Rotto ormai al ribasso il livello di rendimento dell’1,4%, il decennale italiano si sta avvicinando all’1,3%, risultato quasi inatteso solo qualche settimana fa. Attenzione però! Sempre verificando lo yield si evidenzia la presenza di improvvisi “pull-back”, cioè di movimenti inversi rispetto al trend dominante, che assumono caratteristiche irregolari. Se si osserva infatti il grafico su periodicità oraria si notano improvvise violente oscillazioni rialziste del rendimento e quindi ribassiste delle relative quotazioni, che stanno lentamente attenuandosi per estensione ma tuttora presenti. Notevole per esempio la variazione di lunedì scorso in apertura di seduta, quando lo yield è salito all'improvviso dall’1,32 all’1,42%, con addirittura un successivo spike all’1,46%, per poi rientrare nel canale ribassista tornando sotto l’1,35%. Sono dinamiche inevitabili in fasi di forte incertezza da tanti punti di vista, come quelle in corso, ottime comunque da sfruttare consentendo possibili veloci ma imprevedibili trading basati più sulla casualità dei numeri che sulla razionalità dei corsi.

Volatilità e Rsi alti

Fatta salva una simile situazione di fluttuazioni atipiche, gli obiettivi di brevissimo termine per il rendimento sono l’1,3% e successivamente l’1,25%. Dopo di che si entrerà in un altro mondo, sempre che ci si arrivi rapidamente! Risultano indubbi però due fattori:

  1. i parametri di volatilità rimangono sempre alti
  2. l’Rsi (Indicatore di forza relativa) riguardo al Future long term ha rotto su 7 periodi la quota degli 80 (ieri sera 80,17), mentre su 14 periodi si colloca a 71,5: si conferma quindi un ipercomprato di cui tenere conto.

Sopra la media mobile a 200 sedute

Questa è un’analisi di breve periodo ma in una visione più lunga il segnale di definitivo rafforzamento viene dalla rottura al rialzo – tanto attesa – della media mobile a 200 periodi. E’ avvenuto da tre sedute per il Future long term, mentre si è realizzato il primo contatto, dopo l’opposto strappo al ribasso del 12 marzo, per i Btp 2,8% 2067 (Isin IT0005217390) 3,85% 2049 (Isin IT0005363111) e 3,45% 2048 (Isin IT0005273013), così come per i pochi altri extralunghi. Ciò non esclude che la curva della 200 resti ancora in tutti i casi piegata negativamente, lasciando intravedere possibili sedute di instabilità prima di un’effettiva conferma rialzista dell’inclinazione. Nel caso del 3,35% 2035 (Isin IT0005358806) la media mobile per eccellenza è già stata superata ma ciò non è avvenuto per alcune scadenze più corte (per esempio 2030), con un panorama d’insieme che conferma le anomalie già indicate in precedenza. Anche sui volumi si notano difformità. Ciò nonostante per tutti i Btp è evidente un ipercomprato che potrebbe portare a una debolezza (sebbene momentanea) nel breve termine. In questa fase si impone quindi una certa prudenza, benché gli acquisti della Bce alimentino fiducia soprattutto presso gli istituzionali. Si tenga però conto del contesto di volatilità presente sull’intero fronte dei governativi europei. Se ciò avviene oggi, con una Banca centrale che compra, figurarsi quando la lunga mano di Eurotower comincerà a ritirarsi. Perché un giorno o l’altro – o forse un anno o l’altro – dovrà succedere.