Il mercato primario nell’obbligazionario non è stato molto attivo nelle ultime settimane, complici vari fattori. Vale la pena tuttavia fare il punto su alcune inedite emissioni più interessanti, sebbene questo termine possa sembrare un po' eccessivo data la situazione in corso dei tassi. Qui e là però qualcosa degno di attenzione c’è e in tale contesto ci si può muovere in attesa di evoluzioni future.

Quel Btp€i al 2030 – Il mercato ha seguito le evoluzioni dell’esordiente Btp 0,9% 2031, mentre ha trascurato la riapertura del Btp€i, indicizzato all’inflazione europea con scadenza a dieci anni (Isin IT0005387052), molto più attrattivo nella fase in corso. Con una cedola base dello 0,40% è stato aggiudicato in “reoffer” a 100,31 euro ma sul secondario venerdì ha chiuso a 100,99 euro, il che lo riavvicina ai massimi del febbraio 2020 a 102,7. È un “inflation linked” su cui puntare in presenza soprattutto di una discesa sotto la pari, come era avvenuto a inizio settembre. Un decennale inflattivo è il tipico titolo utilizzato da fondi pensione e gestioni. Può svolgere anche una funzione protettiva nel portafoglio di un piccolo e medio investitore.

Dopo la Romania arriva la Bulgaria – I governativi di Bucarest sono ormai diventati popolari in Italia, mentre quelli di Sofia rappresentano una novità. Sul Mot hanno debuttato infatti due bond dell’emittente bulgaro, lo 0,375% 2030 e l’1,375% 2050 in euro. Analizziamo quest’ultimo (Isin XS2234571771 – taglio 1.000), già abbastanza scambiato grazie a una tendenziale volatilità superiore rispetto a quella di molti altri titoli di Stato. Con rating BBB e outlook stabile ha registrato da questo punto di vista un miglioramento rispetto solo a due anni fa, quando l’emittente si caratterizzava per una valutazione BBB-. Il 2050 quota al Mot sui 98 euro, confermando i prezzi presenti in altre Borse europee. Con un importo di 1,25 miliardi di euro si caratterizza per spread contenuti. Sulla “yield curve” dell’emittente si colloca al primo posto in termini di rendimenti, ben sopra la seconda scadenza, che è appunto la 2030 (Isin XS2234571425).

L’Unipol su Tlx – Atteso da giorni è finalmente entrato in quotazione su Tlx l’Unipol Green Bond 3,25% 23St2030 in euro (Isin XS2237434803 – taglio 100.000), dall’importo complessivo di 750 milioni di euro. Si tratta di un senior unsecured non convertibile collocato a 99,756 ma che sul secondario tratta sopra i 101,5, con scambi per ora limitati alla seduta del 1° ottobre seppur significativi. In intraday ha tentato di superare il livello dei 102, fermandosi però su questa quotazione come massimo di giornata. Il rating è Ba2 per Moody’s e BB+ per Fitch.

Lo step-up di Banco Desio – Esordisce su Tlx un’emissione in euro a tasso crescente di Banco Desio. Dalla scadenza 5 anni prevede una prima cedola allo 0,50% lordo (0,37% al netto del 26%) dall’1/10/2020 all’1/10/2022 e con pagamenti in data 01/04/2021, 01/10/2021, 01/04/2022 e 01/10/2022; poi una seconda cedola allo 0,60% lordo (0,444% al netto del 26%) dall’1/10/2022 all’1/10/2023 e con pagamenti in data 1/04/2023 e 1/10/2023; infine una terza cedola allo 0,75% lordo (0,555% al netto del 26%) dall’1/10/2023 all’1/10/2025 e con pagamenti in data 1/04/2024, 1/10/2024, 1/04/2025 e 1/10/2025. Ha Isin IT0005421877 e taglio 1.000. C’è un unico rating, rilasciato da Fitch (BB+).

Bei sempre molto attiva – Popolare nei portafogli italiani tanto quanto i Btp, l’emittente sovranazionale europeo è stato alacre nel mese di settembre, puntando su una forte diversificazione delle valute, dalla corona svedese allo zloty polacco, dal dollaro di Hong Kong al rand sudafricano. Fra le tante obbligazioni segnaliamo proprio su quest’ultima divisa la 5,935% scadenza 2027 (Isin XS2234710643), per ora trattata solo sulla Borsa del Lussemburgo, nonché la lunghissima 6,5% scadenza 2032 (Isin XS2236340522 – taglio 10.000), che ha prime indicazioni di prezzo sui 92,5-93 Zar, il che la colloca al secondo posto nella classifica dei rendimenti nella moneta africana, dopo uno zero coupon scadenza 2035.

L’oro paga discretamente – Un settore che ha reso bene negli anni scorsi è quello degli emittenti auriferi, allora alle prese con ristrutturazioni aziendali dovute al basso prezzo del metallo giallo. Ora il quadro è cambiato e sorprende quindi il rientro in scena della sudafricana Anglogold Ashanti (rating BB+) con un’obbligazione abbastanza generosa considerando il contesto in corso. Si tratta del tasso fisso 3,75% scadenza 2030 in Usd (Isin US03512TAE10 – taglio 200.000), che in poche ore è salito oltre 102,5. Considerando il lotto base stratosferico rammentiamo un’altra obbligazione della stessa società, la 5,125% 2022 sempre in Usd (Isin US03512TAC53 – taglio 1.000 – trattata sull’Otc ma quotata su varie Borse europee). La si scambia sui 105 con spread attorno ai 100 pb.