Le emissioni corporate minori italiane – quelle con taglio 1.000 euro, che tanto piacciono al “retail” – stanno patendo per le incertezze del mercato azionario, con un impatto in buona parte dovuto alle inquietudini causate dalla seconda ondata della pandemia. Delle sette prese in considerazione, cinque si muovono comunque sopra 100 e nessuna ha finora registrato una pesante correzione, come successe a marzo. È un segnale di tenuta dell’economia, che richiede naturalmente ulteriori conferme. Oggi facciamo allora il punto su questa pattuglia obbligazionaria, passando dai rendimenti più alti verso quelli minori.

È l’unico ad attestarsi sul 4% di yield: l’Intek Group 4,5% Fb25 (Isin IT0005394884), dopo il crollo di marzo e il seguente forte rimbalzo da agosto è stabile sui 101,7 euro, con scambi in calo, fra l’altro modesti. L’azione Intek ha invece confermato una buona solidità, tornando quasi a 0,30 euro, dopo un minimo a 0,188 il 16 marzo. Lo stato di salute globale appare quindi favorevole. Da monitorare la tenuta dei 101,5.

Più complessa la storia dell’Ivs Group 3% Ot26 (Isin XS2049317808), che segue in classifica con uno yield a scadenza del 3,8%. Il balzo di quest’ultimo dipende dalla nuova correzione registrata dall’emissione, che dopo il crollo primaverile non è riuscita a tornare sopra quota 100 e anzi sta segnalando un ottobre piuttosto tormentato. La discesa di nuovo giovedì a 92 euro, la risalita venerdì a 96,8 e il successivo calo ieri a 95,6 sono la conferma del maggiore impatto che il Covid sta avendo su questa società della distribuzione automatica di bevande e food, come attesta d’altra parte la stessa azione Ivs, che ha più che dimezzato i valori rispetto ai massimi di gennaio. Occorre ricordare che il bond prevede una “call” anticipata nell’ottobre 2022. Da monitorare la tenuta almeno dei 93,8.

Al terzo posto si piazza il Carraro Int. 3,75% St26 (Isin XS2215041513) con un 3,8% dovuto a una quotazione leggermente sotto 100. Ieri ha chiuso infatti a 99,6, di fatto non riuscendo a tranquillizzare il mercato che puntava – dopo il debutto – su un consistente rialzo. Gli scambi sono sempre elevati ma negli ultimi giorni in calo, per quanto superiori ai 100 contratti “daily”, valore da monitorare per le evoluzioni future. Anche in questo c’è una possibile “call”, prevista a settembre 2023. I riferimenti grafici sono modesti data la breve età dell’emissione.

Dietro arriva la “consorella” Carraro Int. 3,5% Ge25 (Isin XS1747134564), che regge i 100 e anzi si colloca - ultimo prezzo - a 100,2. Ne consegue uno yield leggermente superiore al 3,4% ma attenzione alla “call” 31 gennaio 2021, ormai prossima. Gli scambi restano costantemente allineati sui 25-30 ogni giorno e il trend è in calo, confermando quanto sta avvenendo per la 2026. Da monitorare comunque il forte supporto dei 99,1, che viene da lontano.  

Altro pari merito quello successivo. Al 3,2% si posiziona la Alerion Clean Power 3,75% Dc24 (Isin IT0005333627), scambiata a 101,99 con contrattazioni molto basse, che soltanto in alcune sedute hanno superato di recente quota 30. Da evidenziare come il ritorno post crisi primaverile sui 103,6 abbia designato un buon livello di riferimento, ormai però lontano. Attenzione anche in questo caso a una “call” nel giugno 2021. Da monitorare la tenuta dei 101,5, dove si colloca la media mobile a 200.

Si diceva di un pari merito ed ecco l’altra obbligazione che si posiziona al 3,2%: è la Mittel 3,75% Lu23 (Isin IT0005257784), attestata ieri a 102 con scambi modesti. Si riscontra una certa volatilità del titolo, che era tornato a 103 a fine agosto per poi registrare una nuova, sebbene contenuta, debolezza. Da monitorare i 101,5, dove si colloca attualmente la media mobile a 200 periodi.

Ultimo in classifica l’Alerion Green 3,125% Dc25 (Isin XS2083187059), che si limita a un 2,75% di yield dopo l’ultimo prezzo a 101,9, con scambi bassi ma in crescita nelle recenti sedute. Superata la tempesta di marzo, ha registrato un progressivo ritorno verso quota 100 e anche un successivo tentativo di superare i 102. Pure in questo caso c’è una “call” prevista per dicembre 2022. Da monitorare il supporto dei 101,3.