Da qualche tempo sentiamo parlare della evoluzione dal nome ThorChain: un network che consente per la prima volta di scambiare token appartenenti a diverse Blockchain. Cerchiamo di conoscere di più su questo argomento e di fare chiarezza su tutti i concetti ad esso collegati i quali, a primo impatto, possono sembrare ostici.

In allegato a questo contenuto troverete il video dell’esperto Tiziano Tridico dal titolo: “Coinbase Coin sul Nasdaq e le crypto volano!” In esso, dal minuto 17 potrete prendere visione di alcuni approfondimenti sull’exchange decentralizzato. 

Che cos’è ThorChain e perchè è così rivoluzionario 

ThorChain è il nome di un network decentralizzato che consente di scambiare con facilità token che appartengono a Blockchain diverse tra loro. In altre parole, ThorChain permette il commercio di risorse digitali con speciali caratteristiche. Come leggiamo nel whitepaper ufficiale

ThorChain mira a rendere possibile il commercio di risorse digitali

  • senza una società organizzatrice centrale
  • a prezzi equi di mercato
  • in un modo resistente agli attacchi

Caratteristiche non di poco momento, soprattutto se pensiamo che prima d’ora questi tratti erano solo immaginari e privi di concreto fondamento. Gli scambi tra token diversi, in verità, erano già possibili prima di ThorChain ma attraverso passaggi complessi e laboriosi, i quali prevedevano procedure intermedie come il cd. Bridge o il cd. Wrapping. 

Il necessario Bridge Protocol prima di ThorChain

Uno dei problemi maggiormente avvertiti dalla comunità tecnica di crypto era quello relativo al fatto che Blockchain diverse non sapevano comunicare tra loro, impedendo di fatto lo scambio di token differenti.

Se ad esempio si effettuava una transazione in Bitcoin la stessa era conosciuta soltanto dalla Blockchain di Bitcoin, non da quella di Ethereum per citarne una. Binance è stato uno dei primi exchange a cercare di risolvere la questione, progettando il suo Binance Bridge Project. Sul sito ufficiale leggiamo:

“Il Binance Bridge Project è un servizio di collegamento cross-chain che mira a migliorare l'interoperabilità tra blockchain differenti. Sostanzialmente, consente a chiunque di convertire una selezione di monete in wrapped token (o “pegged token”) per usarle su Binance Chain e Binance Smart Chain. Questo porta asset digitali come BTC, ETH, USDT, LTC, XRP, LINK, ATOM, DOT, XTZ, ONT e tanti altri nell'ecosistema di Binance Chain”.

Il progresso evolutivo di ThorChain è sempre all'opera. Come leggiamo su Bitconio.net:

"Thorchain lavora all’integrazione con MONERO, questa tecnologia di liquidità decentralizzata cross-chain, di cui abbiamo scritto Qui, stà duramente lavorando per integrare Monero nella sua rete di scambio e ciò permetterà di convertire Monero direttamente con molti altri asset, senza la necessità di creare una versione sintetica di XMR.

La cosa che tiene insieme l’intero ecosistema ThorChain è il protocollo BiFrost, che consente l’interoperabilità tra le catene che sono alla base dell’ interoperabilità dell’ecosistema, senza il quale l’intero ambiente non riuscirebbe a funzionare.

Il protocollo BiFrost creato dal team Thorchain fa solo una cosa: collega tra loro tutte le blockchain esistenti consentendo di fatto un facile scambio di qualsiasi risorsa digitale, garantendo la fiducia e la sicurezza della rete ed evitando la doppia spesa e altri comportamenti noti (dannosi)".

Presto tutte le criptovalute saranno inserite in questo sistema affidabile, non è difficile da immaginare come ipotesi. Già la sola eliminazione dei passaggi intermedi, necessari allo scambio tra criptovalute supportate da differenti Blockchain, è davvero incredibilmente positivo per tutti. A tal proposito, in passato le cose erano molto diverse. 

Oltre al ponte necessario da una Blockchain all’altra bisognava eseguire un altro passaggio, detto Wrapping token. Lo esaminiamo nel paragrafo a seguire. 

Il Wrapping token ante ThorChain è già storia vecchia

Un altro elemento prodromico alla comunicazione ed interoperabilità di token appartenenti a Blochckain diverse, prima di ThorChain, era il cd. Wrapping

Tecnicamente, potremmo definire il Wrapping una sorta di collateralizzazione One-to-One. 

Questo fenomeno consente di aggirare un ostacolo: quello di non poter spostare Bitcoin o altri token dalla loro Blockchain di appartenenza e il mancato spostamento del token blocca anche l’uso di esso su altre Blockchain. Per questa ragione sono nati i Wrapped Bitcoin, i quali non sono Bitcoin veri e propri, ma un loro riflesso, o sdoppiamento, se così si può dire nella corrispondente Blockchain di Ethereum. Ciascuno di essi ha il valore costante di 1 BTC.

In questo modo il BTC originale continuerà a girare nella sua Blockchain e il suo corrispondente wrapped nella Blockchain di Ethereum. Per ottenere questo sdoppiamento bisogna immobilizzare il BTC originario e utilizzare solo il corrispondente WBTC. 

