Terminata la negoziazione fra Governo e creditori, il nono default argentino è arrivato alla conclusione con una nuova ristrutturazione del debito di diritto nazionale (41 miliardi di $) e straniero (66,2 miliardi di $) e soprattutto con l’emissione di dodici inediti titoli che iniziano a quotare sul secondario da oggi. Come sempre noi vediamo gli aspetti operativi, che inevitabilmente comportano innanzi tutto un’analisi della carta proposta in sostituzione della precedente. 

Da 9 a 26 anni

Un ulteriore rimaneggiamento del piano obbligazionario governativo ha comportato una certa confusione fino all’ultimo, poiché varie notizie contraddittorie si sono succedute sui media soprattutto Usa. Sostanzialmente i titoli avranno scadenze diverse, dal 2029 al 2046, con micro cedole iniziali dello 0,125%. La 9/1/2038 (Isin XS2177365017 – valuta di denominazione euro - taglio nominale 1 euro) ha un importo di 810 milioni di euro e presenta tassi crescenti dal primario 0,125% al finale – dal 2024 – 4,25%. La 9/7/2046 (Isin US040114HW38 – valuta di denominazione Usd – taglio nominale 1 euro) ha invece un importo di 2,1 miliardi con una struttura cedolare step-up molto complessa: 0,125% fino al 9/7/2021, 1,125% fino al 9/7/2022, 1,5% fino al 9/07/2023, 3,625% fino al 9/7/2024, 4,125% fino al 9/7/2027, 4,375% fino al 9/7/2028 e infine 5% fino a scadenza. Inevitabile la domanda se il Paese riuscirà a reggere negli anni a un costo del debito crescente. Le vicende delle precedenti ristrutturazioni non fanno certo ben sperare in tale senso.

Già indicazioni di prezzo

Intanto circolano le prime valutazioni ipotetiche di cosa succederà sul secondario a partire da oggi relativamente logicamente alle piattaforme di scambi regolamentati. Per quanto riguarda Tlx tutti i precedenti titoli sono usciti di contrattazione, salvo il vecchio Argentina Step Up Sink 31dc38 in euro (Isin XS0501195993), che venerdì trattava ancora a 40. Relativamente alle nuove alcuni brokers argentini hanno consigliato di attendere le evoluzioni rispetto alle iniziali indicazioni di rendimenti sull’11%, generalizzati sulle diverse tipologie di titoli. Da Aberdeen Standard (Londra) arrivano invece segnali di una probabile alta volatilità: le 2030 venivano per esempio contrattate nella prima pre-seduta sul mercato grigio, cioè al di fuori dei circuiti regolamentati, a 55 cents di dollaro per poi scendere a 51,2. In realtà c’è incertezza, nell’attesa che i nuovi titoli vengano inclusi anche negli indici di debito emergente e poi accettati da fondi ed Etf specifici. Questo passaggio porterà certamente a una più precisa liquidità e probabilmente a minore volatilità. È quasi certo tuttavia che sarà soprattutto il settore del trading a prendere maggiormente in considerazione le nuove emissioni argentine, poiché per gli investitori di lungo termine le umiliazioni precedenti appaiono incurabili. Oggi comunque si avrà la prima vera percezione del sentiment reale, inizialmente positivo ma che potrebbe girare sul ribassista nell’arco di poche ore. Il quadro generale appare infatti assai complesso, con il Covid dilagante, che ha causato almeno 10.000 morti ufficiali, e una certa contrapposizione rispetto alle misure precauzionali adottate dal Governo, viste come riduttive della libertà in un Paese molto sensibile – a causa della sua storia – nei confronti dei diritti individuali.