Le sedute della settimana scorsa sono state particolarmente agitate e ora si apre una nuova ottava decisiva per i nostri titoli di Stato ma in generale per i mercati finanziari. Sta per arrivare infatti maggio, mese comunemente caldo per le Borse, e già si avvertono i timori di una seconda gamba ribassista per l’azionario, sull’onda di una più realistica percezione dell’andamento dell’economia. Se così fosse anche l’obbligazionario potrebbe risentirne ma probabilmente molto meno in confronto a quanto avvenuto a marzo, grazie ai vari airbag attivati dalle Banche centrali. 

Btp alla prova

Il recupero di fine settimana per i nostri governativi è stato significativo, seppur non si siano ancora rotti livelli decisivi per una reale inversione rialzista delle quotazioni e quindi ribassista dei rendimenti. Il decennale è sceso all’1,82% con una volatilità forte. Il verdetto positivo ma attendista di S&P venerdì non è stato - per il fatto di essere stato comunicato a Borse chiuse - apprezzato venerdì dal mercato e potrebbe portare a un’effettiva spinta positiva già da oggi. Altrettanto importante l’annuncio di una fase due della convivenza con il coronavirus, sebbene il responso principale verrà dalle previsioni della durata corta o lunga della recessione in corso, sulla quale cominciano a esprimersi non pochi analisti dell’industria finanziaria. Passiamo ora ai segnali operativi. E’ probabile oggi un rientro del rendimento del decennale sotto l’1,6%, il che rappresenterebbe un’effettiva conferma di miglioramento del sentiment, sebbene sia anche necessario un risveglio dei volumi dopo un aprile mediamente molto fiacco. Da seguire come sempre i titoli più lunghi, che già venerdì hanno guidato il primo rimbalzo e quindi il Btp 2,8% Mz2067 (Isin IT0005217390), il Btp 3,45% Mz2048 (Isin IT0005273013) e il Btp 3,85% St2049 (Isin IT0005363111). 

Cosa sale sugli altri fronti

Il mercato ha guardato molto negli ultimi giorni a varie obbligazioni Mediobanca: per esempio la Index Linked Mc Ag2021 in euro (Isin IT0004936149) con cedole indicizzate all’andamento dell’indice Eurostoxx50, che possono assumere valore pari al 5,75% oppure a zero in funzione appunto del variare di quest’ultimo, titolo in realtà adatto soprattutto a chi ha un’ottima conoscenza delle Borse, seguito dal Tier 2 tasso fisso 5,75% Ap2023 in euro (Isin IT0004917842), già risalito a 107, e dall’altro Tier 2 tasso fisso 3,75% Gn2026 in euro (Isin IT0005188351) in lento progresso verso i 102,7. Qui si apre un discorso più complesso e relativo ai Tier 1 bancari, particolarmente penalizzati dalla crisi di marzo e che risentono ancora delle tensioni presenti nel mondo del credito, confermato dall’incerto andamento delle relative azioni. Due esempi significativi riguardano Intesa Sanpaolo: il 7% perpetual in euro con call 19/1/2021 (Isin XS1346815787 – taglio 200.000) quota indicativamente sui 90, il che ipotizzerebbe uno yield a scadenza - se avvenisse il rimborso il prossimo anno - superiore al 20%; il 7,75% perpetual in euro con call 11/1/2027 (Isin XS1548475968 – taglio 200.000), prezza sui 93 con yield a scadenza sul 10%. Si tratta di bond non destinati al mercato retail ma la particolare situazione in cui si muovono conferma la debolezza strutturale dei subordinati, con riscontri anche fra i Tier 2 trattabili invece dai piccoli e medi investitori. 

E cosa invece resta fiacco

La debolezza ha caratterizzato nelle ultime sedute proprio il fronte dei bancari, sebbene a macchia di leopardo, cioè senza una facilità di identificare una tipologia rispetto a un’altra. Incerti in alcune giornate per esempio gli zero coupon e alcuni Banco Bpm ma le storie più interessanti riguardano il comparto aereo, non trattato in realtà sul secondario di casa nostra. L’Air France-Klm perpetual 6,25% in euro (Isin FR0012650281 – taglio 100.000 – call 1/10/2020) resta fragile seppur in ripresa dopo l’annunciato intervento del governo francese in un’operazione di salvataggio della Compagnia, con quotazioni sui 94,95 euro rispetto ai minimi di marzo a 80. Il titolo ibrido Lufthansa 5,125% in euro scadenza 2075 ma call 12/2/2021 (Isin XS1271836600 – taglio 1.000) non riesce invece a staccare dai 75, sebbene a metà marzo fosse sceso sui 55. Sono queste due storie interessanti fra le tante di bond colpiti dal coronavirus, mentre il mercato si interroga sulla situazione di emittenti più presenti nei portafogli di casa nostra, quali Ford, Bombardier e Pemex, anch’essi esposti – come scritto più volte da Bond oggi – alla complessità delle vicende in corso.