Come spiega Cryptonomist

“WBTC è un token ERC-20 sulla blockchain di Ethereum, emesso con un apposito smart contract che consente di variarne la supply. Ogni volta che viene immobilizzato 1 bitcoin (BTC) nel protocollo WBTC, viene emesso 1 token Wrapped Bitcoin (WBTC). 

Tuttavia non è possibile immobilizzare direttamente il BTC sullo smart contract di WBTC, sia perché questo smart contract gira sulla rete Ethereum, senza avere accesso alla blockchain di BTC, sia perchè non esistono omologhi smart contract sulla rete Bitcoin da poter ad esempio “sincronizzare”. 

Pertanto chi gestisce WBTC ha anche l’onere di assicurarsi di custodire in piena sicurezza i BTC che riceve perché siano immobilizzati come collaterale dei token WBTC, e di assicurarsi che per ogni WBTC in circolazione ci sia sempre a disposizione 1 BTC da restituire all’eventuale possessore di WBTC che ne chiedesse la riconversione”.

Adesso sembra più chiara la ragione per la quale ThorChain è rivoluzionario: permette lo scambio tra token di blockchain differenti senza che sia necessaria alcuna operazione intermedia. 

I principali tratti di ThorChain direttamente dal whitepaper ufficiale

Focalizziamo adesso i principali tratti di ThorChain. Per farlo possiamo avvalerci di quanto spiega il team all’interno del white paper

“La rete è composta da persone anonime che eseguono nodi. I nodi sono computer che eseguono il software ThorChain. Questi nodi vengono regolarmente espulsi dalla rete. 

Questo viene fatto per assicurarsi che:

  • il trading è sempre disponibile
  • nessun individuo ottiene il controllo dell'intera rete
  • il sistema può migliorare nel tempo

Insieme, i nodi creano indirizzi per contenere risorse come BTC ed ETH. I nodi guardano questi indirizzi. Quando le risorse vengono inviate a questi indirizzi, i nodi registrano questi eventi sulla blockchain ThorChain.

Quando le risorse entrano nella rete, tutti i nodi devono essere coinvolti. D'altra parte, quando le risorse vengono disattivate, vengono utilizzati gruppi di nodi molto più piccoli. Questo è più efficiente e più veloce. Questo gruppo più piccolo di nodi decide insieme se approvare o meno una transazione fuori dalla rete.

Molti processi sulla rete sono mediati dal suo token, RUNE. Per proteggersi, la rete mira ad avere il 67% di RUNE legato dai nodi e il 33% staccato dai fornitori di liquidità.

In generale, ThorChain è progettato per avere il minor controllo formale possibile. Decisioni importanti come le attività da elencare vengono prese dai fornitori di liquidità che puntano il capitale”.

Anche se la spiegazione appare più tecnica del solito, in realtà lascia trapelare abbastanza bene i punti di forza di ThorChain. 

ThorChain è molto più di un semplice protocollo 

Come leggiamo su una recensione di ThorChain del sito Zephyrnet.com:

ThorChain è un protocollo, ma fornisce molto più di un semplice protocollo, è anche un ecosistema completo progettato per risolvere tutti i problemi che abbiamo già menzionato riguardo agli scambi di criptovaluta nel loro stato attuale.

I creatori di ThorChain sanno che rendendo l'intero ecosistema agnostico dalla catena, supporterà facilmente tutte le risorse digitali esistenti, anche quelle che non sono ancora state create. Questo è importante perché significa che ThorChain non è in concorrenza con altri scambi e protocolli, ma sta piuttosto lavorando per creare una rete decentralizzata liquida sottostante.

Grazie alla sua natura decentralizzata, ThorChain è in grado di risolvere questi problemi in modo affidabile. Ciò potrebbe eventualmente eliminare il coinvolgimento di terze parti nell'ecosistema di scambio”. In effetti, la spinta in avanti che questo protocollo apporta non è di poco momento.

Il fatto che ThorChain sia in grado di supportare in futuro qualsiasi risorsa digitale lo rende davvero unico!

Non è difficile immaginare il caso in cui si renda utile poter avere la libertà di scambiare un token con l’altro senza complesse procedure intermedie. La rete peraltro è stata realizzata per ottenere anche altri risultati importanti. L’intento principale è stato quello di permettere un approccio completamente nuovo rispetto agli altri sistemi attuali di interoperabilità.

ThorChain, infatti, permetterà non solo di scambiare qualsiasi criptovaluta esistente con facilità e sicurezza, ma anche di risolvere il problema di liquidità dei mercati crypto. 

In conclusione, il progetto che regge ThorChain è realmente rivoluzionario e mira a diventare un network di adozione di massa per diverse ragioni. Esso è deputato a rimuovere anche la forte volatilità dei mercati di criptovalute, diventando una rete di scambio primaria globale.

Da qui, l’ottenimento della stabilità dei prezzi sarebbe il passo successivo e la maggiore adozione da parte di soggetti istituzionali non sarebbe lontana. Questo testimonia un disegno a lungo termine che il team, ci auspichiamo, porterà brillantemente avanti.