Da oggi alle ore 9.00 va in contrattazione l’offerta di collocamento su Borsa Italiana del nuovo titolo a tasso fisso di Carraro International SE, operazione che durerà fino a venerdì, salvo chiusura anticipata ma – ipotesi prevista nel prospetto di emissione – anche di proroga.  Vediamo subito le sue caratteristiche valutandole in chiave di punti forti e punti deboli, dopo aver ricordato che Carraro è una specialista di sistemi di trasmissione per trattori agricoli e veicoli fuoristrada.

Bene il taglio e l’importo

Di bond a taglio 1.000 se ne sono visti pochi negli ultimi tempi relativamente all’euro, salvo durante la fase più acuta della crisi Covid. Il nuovo Carraro 3,75% 2026 (Isin XS2215041513) si allinea invece a questo lotto minimo, offrendo un’occasione per chi voglia investire piccoli importi o fare trading. L’ammontare annunciato si situa fra 100 e 150 milioni di euro. Nel caso i 100 milioni non fossero raggiunti l’offerta verrebbe ritirata. 

Un senior unsecured

L’aspetto invece meno favorevole consiste nel fatto che si tratta di un bond senior non garantito, che in caso di bancarotta l’azienda rimborserebbe prima di eventuali subordinati (al momento Carraro non ne ha emessi) e che comunque non è coperto da precisi cespiti patrimoniali. Di fatto i corporate italiani sono quasi tutti unsecured, realtà di cui occorre essere coscienti soprattutto se si è cassettisti. Un altro argomento critico riguarda il fatto che il prospetto di emissione – disponibile sul sito di Borsa Italiana – è in inglese, scelta adottata purtroppo da molti emittenti, per motivi vari. Una traduzione in italiano è comunque presente sul sito della società. Si noti come sia prevista una clausola di pre rimborso piuttosto vaga, la quale contempla che dal 25 settembre 2023 l’obbligazione può essere restituita a 101,875 se avvengono precise condizioni stabilite dalla società, quindi con un premio dell’1,875%, non particolarmente rilevante rispetto al prezzo di sottoscrizione iniziale 

Dove si colloca come rendimento

Dopo aver ricordato che il nuovo bond è privo di rating occorre valutare dove si inserisce nell’attuale fase rispetto agli altri corporate a taglio 1.000 trattati su Borsa Italiana. Valutando che acquistato in collocamento garantisce uno yield lordo del 3,75%, ecco dove si colloca. Un’altra emissione di Carraro International SE, la 3,5% 2025 (Isin XS1747134564 – sempre taglio 1.000 euro – volatilità media 14%) quota attualmente sui 101,4, con rendimento lordo a scadenza del 3,15% e uno spread di 60 pb in meno rispetto all’emissione annunciata per oggi. È evidente la convenienza del nuovo titolo, confermata dal fatto che nelle ultime tre sedute gli scambi dell’altro sono notevolmente aumentati con vendite abbastanza diffuse per realizzare switch sul 2026. Intanto l’azione Carraro subisce da tempo una pressione ribassista, che dopo gli alti e bassi del culmine primaverile del periodo Covid l’ha portata dagli 1,6 euro del 5 giugno agli 1,28 di venerdì. La correlazione con il titolo azionario va sempre seguita nel caso di obbligazioni di questo tipo, anche perché è il vero segnale dello stato di salute dell’azienda su cui si investe.  Sul fronte degli altri titoli a taglio 1.000 euro la Alerion 3,125% 2025 serie “green” (Isin XS2083187059 – ultima quotazione 101,36 - volatilità 10,2%) rende il 2,8%, contro il 2,86% della Mittel 3,75% 2023 (Isin IT0005257784 – ultima quotazione 102,4 – volatilità 11,2%), il 3,22% della Ivs 3% 2026 (Isin XS2049317808 – ultima quotazione 98,8 – volatilità 16,9%) e il 3,9% della Intek 4,5% 2025 (Isin IT0005394884 – ultima quotazione 102,1 – volatilità 17,5%). Il 3,75% in collocamento da parte di Carraro si colloca quindi ai vertici nella fase in corso della classifica degli yield relativamente a questa ristretta pattuglia di mini corporate nazionali, con una prospettiva – almeno teorica – di una fase accumulativa nei prossimi mesi che potrebbe portarlo verso i 102 euro. Positivo comunque il fatto che il drappello dei tagli 1.000 si arricchisca di un’ulteriore emissione, il che dovrebbe spingere altre società nella stessa direzione, rivelatasi finora positiva sia per gli emittenti sia per gli investitori.