La Fidelity Investments, un'azienda privata che si occupa di previdenza e piani pensionistici in USA, ha annunciato martedì 26 aprile che presto consentirà di investire parte della contribuzione pensionistica in Bitcoin.

I lavoratori che fanno già parte dei piani pensionistici della Fidelity non potranno iniziare subito ad aggiungere criptovalute ai loro fondi in base alle loro volontà, ma si inizierà entro la fine del 2022 con le aziende, cioè i datori di lavoro, che utilizzano la Fidelity Investments per amministrare i piani pensionistici dei loro dipendenti e che avranno per primi la possibilità di aderire al progetto e aggiungere Bitcoin nei loro fondi.

Dave Gray, responsabile di piani pensionistici per la Fidelity, ha anche anticipato che i Bitcoin saranno solo l’inizio, ma che in base a quella che sarà la domanda in futuro l’azienda valuterà anche altri investimenti in criptovalute.

La notizia rappresenta un grande passo avanti per il mondo crypto e potrebbe influire positivamente sul prezzo BTC con nuovi importanti capitali che si riverseranno nel mercato.

La Fidelity Investments non è la prima ad offrire conti di risparmio pensionistico in Bitcoin, a giugno dell’anno scorso ci aveva già pensato il fornitore ForUsAll con la partnership di Coinbase, tuttavia essa detiene la gran parte dei capitali e quasi la metà dell'intero mercato di questi asset in USA.

Ma ogni rosa ha le sue spine e contro questa scelta della Fidelity Investments si è schierato il Dipartimento del Lavoro USA, che sovrintende proprio ai piani pensionistici, sconsigliando ogni tipo di investimento in un asset, quello delle criptovalute, ritenuto altamente rischioso per la sua volatilità. L’innovazione della Fidelity permetterebbe infatti ai dipendenti che appartengono alle aziende aderenti al piano di utilizzare il loro fondo pensione per investire in Bitcoin, con il rischio di perdere questi soldi se i BTC  dovessero crollare sul mercato.

La Fidelity Investments permetterà di investire una parte della contribuzione pensionistica in Bitcoin

La Fidelity Investments, che rappresenta al momento il più grande fornitore statunitense di piani pensionistici 401(k), ha fatto sapere con una dichiarazione rilasciata martedì 26 aprile 2022 che permetterà ai quanti partecipano ai suoi schemi pensionistici di investire una parte dei soldi del fondo pensione in Bitcoin, previa autorizzazione del datore di lavoro.

Secondo i dati riportati la Fidelity detiene oltre un terzo del mercato collegato ai piani pensione negli Stati Uniti per un totale che supera i 4 trilioni di dollari posseduti in questo tipo di asset 401 (k). Per quanto riguarda gli investimenti Bitcoin la Fidelity dovrebbe applicare una commissione variabile tra lo 0,75% ed il 90%, poi una commissione aggiuntiva legata ai costi di negoziazione che viene annunciata come “competitiva” nei prezzi.

Il popolo crypto festeggia la notizia perché questo permetterà a molte persone di avvicinarsi agli investimenti Bitcoin anche senza avere un wallet crittografico o qualsiasi conoscenza delle criptovalute, con nuovi capitali che si riverseranno nei mercati. 

La notizia della possibilità di investire in Bitcoin con il proprio fondo pensionistico presso la Fidelity Investments è riportata anche da Cointelegraph e ben riassunta nel recente video pubblicato sul canale ufficiale YouTube:

  

Fidelity Investments vs. Dipartimento del Lavoro USA. Quali sono i rischi di investire la pensione in Bitcoin?

La mossa della Fidelity Investments è stata però criticata dal Dipartimento del Lavoro USA che si mostra molto scettico verso ogni passo avanti fatto nei confronti degli asset crittografici e preannuncia un’attenta sorveglianza verso chiunque scelga di introdurre criptovalute nei piani pensionistici.

