L’utilizzo degli Etf obbligazionari diventa sempre più prevalente soprattutto da parte dei piccoli e medi investitori, che riescono così a superare ostacoli di mercato, di liquidità, di limitazioni operative da parte degli intermediari e di accesso a molte emissioni caratterizzate da tagli assurdi. Spesso chi parla di bond ignora questi aspetti e pubblicizza novità che non potranno mai essere messe in portafoglio, se non da operatori qualificati o professionali attivi solo con pochi negoziatori, non facendo un servizio ma all’opposto un disservizio. Poco importa! Perché l’alternativa degli Etf risolve un assillo ormai dilagante.

Tre nuovi con sottostanti attraenti

Iniziamo allora la rassegna di oggi con tre inediti Etf obbligazionari, debuttanti su Borsa Italiana.

  • Uno dei settori di cui si è parlato molto nel 2020 è quello dei “fallen angels” in Usd, cioè degli emittenti downgradati da “investment grade” a “high yield” ma che potrebbero essere di nuovo promossi alla categoria superiore. Fra i nomi più gettonati in tale ambito costruttori automobilistici, compagnie aeree e grandi catene distributive d’oltre Oceano, i cui titoli non sono magari nemmeno quotati sulle Borse tedesche, dove pur c’è tutto! Con gli Etf questo mercato è invece accessibilissimo, logicamente nel suo insieme. Da segnalare allora il debutto su Borsa Italiana dell’Etf Invesco Usd High Yield Fallen Angels Hedged (Isin IE00BYVTMZ20 – valuta di denominazione Eur – Ter 0,5% - non prevede la distribuzione di dividendi) con copertura del cambio. Si affianca alla versione non hedgiata (Isin IE00BD0Q9673), da tempo presente sul mercato e sempre stabilmente scambiata. Si noti che il settore è rimasto indietro in termini di recupero rispetto agli high yield tradizionali per una serie di fattori. Potrebbe pertanto riservare sorprese positive in presenza di un rilancio dell’economia d’oltre Oceano.
  • Sempre riferito all’obbligazionario in dollari ma in questo caso corporate Esg, acronimo di “Environmental, social and governance” (ambiente sociale e governance), in parole più semplici appartenente al contesto “green” entra sul mercato l’L&G Esg Usd Corporate Bond (Isin IE00BLRPRD67 – valuta di denominazione Usd – Ter 0,09% - distribuzione semestrale di dividendi) adatto al momento, visto il proliferare di iniziative ecologiche a seguito dell’elezione del “verde” Biden alla guida della Casa Bianca. Da segnalare il bassissimo costo di gestione annua in un mercato in piena maturazione da questo punto di vista.
  • A fianco del precedente L&G presenta anche un nuovo Etf sempre corporate Esg in Usd ma relativo ai mercati emergenti, altro contesto da seguire con attenzione. Si tratta dell’L&G Esg Emerging Markets Corporate Bond Usd (Isin IE00BLRPRF81 – valuta di denominazione Usd – Ter 0,35% - distribuzione semestrale di dividendi), riferito a un settore dalle rilevanti prospettive future, poiché la vera rivoluzione “green” dovrà inevitabilmente coinvolgere un contesto di imprese solo ora all’esordio di un cambiamento in tal senso.

Rendimenti cedolari verdi, il punto

In relazione proprio agli Etf obbligazionari ad alte caratteristiche ambientali – fra i quali purtroppo le metodologie di classificazione risultano spesso complesse e disallineate – da notare che il numero di strumenti accessibili attraverso Borsa Italiana continua a crescere. Molti sono però ad accumulo, cioè con reinvestimento automatico dei proventi, scelta preferita dagli emittenti per sfruttare l’interesse composto a favore del trend nel tempo delle quotazioni. Fra quelli a distribuzione non si registrano invece yield mediamente elevati, il che deriva da vari fattori. Il più remunerativo si conferma il Lyxor Usd Corporate Bond (Isin LU1285959703 – valuta di denominazione Usd – Ter 0,14%), che in base alle due cedole versate nel 2020 rapportate alla quotazione in corso rende circa un 3,3% espresso in euro. La prossima cedola è prevista per luglio e ci sono quindi margini di tempo per eventuali correzioni che consentirebbero di migliorarne il rendimento. Poco sotto si colloca l’equivalente versione ma a cambio coperto, il Lyxor Usd Corporate Bond Monthly Hedged (Isin LU1285960032 – valuta di denominazione Eur – Ter 0,20%), il cui yield sul 3% è logicamente penalizzato dal costo della copertura sul cambio, sebbene con periodicità mensile. Leggermente distaccato l’Ubs Msci US Liquid Corporate Sustainable Bond (Isin LU1215461085 – valuta di denominazione Usd – Ter 0,20%), le cui due cedole annue, con la prima prevista a febbraio, fanno stimare un rendimento indicativo in corso del 2,82%.

Performance, la Cina ai vertici

Una prima classificazione in termini di andamento positivo delle quotazioni da inizio anno – spazio temporale certamente corto ma significativo per valutare i trend – colloca ai vertici fra gli Etf obbligazionari due categorie, quella dei convertibili – nicchia in ripresa già nel 2020 – e quella di tutto il contesto cinese. Senz'altro il movimento positivo del renminbi su dollaro ed euro è alla base di questa pressione rialzista. Si consideri infatti che tutti i relativi cloni – pur con valuta di denominazione l’Usd – hanno come sottostanti emissioni nella divisa di Pechino, il che svolge un ruolo determinante nelle performance. Ciò non impedisce che le preferenze del mercato vadano comunque a favore dei titoli di Stato cinesi, dato l’ottimo rapporto che evidenziano in termini di rischio/rendimento. A un rating A+, che non pochi giudicano impietoso e dovuto soprattutto a pressioni politiche di Washington, corrisponde infatti uno yield del decennale al 3,18%, nettamente superiore come correlazione rispetto a quelle dell’obbligazionario governativo sia Usa sia europeo.