Se vogliono narcotizzare il mercato obbligazionario ci stanno riuscendo, con un effetto inevitabile: molti investitori – anche fra i piccoli – cercano ormai altre strade, come già successo in ambito azionario, dove la fuga verso le piattaforme straniere, con la statunitense Interactive Brokers che spopola, assume dimensioni sempre maggiori. Perché succede? Per tanti motivi, a cominciare da una liquidità nettamente superiore, da commissioni marginalissime e da una disponibilità di strumenti che non ha confronti. 

Un problema, nessuna risposta

Torniamo però al mondo obbligazionario. Nel silenzio più totale e in assenza di motivi che giustifichino la scelta - anzi in un quadro che all’opposto imporrebbe maggiore trasparenza - Borsa Italiana ha deciso da tempo di nascondere nei “book” di negoziazione del Mot i livelli successivi al primo, con la frase divenuta un refrain “Visualizzazione book temporaneamente limitata al 1° livello”. Ciò vale sia per l’utente standard sia per quello con accesso mediante registrazione. Il problema assume dimensioni da vero e proprio incaglio operativo proprio per gli obbligazionisti, che già si trovano a confrontarsi con scambi trascurabili, a causa spesso di spread denaro-lettera spropositati. Portare a termine un acquisto o una vendita diventa in tali condizioni molto arduo, poiché capita che i volumi in bid o in ask siano irrilevanti, costringendo o a rinunciare alla transazione o ad andare alla cieca. Venerdì, a metà seduta, abbiamo voluto fare un test specifico (registrato fase per fase) su un bond poco liquido, con un ordine in acquisto su uno zero coupon in valuta al prezzo esattamente corrispondente a quanto proposto dal book. Colpiti? No, perché nel frattempo l’ask si è spostato di qual tanto da non consentirci la transazione. Questo fa parte delle regole del gioco (siamo in Borsa e non in una casa pia!) ma l’assenza di book a più livelli ha inevitabilmente impedito di controllare dove fosse finito il nostro ordine. Nel frattempo la piattaforma da cui si operava ha cominciato a esporre quotazioni un po’ a caso, con un tiro mancino di rincorsa fra gatto e topo del tutto inaccettabile.

Tlx resta a 5 livelli

La scelta riferita al Mot è tanto più incomprensibile se si considera che invece sulla “cugina” Tlx il “book” resta esposto nella sua completezza, sebbene la ricerca delle singole emissioni sia diventata di fatto impossibile su questa piattaforma dopo la recente integrazione appunto con il sistema Borsa Italiana. Una serie di ostacoli si frappongono quindi all’operatività anche dell’investitore più paziente, come dimostra il fatto che gli scambi si stiano sempre più concentrando su pochi titoli, molte volte gli stessi. Il risultato finale è di irritare chi cerca di operare attraverso i canali italiani, con due effetti: i più scaltri da tempo sono ormai fuggiti sull’“Otc”, cioè sulle transazioni fuori Mot-Tlx agendo soprattutto attraverso le Borse tedesche (Francoforte, Monaco, Berlino e Dusseldorf), dove tutto funziona alla meglio, mentre molti cercano broker dalle commissioni nettamente inferiori rispetto a quelle praticate da noi. Anche perché l’offerta evolve in maniera velocissima, offrendo opzioni fino a poco tempo fa imprevedibili. Un esempio? La piattaforma Bondevalue, create da una fintech di Singapore, consente attraverso web, Ios o Android di eseguire qualsiasi transazione obbligazionaria mediante un motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale tramite cui si può negoziare bond con estrema facilità a commissioni che possono scendere a poco più di 2 $ a operazione. E’ un primo esperimento in un sistema che già annuncia continue novità in chiave di semplificazione per chi investe o fa trading. Se ne rendano conto a Borsa Italiana: il mondo sta cambiando!