Mentre il Btp decennale scende - come yield -  addirittura sotto lo 0,50% (minimo di seduta allo 0,472%) per poi risalire allo 0,505%, il 5 anni italiano diventa ancor più negativo (-0,13%) e il 6 anni ha assunto ieri per alcune ore il segno meno, in presenza di un’esplosione dei “ratio” riferiti al rapporto rendimento/duration per i super lunghi, con livelli di rischiosità ormai al culmine. Il mercato continua a seguire intanto la debolezza dell’Us Treasury e cerca (disperatamente) alternative su titoli che ancora qualche soddisfazione la danno. Oggi ne analizziamo cinque.

La farmaceutica resta sotto 100

È un’emittente non molto conosciuto, sebbene leader mondiale della farmaceutica generica. Varie vicende ne hanno indebolito le tante emissioni sul mercato, di cui non poche quotate su Tlx. Di Teva Pharma analizziamo la 3,15% 01ot26 in Usd (US88167AAE10 – taglio 2.000 – rating BB-): ha una storia piuttosto sofferta alle spalle, con minimi sui 70 ma soprattutto con un lungo periodo attorno o sotto 80. Per questo motivo va quasi festeggiato il rimbalzo autunnale, con un rientro oltre i 97 $ in presenza di scambi rilevanti. Il rendimento in corso è inevitabilmente sceso al 3,7% rispetto al 5,5% di settembre e addirittura al 10% di marzo. Bene lo spread di mercato, limitato a 20-30 pb su Tlx.

Il turco a piccolo taglio

Fra le emissioni governative della Turchia in dollari le occasioni sono davvero tante ma penalizzate da assurdi tagli 200.000, che i regolatori “regalano” solo agli istituzionali. Fra quelle invece ancora per il “retail” si segnala la 7,375% 2025 in Usd (Isin US900123AW05 – lotto 2.000), che garantisce un 4,6% di yield, nettamente inferiore rispetto al quasi 7% di inizio novembre. Nella rincorsa ai rendimenti anche la Turchia ha fatto la sua bella figura ma la volatilità media del titolo risulta elevatissima e occorre tenerne conto. Bene lo spread di mercato sui 60-70 pb.

Il Covid “distrugge” la rupia

Debolezza strutturale forte per la valuta indiana, che sale oltre i 90 contro euro, minimo storico. L’impatto della pandemia pesa fortemente sulla rupia, visto l’elevatissima diffusione del Covid nel Paese asiatico. Una situazione così particolare porta all’attenzione le emissioni in Inr quotate su Borsa Italiana. Si segnala in particolare la World Bank Sustainable 5,5% Fb25 (Isin XS2107441854 – taglio 150.000 Inr equivalenti a 1.665 euro), che a 105 garantisce un 4,1%, mediamente piuttosto stabile nel lungo periodo. Lo spread bid-ask cambia non poco in rapporto alle diverse fasi del mercato ma il titolo merita attenzione proprio in rapporto all’andamento della valuta, esageratamente fragile nella fase in corso.

Webuild trova fondi per il rimborso

Il gruppo di impiantistica civile, nato dalla fusione fra Salini e Impregilo, ha dovuto raccogliere 550 milioni di euro per rimborsare anticipatamente la 3,75% 2021. La nuova obbligazioni costa in realtà di più all’emittente, poiché paga il 5,875%, rendimento facciale quasi di altri tempi. Purtroppo l’emissione ha taglio 100.000. È la 15/12/2025 in euro (Isin XS2271356201 – opzione call 15/6/2025, di poco anticipata rispetto alla scadenza naturale) quotata a Dublino. La si tratta solo sull’Otc e il suo rating è BB-. Per ora si hanno indicazioni di prezzo riferite a scambi solo fra broker: lo si può individuare all’incirca sui 101,6-101,7. Non si hanno invece di notizie riguardo allo spread.

Volkswagen in Cny

È una segnalazione più significativa di quanto forse possa apparire di primo acchito. Finalmente torna una novità nell’ambito delle emissioni corporate in renminbi e riguarda un gruppo di primo piano. Volkswagen quota dal 15/12 sulla Borsa di Francoforte la 3,4% 2023 in Cny (Isin XS2270263598 – taglio 1 milione di Cny equivalente a 125.000 euro). Purtroppo il fronte delle emissioni nella valuta cinese si è sempre caratterizzato per lotti alti. In questo caso ci sono tuttavia dei fattori positivi che portano a valutare la novità: il rating è BBB+, lo yield in corso stimabile sul 3%, che considerando la nuova debolezza dello yuan potrebbe avvantaggiarsi di movimenti del cross sull’euro, e infine gli scambi sono partiti bene, con spread sotto i 100 pb. Consigliabile attendere una stabilizzazione da questo punto di vista ma comunque il nuovo bond rappresenta un punto di ripartenza in un mercato che si era impoverito negli ultimi tempi.