Nel weekend non si è fermato il sell-off del bitcoin che, per Coinbase Global, scambia ormai sotto la soglia di 30.000 dollari, per un crollo del 45% dal picco toccato in aprile. Lo scivolone della più nota e scambiata criptovaluta significa che allo stato attuale l'investimento annunciato in febbraio da Tesla sarebbe in perdita. Tesla aveva reso noto a inizio febbraio di avere investito 1,5 miliardi in bitcoin che, all'epoca, scambiava intorno a 38.000 dollari. Come nota Barron's i corsi medi del bitcoin tra il 27 gennaio (quando la società californiana aveva presentato i risultati del quarto trimestre senza menzionare il bitcoin) e l'8 febbraio (quando l'investimento era invece stato ufficializzato) erano intorno a 36.700 dollari, cifra che potrebbe essere vicina a quanto pagato da Tesla.

Per Tesla 125 milioni di perdita sul bitcoin

Dopo la vendita di una minima parte della posizione alla fine del primo trimestre l'investimento complessivo di Tesla era salito a un controvalore 2,5 miliardi di dollari. L'ammontare degli investimenti in bitcoin, sottolinea Barron's, non è stabilito come quello delle partecipazioni azionarie. Quando una società possiede azioni, la variazione di valore da trimestre a trimestre è rilevata come spesa o utile sul conto economico. Le perdite sulle partecipazioni in criptovalute non vengono invece registrate fino a quando il valore degli asset non è stato compromesso o non è sceso sotto a quello messo a bilancio. Tenendo conto di tutto ciò è probabile che Tesla a fine primo trimestre avesse 42.000 bitcoin, il che comporterebbe oggi una minusvalenza di 125 milioni di dollari.

All'orizzonte altre cattive notizie per Tesla

Perdita che, a meno che il bitcoin non recuperi da qui alla fine di giugno, verrà riconosciuta solo con la trimestrale che sarà presentata il prossimo 22 luglio. Non si tratta di cifre colossali, considerando che Tesla nonostante il sell-off capitalizza ancora intorno a 560 miliardi di dollari. Tuttavia, considerando che Tesla non ha ancora dimostrato di essere in grado di generare utili, anche 125 milioni in meno non sarebbero una buona notizia. L'azienda di Elon Musk continua a mettere a segno record di vendite. I ricavi crescono ma l'utile, finora, è stato sostenuto quasi esclusivamente dai crediti ambientali. E visto che l'incasso ottenuto dalle rivali meno ecologicamente sostenibili è destinato a venire meno, perdere anche dai bitcoin non sarebbe auspicabile.

"Si tratta di asset ancora estremamente volatili, con il potenziale di significativi movimenti di prezzo derivanti da un singolo tweet o commento pubblico. Anche con il sell-off di questa settimana, però, le criptovalute hanno avuto un'incredibile corsa nell'ultimo anno", Stephanie Price, analista di Cibc.

Musk rimane dalla parte del criptovalute

Forse Musk si è pentito del drastico dietrofront dopo meno di due mesi con cui aveva annunciato che le Tesla non saranno più acquistabili in bitcoin. "La vera battaglia è tra monete legali e criptovalute e a conti fatti sostengo queste ultime", ha però scritto Musk su Twitter lo scorso weekend, rispondendo a un utente che gli aveva chiesto quali fossero i suoi pensieri in merito alle persone arrabbiate per il suo atteggiamento ondivago sulle monete digitali. D'altronde Musk, si sa, non è persona da pensieri sempre razionali, lasciandosi spesso andare all'emotività (cosa che in passato gli aveva creato non pochi problemi persino con la Sec). Ogni investimento comunque va ponderato in una prospettiva di medio lungo periodo e il bitcoin, come gran parte delle altre criptovalute, nonostante le recenti perdite resta su una tendenza di significativo apprezzamento. Secondo Coinbase, infatti, a fronte del circa 30% perso in un mese, il rally resta superiore al 270% nell'ultimo anno.

(Raffaele Rovati)