Questo perché di fatto sarebbe permesso ai lavoratori delle aziende che aderiscono ai piani Fidelity di scommettere una parte dei soldi della pensione in quello che viene definito un asset particolarmente rischioso per la sua volatilità e cioè le criptovalute.

Dave Gray, responsabile proprio dei delle offerte dei piani pensionistici per la Fidelity Investments, ha criticato la posizione del Dipartimento del Lavoro USA che esprime una personale opinione sugli asset crittografici, piuttosto che impegnarsi per stabilire una regolamentazione in questo senso.

Quello che il Dipartimento del Lavoro dovrebbe fare infatti secondo la Fidelity Investments è stabilire delle linee guida per mettere in guardia gli investitori evidenziano i rischi di investire in asset crittografici, se questi esistono, e non limitarsi ad esprimere preoccupazioni generiche sulla volatilità dei Bitcoin.

In ogni caso, ricordiamo che la Fidelity è stata tra le prime aziende ad investire in criptovalute già nel 2018 introducendo nel 2020 un fondo Bitcoin per i suoi investitori accreditati.

MicroStrategy è già dentro, fondo pensione in Bitcoin dal 2022

Dave Gray, ha anche fatto sapere che al nuovo progetto hanno già aderito molte aziende importanti, prima fra tutte non poteva mancare MicroStrategy, l’azienda guidata dal CEO Michael Saylor che è anche il primo detentore di Bitcoin al mondo.

Del resto se c’è una cosa che Dave Gray e Michael Saylor hanno in comune è quella di credere nell’enorme potenziale dei Bitcoin come investimento a lungo termine.

La possibilità di investire in Bitcoin il proprio fondo pensione sarà attiva per i lavoratori dipendenti delle aziende per cui la Fidelity Investment gestisce i piani pensionistici già a metà dell’anno e sarà “integrato” nel menù di investimento 401(k). Con esso gli investitori potranno scegliere di destinare una percentuale dei contributi al fondo Bitcoin della Fidelity Investments.

In ogni caso, non sarà possibile investire in Bitcoin più del 20% della contribuzione con il massimale percentuale che sarà comunque stabilito dal datore di lavoro.

Secondo la società sono circa 23.000 le aziende che potrebbero aderire ed offrire la possibilità ai propri dipendenti di investire in Bitcoin attraverso la contribuzione pensionistica.

Bitcoin vs. Dogecoin, cosa sta accadendo sui mercati dopo i tentativi di E. Musk di acquistare Twitter

Se la novità introdotta dalla Fidelity Investments, anche per la portata dei suoi investitori e capitali, fa ben sperare per il prezzo Bitcoin in futuro, negli ultimi tempi la criptovaluta più famosa del mondo non sembra passarsela per il meglio, bloccata intorno ai 40.000 dollari ad unità.

Diversamente lunedì 25 aprile i Dogecoin sono balzati a +17% sui mercati dopo la notizia che Elon Musk, CEO di Tesla e sostenitore del meme coin più famoso del mondo, starebbe per acquistare il noto social network Twitter ad una cifra di 43 miliardi di dollari.

I sostenitori del Dogecoin sperano che il volume degli scambi in questa criptovaluta possa aumentare dopo l’acquisto di Twitter da parte del fondatore di Tesla.

Twitter Blue è un servizio premium in abbonamento che permette agli utenti funzioni aggiuntive come impostare un NFT quale immagine del profilo. Il 9 aprile scorso Musk aveva twittato a proposito di Twitter Blue per spingere la piattaforma ad accettare pagamenti in Dogecoin.

Quello che si spera quindi è che questo possa concretizzarsi se il CEO di Tesla dovesse davvero acquisire Twitter.

I Dogecoin sono al momento la criptovaluta già accettata sul Tesla Store per l’acquisto di merchandising.

In ogni caso a frenare gli asset crittografici sui mercati negli ultimi tempi ci ha pensato anche la Fed, la banca centrale statunitense, che presto aumenterà i tassi di interesse sulle obbligazioni.