Quando tornerà Bitcoin ad avere un prezzo accessibile per tutti? La volatilità dell’ asset completamente digitale che abbiamo imparato a conoscere, continua a darci lezioni. In un modo o nell’altro le criptovalute restano alla ribalta, lasciando sullo sfondo altri interessi economici paralleli.

In un momento come questo, dove il rally del suo valore mostra segni tangibili delle sue potenzialità d’investimento, la domanda che ci stiamo facendo in queste ore è proprio questa! Potrò avere un’altra possibilità? Avrà mai Bitcoin un prezzo che mi consentirà di entrare a mercato e far parte di questa evoluzione che ormai è entrata nelle nostre vite? Proviamo insieme a capire come ragionare e soprattutto quando scenderà il prezzo di Bitcoin. 

Bitcoin prezzo: marketcap da record

Se dovessimo analizzare gli asset che si trovano in cima alla lista dei record per capitalizzazione troveremmo, sicuramente, l’oro. Ma quello che stupisce nella corsa alle prime posizioni, è certamente Bitcoin e il mercato crypto in generale che insieme hanno raggiunto l’incredibile valore di 1000 miliardi di dollari, mai raggiunto nella storia.

La madre delle criptovalute, in particolare, è cresciuta in modo esponenziale, aggiudicandosi il 12° posto nella lista degli asset più capitalizzati al mondo. Persino la capitalizzazione di Fb non è più così lontana da raggiungere, staccandosi soltanto per 4 posti da Bitcoin. Non è difficile ipotizzare che a livello di rapporto storico nel prossimo halving Bitcoin raggiungerà persino la posizione dell’oro. 

Come si calcola il valore di capitalizzazione di un asset?

Per calcolare il valore della capitalizzazione di un asset basta moltiplicare il suo prezzo attuale di mercato per il suo circolante. Al momento il circolante di Bitcoin corrisponde a questa cifra: 18.597.062. Questo valore, però, nel caso della nota criptovaluta subisce variazioni ogni 10 minuti circa. L’entità della variazione, specie dopo l’ultimo dimezzamento che c’è stato, corrisponde a 6,25 BTC fissi. Ciò significa che anche a fronte di un dato prezzo fisso di BTC, la sua capitalizzazione è in continuo aumento, con un andamento più o meno regolare nel tempo.

Cosa guida la corsa al prezzo di Bitcoin

Per capire cosa guida la corsa al prezzo di Bitcoin dobbiamo ragionare seguendo le ordinarie leggi della economia. Secondo il principio che muove la mano invisibile del mercato, a determinare il prezzo di un asset sono la domanda e l’offerta. L’incrocio, in particolare, tra domanda e offerta ci traduce un dato prezzo di equilibrio. In economia, quando la domanda supera l’offerta, il prezzo sale. Viceversa, se l’offerta supera la domanda, il prezzo scende. Allo stesso modo funziona nel caso di Bitcoin: se coloro che vogliono acquistarlo superano coloro che vogliono venderlo, il prezzo aumenta. 

Prezzo di Bitcoin: come si fanno le proiezioni 

Rispetto a tutti gli altri asset del mondo, Bitcoin offre un dato importantissimo per capire come si muoverà nel tempo il suo valore di mercato: ha un’offerta fissa, predeterminata. In altre parole, sin da quando Bitcoin è nato, abbiamo avuto precise informazioni su quanti pezzi ne sarebbero stati prodotti.

La scarsità di Bitcoin, infatti, è quel dato che ci traduce il fatto che raggiunta una certa soglia di produzione, la criptovaluta non verrà più estratta. Sappiamo, dunque, che ogni dieci minuti vengono estratti Bitcoin e ogni 4 anni viene dimezzata la quantità della loro estrazione, fino al raggiungimento dei 21 milioni previsti dal sistema.

Ora, per capire come si muove il prezzo di Bitcoin dobbiamo ragionare osservando in parallelo il numero di Bitcoin prodotti e il numero di Bitcoin attualmente “liquidi”. Ad oggi sono stati minati circa l’88% dei Bitcoin estraibili, ma non tutti sono realmente acquistabili. Vediamo perché.

Quanti Bitcoin ci sono in circolazione e quanti ne posso acquistare? 

Per quanto si possa pensare che il prezzo sia l’unico dato osservabile, prima di acquistare Bitcoin, in realtà dobbiamo smentire questa convinzione. Se il prezzo, infatti, ci indica l’eventuale corrispondenza tra il nostro budget e il valore d’acquisto della criptovaluta, esso in verità non è l’unico aspetto da tenere a mente. Attualmente, sono stati estratti circa 18 milioni di Bitcoin che, come già anticipato, rappresentano circa l’88% della sua totalità estraibile.

Ma questi 18 milioni di Bitcoin sono tutti potenzialmente acquistabili? La risposta è no. La ragione sottesa a questa affermazione è che in realtà dei 18 milioni di Bitcoin estratti, 3 milioni sono andati persi irrimediabilmente tra chiavi private smarrite, wallet non più accessibili etc. Questo significa che la scarsità di Bitcoin viene aumentata da queste cause, incidendo direttamente sul prezzo. 

