Sono un’occasione da cogliere? In un mercato da parecchi giorni illiquido, non solo sul regolamentato italiano, gli scambi si concentrano su rari titoli, quasi sempre gli stessi, e - per quanto in misura marginale - su quelli con quotazioni scese a livelli che si potrebbero definire da saldo. Questi ultimi non sono pochi e meritano un’attenta valutazione. Nel caso infatti di una normalizzazione dei mercati avrebbero (sebbene il condizionale sia d’obbligo) potenzialità di notevoli rimbalzi. Oggi analizziamo così le situazioni più esasperate presenti sul Mot relativamente all’euro.

Come nel 2008?

Chi abbia vissuto le fasi della crisi Lehman ritrova una realtà simile, sebbene i livelli di liquidità furono allora perfino minori e i crolli delle quotazioni nettamente superiori. C’era però in quell’occasione una differenza sostanziale: i tassi praticati sul mercato risultavano nettamente superiori rispetto agli attuali, che sono frutto proprio della recessione 2008-2009. I settori più colpiti si dimostrano tuttavia gli stessi: bancari in generale di tipo subordinato, emissioni di istituti di credito esposti alle difficoltà dell’economia, automobilistici e telefonici, con l’aggiunta nella situazione in corso dei petroliferi (tuttavia in dollari), questi ultimi poco presenti sul Mot.

Una selezione dei discesisti sotto 100

Iniziamo da un titolo di Stato figlio proprio dei tassi a zero: si tratta del Bund 0% Ag50 Eur (Isin DE0001102481 – taglio 1.000), che il mercato tratta solo in chiave di variazione delle quotazioni, non distribuendo alcuna cedola. Il 9 marzo prezzava a 118,1 euro. Ora si ritrova a 95,14. Rappresenta una delle situazioni più esplosive ed era inevitabile che così fosse, visto che concentra le maggiori combinazioni di potenziale volatilità. Sempre nel contesto tedesco si segnala il caso Thyssenkrupp, leader della siderurgia super esposta alle variabili macroeconomiche. L’1,75% Nv20 Eur (Isin DE000A14J579 – taglio 1.000) ha una vita residua solo di pochi mesi ma è stato trattato ieri a 93,7, mentre il 2,5% Fb25 Eur (Isin DE000A14J587 – taglio 1.000) è sceso addirittura a 72,1 euro contro il massimo di febbraio a 104,1. Ancora Germania! I titoli della Deutsche Bank sono sottoposti da giorni a una forte pressione ribassista: il 2,75% Fb25 Sub Tier2 Eur (Isin DE000DB7XJJ2 – taglio 1.000) ha chiuso ieri la seduta a 75,7 euro contro i 107,4 di inizio febbraio. Il 4,5% Mg26 Sub Tier2 Eur (Isin DE000DL40SR8 – taglio 100.000) fa un po’ meglio, limitandosi a 82 euro rispetto a un massimo nell’anno a 116,6. Sul fronte dei governativi extralunghi lo spagnolo Obligacione 1% Ot50 Eur (Isin ES0000012G00 – taglio 1.000) ha messo a segno ieri un’ottima performance dell’8,7%, sebbene quoti a 86 euro, ben sotto i 104, apice del 2020. Molto colpito anche il comparto automobilistico, benché meno trattato. In questo caso i crolli più rilevanti riguardano la francese Renault: l’1% Nv25 Call Eur (Isin FR0013299435 – taglio 1.000) registra una discesa a 85,5, circa 15 euro sotto il massimo dell’anno a 100,9. L’emissione invece dell’istituto di credito del gruppo transalpino Rci Banque 1,25% Gn22 Call Eur (Isin FR0012759744 – taglio 1.000) si limita a una correzione minore, con la discesa a 96,5 euro. Sul fronte dei bancari italiani varie le tipologie di bond penalizzati dalla situazione in corso. Segnaliamo in particolare gli zero coupon Mediocredito Lombardo-Intesa 98/28 25zc Eur (Isin IT0001205589 – taglio 1.000) scambiato sugli 82,3 e il Comit 98/28 Zc Eur (Isin IT0001200390 – taglio 1.000) pure trattabile sugli 82, entrambi in discesa di circa 8 euro rispetto ai massimi dell’anno. Attenzione anche ai tassi misti, ormai divenuti tassi variabili; fra tutti evidenziamo il classico Cdp Mc Mz22 Eur (Isin IT0005090995 – taglio 1.000), negoziato ieri a 97,4. Una storia a parte infine quella dell’Autostrade 1,625% Gn23 Eur (Isin IT0005108490 – taglio 1.000), che le tante diverse vicende degli ultimi due anni confermano come uno dei titoli più volatili del Mot. A 86 euro della chiusura di ieri è sceso ben sotto i minimi storici dell’estate 2018.