I cinque corporate minori italiani, sempre osservati dai piccoli e medi investitori grazie ai tagli 1.000, stanno attraversando una fase inevitabilmente difficile. Ne valutiamo il comportamento dell’ultimo mese per identificare i livelli oltre i quali scatterebbe una reale inversione rialzista. 

Alerion Green 3,125% 2025 (Isin XS2083187059)

Analisi (quotazione di chiusura ieri a 91,18 euro): la formazione grafica degli ultimi tre giorni potrebbe anticipare un tentativo di reazione dopo lo strappo ribassista di marzo. I due minimi intraday di lunedì e martedì sotto 90 consentono di identificare un supporto a 89,6 ma la permanenza sotto la media mobile a 10 sedute (collocata a 92,33) continua a confermare debolezza, che solo una netta rottura al rialzo inficerebbe. Segnale di forza nell’area 94-95 euro.

Liquidità: elevata, con spread medio sui 20-25 pb ma anche oltre. Scambi in crescita con controvalori bassi.

L’azione: ha retto bene nel mese di marzo restando sempre sopra la m.m. 200 e nelle ultime sedute perfino sopra la m.m. 10.

Carraro 3,5% 2025 (Isin XS1747134564)

Analisi (quotazione di chiusura ieri a 91 euro): il trend ribassista ha trovato un’accelerazione nelle sedute di giovedì e lunedì scorsi, con un supporto a 88,7. Le due candele verdi dell’altro ieri e di ieri non consentono di identificare ancora un’inversione, il che è confermato dalla notevole distanza rispetto alla media mobile a 10 sedute. Segnale di forza solo sopra i 94,5/95 euro. 

Liquidità: elevata, con spread medio 20-30 pb. Scambi in crescita negli ultimi giorni con controvalori in lenta progressione.

L’azione: il trend ribassista è iniziato a dicembre 2019 e dai massimi di allora a 2,30 euro è crollata a minimi di 1,05 per poi risalire a 1,20.

Intek 4,5% 2025 (Isin IT0005394884)

Analisi (quotazione di chiusura ieri a 91,2 euro): in questo caso il tentativo di rimbalzo si è già manifestato dopo un minimo del 19 marzo a 84,34. E’ stata risuperata la media mobile a 10 sedute, di nuovo inclinata al rialzo, e si identifica un “upside”, con segnali di forza, sopra 95/95,5 euro.

Liquidità: mediocre, con spread medio sui 50/60 pb. Scambi contenuti negli ultimi giorni con controvalori altrettanto limitati. 

L’azione: si caratterizza per una forte volatilità intraday. I massimi a 0,32 ero di dicembre sono ormai lontani e da settimane cerca di lateralizzare nell’area 0,188/0,22 euro. 

Ivs 3% 2026 (Isin XS2049317808)

Analisi (quotazione di chiusura ieri a 87,5 euro): dopo la bruttissima candela rossa di lunedì ieri si è toccato un minimo assoluto a 83,5 euro con volatilità intraday elevata. La situazione resta notevolmente negativa, ben sotto il supporto di 91,12, primo livello da considerare per un tentativo di reazione. Segnale di forza solo sopra i 94/94,5 euro.

Liquidità: mediocre, con spread medio sui 50 pb. Scambi in crescita negli ultimi giorni ma con controvalori piuttosto modesti. 

L’azione: l’effetto coronavirus è stato forte per l’impatto sul business, con una discesa da 8,5 (ora forte resistenza) a minimi di 5,9, per poi risalire verso i 6,5/6,8 euro. 

Mittel 3,75% 2023 (Isin IT0005257784)

Analisi (quotazione di chiusura ieri a 98,6 euro): rispetto agli altri quattro bond la situazione è migliore e lo conferma il tentativo di trovare da giorni un’area di stabilizzazione sui 98/99 euro, sebbene ben sotto la prima vera resistenza a 102 euro. In questo caso ci sono due supporti da tenere presente, a 98,2 e poi a 96,5 euro.

Liquidità: elevata, con spread medio sui 20-30 pb. Scambi modesti con controvalori altrettanto ridotti.

L’azione: la netta candela rossa di lunedì 9 marzo (max. 1,50 e mim. 1,21 euro) è ormai il riferimento operativo, con le ultime sedute sempre attestate su valori fra 1,20 e 1,29 euro.