Stretto fra i tanti sfavorevoli problemi italiani e i possibili favorevoli nuovi interventi della Bce, il Btp non ha risentito più di tanto delle vicende coronavirus. Il relativo Future long term ha segnato due giorni di forte volatilità (28 febbraio e 2 marzo), tornando però subito a contatto con l’importante livello di 147,5, resistenza/supporto attorno a cui si colloca dal 29 gennaio, mentre il Future sulle scadenze corte è risultato graficamente più nervoso ma con inevitabili minori correzioni in termini di variazioni assolute. Un’analisi dello stato di salute dei nostri governativi perciò si impone, nel tentativo di definire dei rivelatori tattici per seguirne le evoluzioni future. A questo scopo si vogliono individuare oggi cinque regole valide come istruzioni d’uso per valutare velocemente forza o debolezza dei governativi italiani.

Il rendimento del decennale

E’ assodato. Fotografa molto velocemente la situazione, grazie al fatto che si muove attorno all’1%, livello sopra il quale i Btp confermano trend sempre più negativi e sotto il quale accreditano trend via via più positivi. Se l’1% è il baricentro, altre quote da monitorare sono le seguenti: accentuazione del rafforzamento delle quotazioni oltre progressivo 0,93, 0,88 e 0,78% di yield; maggiore indebolimento oltre crescente 1,08, 1,18 e 1,24% di yield.

Il rendimento del biennale

Stesso metodo di valutazione rispetto alle più “sensibili” scadenze a due anni. Trattandosi di un valore attualmente negativo è agevole indicare l’evoluzione delle fasi con il permanere appunto nell’ambito del segno meno o con il passaggio al segno più. L’ultima volta che ciò è avvenuto solo per poco si è manifestata a metà gennaio. Il dato di ieri lo colloca al negativo 0,093%, con variazioni percentuali in giornata però piuttosto violente.