Come cambia il prezzo di Bitcoin

Quello che accade a seguito dei fenomeni che si aggiungono alla già nota scarsità di Bitcoin è che si possono verificarsi due fenomeni: o una forte pressione di vendita, che porterebbe l’utenza a privarsi della criptovaluta rendendola maggiormente disponibile sul mercato, o una forte pressione d’acquisto. Nel primo caso il prezzo scenderebbe, nel secondo aumenterebbe.

Per capire ancora più approfonditamente come cambia il prezzo di Bitcoin dobbiamo fare riferimento ad alcuni valori statistici, che saranno in grado di mostrare l’attuale situazione di mercato della criptovaluta. Nel paragrafo a seguire, infatti, analizzeremo il rapporto tra Bitcoin liquidi, Bitcoin illiquidi e Bitcoin con alta liquidità e cercheremo di spiegare come incidono sul prezzo finale. 

Bitcoin e il rapporto prezzo – liquidità

Per poter capire come cambia il prezzo di Bitcoin in un dato momento storico, dobbiamo partire dalla valutazione della sua liquidità. Concretamente, Bitcoin è liquido quando viene scambiato sul mercato e diviene illiquido quando rimane stabilmente fermo in un portafogli. La mobilità della criptovaluta nella scala dei possibili valori di liquidità è compresa tra 0 e 1. Questo significa che in corrispondenza di “0” Bitcoin non è liquido, in corrispondenza di “1” lo è al massimo. 

Nell’analisi di liquidità non vengono considerati gli spostamenti di Bitcoin tra portafogli dello stesso titolare, perché tali movimenti non tradurrebbero una reale liquidità, ma soltanto un traffico gestionale interno che non comporta di fatto alcuna spesa. 

Considerando, dunque, L come valore generico di liquidità possiamo affermare che la liquidità di Bitcoin si distingue in 3 categorie: 

  • illiquido = se L < 0.25
  • liquido = se L è compresa tra 0.25 e 0.75
  • ad alta liquidità = se L > 0.75 

Il legame tra liquidità e prezzo è molto forte.

La liquidità e il prezzo di Bitcoin 

Come mostra un’analisi pubblicata su Glassnode, dal titolo “78% of the Bitcoin supply is not liquid”, il 78% dei Bitcoin in circolazione non sono liquidi. In altre parole, essi non sono pronti per essere scambiati, rappresentando al contrario un patrimonio fermo, illiquido, che non figura un’entità acquistabile in questo momento. 

Affinché possano essere scambiati, i BTC devono trovarsi su un exchange, oppure devono essere traslati da un soggetto ad un altro privatamente. I Bitcoin che attualmente si trovano sugli exchange non superano i 2.5 milioni. La restante parte liquida si aggira intorno a 1.2 milioni di Bitcoin.

Quanto osservato da questa analisi mostra che quasi l’80% di Bitcoin, cioè ben 14.5 milioni di pezzi, è detenuto da persone che non intendono vendere e che vogliono avere una riserva di valore fissa. La parte acquistabile di Bitcoin in definitiva è quella liquida, rappresentata da uno scarso 22% del totale, circa 4.2 milioni di BTC in tutto.

Ma veniamo al tema centrale di questo articolo: perché il prezzo di Bitcoin è salito e perché scenderà nel tempo. 

Ecco perché il prezzo di Bitcoin sale o scende 

Tenendo bene a mente i punti fermi appena menzionati sulla liquidità di Bitcoin, dalla stessa analisi di Glassnode possiamo ricavare un altro importantissimo dato: solo nel 2020 la liquidità di Bitcoin è diminuita moltissimo facendosi superare dalla contraria illiquidità. I BTC illiquidi, infatti, sono passati da 0 a 1 milione in un solo anno. Questo stesso trend è noto, perché si è verificato anche nel 2017.

Anche allora, una grande quantità di BTC si sottrasse al mercato e il prezzo salì vertiginosamente. Altro aspetto da notare è che proprio in questi giorni l’illiquidità di Bitcoin sta crescendo più di quanto non si pensasse, al punto che si sta provvedendo a mettere da parte una quantità di BTC che supera quella minata. 

Questi dati ci fanno riflettere molto, perché ci consentono di poter ragionare nel lungo periodo. Coloro che sono interessati a muoversi nel breve periodo, devono aggiungere a queste basi valutative le più indicate analisi tecniche, molto più adatte per i movimenti d’investimento a breve termine.

Se la liquidità di Bitcoin aumenterà di nuovo, nel tempo, significa che l’interesse alla conservazione della criptovaluta viene soppiantato dall’interesse a venderla. Questo provocherà una maggiore crescita di Bitcoin in circolazione con una correlata crescita dell’offerta e quindi una consequenziale diminuzione del prezzo. 

Bitcoin quasi in classifica tra gli asset più capitalizzati al mondo 

Con questi numeri, Bitcoin entrerà presto nella classifica dei primi dieci asset più capitalizzati al mondo, dove attualmente risiede il pole position l’oro fisico. Non ci riesce difficile immaginare avanzamenti repentini in questa corsa al valore. Come testimoniato in moltissime altre occasioni, anche Ethereum sta camminando verso l’alto, entrando nello stesso censimento degli asset più capitalizzati a livello mondiale. Attualmente al 93° posto, sicuramente avrà modo di fare dei balzi in avanti, testimoniando un ulteriore livello di fiducia da parte degli investitori. 

Per avere conferma di quanto ripassato insieme, non ci resta che attendere nuovi successivi sviluppi.