Controvalori abbastanza elevati nelle prime fasi di scambi sul secondario da parte del nuovo Carraro 3,75% 2026 (Isin XS2215041513 – taglio 1.000). Con uno dei migliori “book” sul Mot, quasi da Btp, in realtà si mette in luce soprattutto per il numero degli scambi, che in quattro giornate hanno superato quelli dell’unica seduta del collocamento iniziale. Allora erano stati 1.477 contratti per un controvalore di 150 milioni di euro, con una media di 101.557 euro. Venerdì 25 se ne sono registrati 1.262 per poco più di 22 milioni di euro, mentre lunedì i valori sono risultati di 546 per 8 milioni di euro. Martedì e ieri si sono avute quasi 290 operazioni per 4 milioni di euro. Il fatto di importi delle singole transazioni in discesa ma in presenza di scambi rilevanti conferma come il titolo stia assumendo un ruolo interessante per chi fa trading.

Il confronto con l’altro

Necessario il raffronto allora con l’altro Carraro, il 3,5% 2025 (Isin XS1747134564 – taglio 1.000) quotato dal febbraio 2018. Quest’ultimo registra compravendite più modeste: da 50 a 100 al giorno, con poche eccezioni, per controvalori stabilmente minori. Considerando i prezzi di chiusura di ieri in effetti il 2026 ha il vantaggio di una quotazione leggermente inferiore (100,34 contro i 100,73 del 2025), con una differenza in percentuale dello 0,38% contro un divario in termini di rendimento dell’11,1% (3,69% il 2026 e 3,32% il 2025). È soprattutto però la liquidità del neo esordiente il fattore determinante: mentre il 2026 registra spread medi dai 2 ai 5 pb, il 2025 sale a 10-15 pb. Tanti elementi quindi depongono a favore del più lungo dei due Carraro in un’ottica di operatività di brevissimo periodo.

Quattro giorni di grafici 

Sono troppo pochi, chiaramente, per fornire indicazioni operative. Tuttavia, pur nella brevità del periodo, si sta definendo un supporto nell’area dei 100,35, con un minimo intraday venerdì a 100,3. Il mercato guarda a una possibile discesa sotto quota 100, che alimenterebbe senz'altro un incremento degli scambi. Le variazioni fra massimo e minimo nell’ambito delle singole sedute sono state nel complesso modeste: 0,38% venerdì scorso, poi 0,22% lunedì, 0,14% martedì e di nuovo 0,14% ieri. Non si tratta di percentuali per ora rilevanti ma allineate alla media delle ultime giornate dei bond mini-corporate italiani a taglio 1.000 quotati sul Mot. Si può quindi guardare in prospettiva a giorni in cui il valore salirà ben sopra lo 0,50%, soprattutto in presenza di cali della quotazione sotto la pari. Il massimo finora registrato è stato comunque di 100,68 euro. Da notare infine che tutte le quattro sedute si sono chiuse con candele rosse, avvertenza di una tendenziale debolezza del titolo. 

La controprova

È indubbio che la presenza su Borsa Italiana dell’azione Carraro può aiutare nel valutare la forza o meno delle obbligazioni. Sul primo fronte il titolo è tornato quasi sui minimi di aprile: allora era sceso sotto 1 euro, mentre la chiusura di ieri è avvenuta a 1,18 dopo massimi oltre 1,60 euro in estate. Innegabile la fase di debolezza, che si ripercuote sul bond 2026, con cui ha condiviso nelle sue prime quattro sedute di esordio altrettante candele rosse. Dato per scontato il ruolo di quest’ultimo per chi fa trading obbligazionario, la direzionalità dell’azione aiuterà a individuarne possibili reazioni, in un contesto di scambi dimostratosi già molto favorevole nei suoi confronti.