La serie di notizie positive per i Btp è stata incessante negli ultimi mesi. Prima l’emissione di un triennale con cedola 0%, il gennaio 2024 (Isin IT0005424251), poi il suo progressivo “upside” nella quotazione fino a massimi di 101,1 euro e infine una curva negativa sino alla scadenza a sei anni, sebbene limitatamente a poche ore per quest’ultima il 15 e il 17 dicembre scorsi, sono alcune delle notizie più favorevoli di una situazione semplicemente impensabile un anno fa. Ora il mercato si divide fra chi vede rosa ancora per tanto tempo e chi invece comincia a temere che fattori politici e il vaccino Covid possano invertire il trend. In altre parole c’è chi sente profumo di primavera – inteso con un decennale che potrebbe scendere ancor più di rendimento avvicinandosi addirittura allo 0% - e chi invece avverte odore di bruciato – percepito con lo stesso decennale in arretramento verso l’1%.

“Buy” e “strong buy”

In realtà confrontando i vari indicatori tecnici il quadro generale appare ancora favorevole. Per il 10 anni infatti su periodicità “daily” prevale di gran lungo il “buy”, mentre per quella “weekly” è “strong buy”, confermato anche dalla “monthly”. È pur vero che, osservando il posizionamento delle medie mobili, si comincia ad avvertire come quelle corte abbiano tentato più volte dal 22 ottobre di svoltare sul “sell”, seppur per brevissimi periodi temporali. Considerando sempre il rendimento del dieci anni, il relativo Rsi a 7 periodi quota sui 50, comprovando una qualche esitazione, mentre un indicatore di volatilità – come l’Rvi – si è tenuto nelle ultime settimane sotto 30, fatto positivo. Tutto quindi lascia intendere che la salute dei Btp è intatta, seppur talvolta inevitabilmente attenuata in un contesto storico mai vissuto in precedenza. 

Cosa rivela il calcolatore

Con un metodo matematico un po' estemporaneo si può cercare di comprendere quali siano le maggiori possibilità di uno spostamento sempre dello yield del decennale verso lo 0% o all’opposto verso l’1%. Sul primo fronte l’elaboratore elettronico fornisce probabilità molto basse: diciamo – perché la precisione non può essere assoluta – inferiore all’8% e correlata a un peggioramento della diffusione della pandemia e quindi a nuovi interventi da parte della Bce. Sul secondo fronte invece le eventualità risultano superiori al 10% e vedono addirittura un 16% di “chance” nel corso del 2021 in presenza di una buona ripresa dell’economia italiana. Il nostro criterio non può avere una scientificità assoluta, in presenza di un fronte di variabili molto ampio e che solo in parte abbiamo potuto prendere in considerazione. Applicando allora lo stesso metodo matematico alla valutazione dei “pivot points”, supporti e resistenze di estrazione matematica utili per chi fa trading, si ottiene una fotografia più precisa dei possibili livelli fra i quali lo yield del decennale potrebbe muoversi nei prossimi mesi. Rispetto all’attuale 0,54%, le prime quote da valutare sono lo 0,46% in caso di ulteriore rafforzamento del governativo italiano e lo 0,60% in presenza di indebolimento, basandosi sui “pivot” a periodicità “daily”. Volendo invece esasperare il sistema di calcolo e trasferendosi alla frequenza “monthly” si ottengono rispettivamente valori dello 0,29% e dello 0,93%. Ciò conferma come le maggiori probabilità di movimento si manifestino verso l’alto per lo yield del dieci anni, mentre quello del trent’anni rivela così i propri margini sempre su base mensile: all’1,4% in corso si contrappongono l’1,18% in caso di ulteriore consolidamento e l’1,84% se si palesasse un allentamento. 

In conclusione

Btp sempre forti ma logicamente con una pressione rialzista delle quotazioni che si attenua. Volendo trovare un riscontro su altri fronti è indubbio che un parallelo con i Bono spagnoli si rivela utile per valutare eventuali spostamenti in una direzione o nell’altra all’interno di un canale abbastanza stretto in cui procedono – in parallelo – i due decennali. Tralasciando le metodologie matematiche ancora una volta è l’analisi grafica a fornire una risposta chiara: un’ipotesi 0,40% per il Btp è realistica ma l’eventualità predominante appare quella di un progressivo livellamento dello yield, il che è anche auspicabile come segnale finanziario di minori tensioni sul fronte della pandemia.