All’attuale 0,84% di rendimento l’Us Treasury decennale è fiacco in ottica di breve periodo ma molto forte considerando il suo valore medio degli ultimi due anni. Ne consegue che l’operatività sull’obbligazionario in dollari appare complessa, anche perché non pochi corporate stanno correggendo pesantemente. Un esempio per tutti: il Berkshire Hathaway Energy 4,5% scadenza Fe2045 (Isin US084659AF84 – rating A – taglio 2.000) ha perso quasi 14 punti in percentuale di prezzo, scendendo da 138 (inizio agosto) a 124 Usd. E si potrebbero citare decine di casi simili. Abbiamo già ampiamente scritto nei giorni scorsi di questo tema, le cui cause sono chiare. Le tensioni elettorali e il possibile successo dei Democratici per la Presidenza determinano debolezza sui governativi di Washington, ribaltando una situazione che sembrava fossilizzarsi. Il quadro diventa interessante, perché potrebbe spingere i rendimenti ben oltre i livelli in corso o prevedibili per il 2021. 

Una sola alternativa

Yield che salgono vogliono dire quotazioni che scendono e in una situazione così incerta puntare sui Treasuries può essere complicato perché bisognerebbe scommettere sugli extra lunghi – più volatili - con un piano di acquisto impostato su valori via via minori ma per farlo occorrerebbe investire su titoli che prezzano molto sopra 100 con scadenze almeno ventennali. Un’opzione praticata dal mercato negli ultimi giorni è stata quella del T-Note 1,75% Mz22 (Isin US912828J769), che non espone all’incertezza sulla “duration”, con un rendimento in corso però tiratissimo dello 0,20%. Non si adatta quindi all’obiettivo perseguito. Il livello dell’1% viene garantito soltanto da scadenze di quindici anni, mentre con un trentennale si va di poco oltre l’1,5%. Meglio allora i “corporate”? No, perché purtroppo – come più volte indicato – questi sono brutalizzati sul regolamentato italiano da ampi spread di mercato. L’unica vera alternativa sta allora negli Etf riferiti all’obbligazionario in $, che meglio si adattano a una situazione di incertezza delle evoluzioni future, garantendo allo stesso tempo yield interessanti. Con un Pac si riesce poi a tenere sotto controllo pure l’incertezza dell’andamento del dollaro. 

Tre adatti allo scopo

Considerando tutte le esitazioni che caratterizzeranno le prossime settimane e ancor più i prossimi mesi la costruzione di un piano di accumulo su replicanti dai sottostanti diversi è l’ipotesi migliore. Ecco allora tre Etf – differenti fra loro – che possono soddisfare l’esigenza di puntare su significative variazioni delle quotazioni nel tempo assicurando comunque discreti rendimenti cedolari.

Il Pimco Us Low Duration Corporate Bond (Isin IE00BP9F2H18) replica obbligazioni societarie “investment grade” con scadenze corte (duration da 0 a 4 anni). Ha una buona dimensione, si caratterizza per una volatilità media fra il 7,5 e il 9% e paga una cedola trimestrale con rendimento in corso sul 2,5% espresso in euro.

Il Lyxor Core US Treasury 10+ Years (Isin LU1407890620) riproduce titoli di Stato Usa lunghi, potenzialmente più esposti a variazioni della curva. Rilevante la dimensione, mentre la volatilità è logicamente maggiore, aggirandosi sul 20% con punte anche del 22-24% nel breve periodo. Rende il 2,5% sempre espresso in euro, con cedola annua.

Infine l’Ubs Us Liquid Corporate (Isin LU1048316647) ha come sottostanti bond societari “investement grade” in Usd su tutte le diverse scadenze. Sebbene le dimensioni del fondo siano inferiori a quelle dei due precedenti, la volatilità supera il valore medio del 10% e il rendimento cedolare (a doppio stacco ogni anno) oltrepassa il 3%. 

Tutti e tre questi Etf stanno vivendo una fase di debolezza, piuttosto accentuata e duratura dopo i massimi di febbraio nel primo caso, in corso di accentuazione nel secondo caso e minore nel terzo caso. Non si è certamente sui minimi degli ultimi cinque anni ma nemmeno sui picchi di inizio 2020. Proprio questo riscontro giustifica la scelta di un piano di acquisto strutturato su diversi livelli di prezzo, perché le previsioni prevalenti ipotizzano un rialzo degli yield ma non si può scartare totalmente una tesi opposta. Dovunque vadano i mercati il Pac si adeguerà comunque in una direzione con l’incremento dei rendimenti e dall’altra con l’aumento delle quotazioni. Un risultato in ogni modo si porterà a casa!