Si sta ripetendo quanto avvenuto nel 2009, quando gli effetti della crisi Lehman raggiunsero l’apice. Allora molte corporate europee furono costrette a far ricorso al mercato obbligazionario alla ricerca di capitali, con emissioni a basso taglio e ad alto rendimento. Adesso sta avvenendo lo stesso, con la differenza che il livello dei tassi praticati sul mercato è molto minore. Negli ultimi giorni soprattutto sul fronte dollaro si sono visti nuovi bond certamente interessanti, che il mercato ha subito divorato. Ne riparleremo! Oggi segnaliamo in merito la novità di un emittente che non si vedeva sul mercato da tempo. Si tratta della svizzera Nestlé, gigante del settore alimentare con una varietà enorme di marchi attivi nelle acque minerali, nel cioccolato, nei prodotti freschi, nei cibi per neonati, nel latte, nel caffè, nei cereali e in tanto altro ancora. Il fatturato 2019 si è attestato su circa 92 miliardi di franchi svizzeri con profitti per 12,6 miliardi. 

Rimane nell’Olimpo

Nestlé è una delle poche corporate a mantenere un ottimo livello di valutazione del credito, con un AA- di S&P dall’“outlook” stabile, in vigore dal 2017. Solitamente i suoi bond hanno rendimenti nominali bassissimi e ancor più tali lo sono come yield sul secondario. In questo contesto va quindi segnalata la nuova emissione in euro dalle caratteristiche allettanti:

  • taglio 1.000
  • liquidità che si annuncia elevata. Eccone la struttura: senior - scadenza 1/4/2026 – cedola 1,25% - importo 1 miliardo di euro – assenza di call anticipate – Isin XS2148372696.

Il titolo sarà quotato come primo mercato alla Borsa di Londra ma è già notificato sulle classiche piazze tedesche (Francoforte, Monaco e Berlino) e si spera che arriverà anche sul regolamentato italiano. Per ora non si hanno ancora indicazioni chiare di prezzo sul secondario, sebbene si valuti che il rendimento lordo in corso si aggiri dallo 0,85 allo 0,90%. Solo poche settimane fa un bond AA- in euro si sarebbe caratterizzato per rendimenti sotto zero, presumibilmente sul negativo 0,3%. Nella fase in corso il governativo tedesco (AAA) sulla scadenza a sei anni ha yield negativo 0,48% ma a inizio marzo aveva sfiorato il negativo 1%. Il netto movimento di indebolimento di tutti i titoli di Stato europei ha avuto impatti perfino su quelli emessi da Berlino e quindi uno spread del Nestlé sui 140 pb può essere considerato anomalo e dovuto proprio a una situazione eccezionale. Naturalmente resta ancora da valutare l’apertura “bid”-“ask”, che dovrebbe risultare su livelli contenuti. 

Strategie d’investimento

Pur restando l’handicap (per quanto ancora?) di una quotazione per l’investitore italiano solo sull’Otc, il bond di Nestlé si presta a tre tipi di operatività:

  1. posizionamenti di liquidità su periodi medi con rimuneratività netta positiva, stimabile al momento in uno 0,60-0,65%;
  2. piani di accumulo su variazioni della quotazione nel tempo, agevolati dal basso taglio;
  3. trading molto prudenziale su uno strumento che si annuncia non eccessivamente volatile.

L’esordio di un titolo in euro a elevato rating, piccolo taglio e rendimento positivo va segnalato come novità di rilievo per il comparto obbligazionario. C’è da augurarsi che non resti un caso isolato.