetico. Non richiede potenza di calcolo per risolvere i grandi algoritmi matematici, di conseguenza, le reti PoS consumano solo una piccola percentuale dell'energia consumata da una piattaforma blockchain PoW che consuma invece grandi quantità di energia. Nell'attuale situazione climatica che ci troviamo ad affrontare oggi questo è sicuramente un grandissimo punto a favore.

In secondo luogo, i sostenitori della Proof of Stake ritengono che questo meccanismo sia più sicuro di altri sistemi di consenso, in particolare della Proof of Work . Spiega cryptonews.com

Un certo numero di blockchain più piccole che impiegano PoW sono cadute vittima del attacchi del 51%.

I vantaggi sembrano quindi essere davvero importanti per il settore, oltre ad avere consumi ridotti, fattore da considerare assolutamente è la sicurezza degli investitori. Procedendo per questa via il futuro dello stacking sembra essere davvero florido.

L’attesa alimenta il piacere (e i rendimenti)?

Da quando è stato rilasciato il deposit contract di Ethereum 2.0, gli investitori sono tornati ad avere sempre più fiducia nel progetto. 

Il prezzo è cresciuto verticalmente e anche i volumi su Ether sono esplosi arrivando a raggiungere la cifra record di oltre 50 miliardi in controvalore in dollari in una singola giornata

Alla forza del progetto di Ethereum contribuisce anche il settore DeFi che sta a indicare "finanza decentralizzata", che nella maggior parte dei casi poggia le proprie basi proprio sulla blockchain di Ethereum. L'interesse degli investitori cresce sempre di più per il settore della finanza decentralizzata e sono numeri gli investimenti in questo ambito. Il settore ha raggiunto stando ai valori di oggi una market cap di circa 63 miliardi di dollari, stando ai dati di defimarketcap.io.

I ritorni sembra comunque essere interessanti

Nessuno ha una sfera magica, ma l’anno prossimo quando Ethereum avrà completato la sua transazione, le previsioni degli analisti prevedono che i rendimenti raddoppieranno (attualmente si aggirano circa su 9 miliardi di dollari di entrate annuali) arrivando a 20 miliardi di dollari

Le previsioni sono ben più floride e prevedono che i rendimenti da stacking nel settore blockchain raggiungeranno la cifra astronomica di 40 miliardi di dollari entro il 2025

Stando a quando calcolato su StackingRewards: tra le dieci più grandi criptovalute in termini di capitalizzazione in stacking, si presentano ricompense annuali che variano dal 2.8% fino a un massimale del quasi 12%, rendimenti non proprio da sottovalutare. 

Mirko Schmiedl fondatore di StackingRewerds sostiene: 

Il mercato dello staking esploderà nei prossimi anni, poiché ogni nuova blockchain si basa senza eccezioni su Proof-of-Stake e layer-2. Vedremo sempre più prodotti finanziari creati con staking integrato e diminuirà l'attrito per gli investitori al dettaglio che vogliono mantenere la loro custodia e liquidità.

Bisogna considerare però che stiamo parlando di rendimenti nominali e che il ritorno sull’investimento è una funzione del valore di mercato della valuta sottostante, per cui possibilmente variabile. Gli analisti considerano comunque allettanti i rendimenti delle monete PoS, oltre considerare possibili aumenti del prezzo di mercato.

Insidie sul percorso

Ovviamente non è ero tutto ciò che luccica e anche lo stacking presenta le sue insidie da considerare. 

Prima di tutto, le ricompense dello staking sono in genere pagate nel token nativo della rete blockchain in questione. Pertanto, coloro che desiderano ottenere un profitto assolutamente devono valutare l'ecosistema molto attentamente, anziché soffermarsi solamente sul ritorno che una determinata coin può avere.

In altre parole, se il ROI di una moneta trattabile è molto alto ma la moneta ha una capitalizzazione di mercato e volumi di trading bassi, molto probabilmente sarebbe meglio evitarla, poiché sarà difficile incassare le coin che si sono guadagnate senza sconvolgere il mercato.

Inoltre, se la criptovaluta con cui si sta facendo staking non riesce ad aumentare di valore o mantenerne lo stesso, probabilmente si perderà molto più denaro di quanto se ne potrà guadagnare. Questo perché "l'interesse" guadagnato sotto forma di nuovi token potrebbe non compensare il calo del valore di mercato.

Insomma va bene guardare ai rendimenti, ma bisogna prestare molta attenzione anche al progetto, quindi essere pignoli è sicuramente una prerogativa. 

Come confermato su cryptonews.com sempre da Schmiedl:

Lo staking è ancora frainteso da molti utenti. È importante esaminare il rapporto rischio-rendimento della partecipazione. Ogni asset ha molte opzioni di ricompensa. 

Ci troviamo ancora in una fase embrionale dell'ecosistema di stacking ma il futuro sembra florido per questo settore. Gli analisti considerano comunque allettanti i rendimenti delle monete PoS, oltre considerare possibili aumenti del prezzo di mercato. Vedremo come evolverà l'ecosistema, soprattutto dopo il lancio definitivo di Ethereum 2.0. 

Inoltre se gli occhi di grandi giganti della finanza come JPMorgan si stanno posando su questo settore, possiamo in qualche modo immaginare che delle vere potenzialità ci sono