Meglio aspettare una correzione relativamente alle obbligazioni high yield prima di prendere posizioni in portafoglio o di aumentarle? Gli indici dicono di sì. Le performance dell’ultimo anno lo confermano. Le quotazioni dei singoli emittenti sono inevitabilmente contradditori, sebbene si sia assistito di recente a un rialzo anche di quelle riferite a titoli solitamente fiacchi. Il problema sta nel fatto che molti piccoli e medi investitori guardano a questo mondo per l’assenza di alternative e attratti da cedole sostanziose. E’ pur vero che i numeri inducono alla prudenza dopo un 2019 a tutto sprint e con grafici esplosivi. Uno fra i tanti: l’Ice BofAml Euro High Yield Total Return Index Value è passato dai 163,1 punti di dieci anni fa ai 328 di ieri. L’ottimismo appare eccessivo e ormai lascia spazio solo all’attesa di prese di profitto, che si realizzeranno improvvisamente di fronte a Banche centrali sempre più mistificatrici. 

Compro quello o quell’altro?

La domanda che viene allora posta insistentemente sta nel come selezionare le eventuali occasioni che il mercato talvolta offre. Alcuni principi base si riferiscono indistintamente a tutte le obbligazioni high yield e quindi anche a quelle presenti per esempio su Tlx, alle quali ci si rivolge maggiormente. Il primo consiglio sta nell’anteporre società quotate pure in Borsa. E’ il caso di molte. Il verificarne gli andamenti del capitale azionario agevola a capire se ci sono problemi magari sottovalutati sul fronte del credito. Preferibili inoltre le grandi capitalizzazioni. Sentendo le opinioni di alcuni gestori di primo piano si avverte, per fare un esempio, una certa unanimità di valutazioni positive per le statunitensi Netflix e CenturyLink, la prima gigante della distribuzione via internet di film, serie televisive e altri contenuti d'intrattenimento a pagamento e la seconda della telefonia. Hanno business consolidati e in crescita, mentre altre corporate sono legate a settori più tradizionali. Da questo primo passo si va al secondo. Consistente nel capire se si è indennizzati dal rischio. In altre parole se il rendimento è adeguato. Negli ultimi mesi l’offerta di nuove emissioni in $ è stata rilevante e ciò ha trovato risconto nel maggior numero di obbligazioni quotate sul regolamentato italiano. Spesso però non si verificano corretti andamenti del rapporto yield/scadenza, nel senso che i rendimenti delle scadenze lunghe non premiano a sufficienza il ben maggiore rischio che comportano. E’ l’effetto di due concause: la curva Usa del tutto anomala e spread denaro-lettera troppo larghi. Attenzione quindi anche a questi fattori.