Visto che i rendimenti si trovano nell’area del dollaro è inevitabile dedicare sempre particolare attenzione alle vicende obbligazionarie legate a questa valuta. Di cui occorre innanzi tutto analizzare il rapporto fra andamento delle quotazioni e cross sull’euro.

Decennale sull’1%

Il “risk-off” in atto ha inevitabilmente comportato un rafforzamento del Treasury, che sulla scadenza a 10 anni ha visto lo yield scendere vicino all’1% contro un massimo 2021 all’1,15%. La situazione molto particolare dei mercati azionari è all’origine di massicci acquisti dei titoli di Stato Usa ma le incertezze generali su timori di inflazione – che hanno comportato debolezza nei mesi scorsi – restano invariate. E’ possibile che il mese di febbraio veda un’ulteriore rincorsa delle quotazioni e quindi discesa dei rendimenti, il che potrebbe costituire un’interessante occasione di acquisti. I livelli da seguire sono progressivamente l’1,04% (contro l’1,06% di questa mattina) e poi lo 0,96% e lo 0,93%. Se il decennale Usa scendesse sotto scatterebbe un segnale di acquisto. 

Il fronte dollaro 

Tutto questo ha senso naturalmente se si tiene conto delle dinamiche di cambio, che rappresentano l’altro fattore di incertezza. Il dollaro si sta muovendo all’interno di un “range” stretto, con resistenza (per il biglietto verde nel cross €/$) a 1,206 e supporto a 1,234 con vari livelli intermedi. Una verifica di parecchi parametri tecnici conferma l’incertezza in corso. Il dollaro torna a essere valuta rifugio e quindi tutto il congegno Treasury-valuta si sta rafforzando ma potrebbe nell’arco di alcune settimane invertire il percorso. Ciò rende complesso lo sguardo all’obbligazionario Usa, sottoposto a dinamiche contrastanti per l’investitore in euro.

La verità del 2050

Il Treasury più interessante da seguire nell’area dollaro, per l’elevata variabilità dei corsi, è senz’altro il T-Bond 2% 2050 (Isin US912810SL35), che in termini di spread “bid”-“ask” si colloca bene, con valori medi sui 20-30 pb e quindi una buona liquidità. Il titolo, dopo essere sceso a minimi sui 102,4 Usd nel corso del 2021, sta mettendo a segno un rimbalzino sui 104,8, che non riesce a rompere però la trendline ribassista partita dai massimi di agosto a 120,7. Solo un ritorno sopra i 106 modificherebbe effettivamente l’impostazione grafica, con una nuova fase accumulativa. La prudenza si impone ancora.

Debutti di rilievo

In questo contesto vanno segnalate alcune nuove emissioni di bond corporate con diversi livelli di rating all’esordio su Tlx. Destano certamente interesse, perché arricchiscono un parterre non eccessivamente ampio.

  • Halliburton 5% 2045 (Isin US406216BK61 – taglio 2.000 Usd – rating BBB+ -attualmente prevede uno spread stratosferico di circa 880 pb, dovuto all’iniziale assenza di scambi). Si tratta di una multinazionale statunitense specializzata in lavori pubblici e attiva nel settore petrolifero. Quotazione di riferimento su altre Borse: 115 Usd – yield 4,1%. Non sono previste call.
  • Ecopetrol 5,875% 2045 (Isin US279158AJ82 – taglio 1.000 Usd – rating BBB- - stessa situazione per lo spread rispetto al prevedente). Società petrolifera di Stato colombiana è classificata al 356° posto del Forbes Global 2000. Quotazione di riferimento su altre Borse: 114,4 Usd – yield 4,9%. E’ prevista una clausola di rimborso Make-Whole fino alla scadenza.
  • Chemours 5,375% 2027 (Isin US163851AE83 – taglio 2.000 Usd – rating B+ - situazione nettamente migliore per lo spread che si aggira sui 100 pb). E un'azienda chimica statunitense fondata nel luglio 2015 come spin-off delle relative attività di DuPont. Quotazione di riferimento su altre Borse: 108,3 Usd – yield 3,8%. Non sono previste call.
  • Macy’s 2,875% 2023 (Isin US55616XAH08 – taglio 2.000 Usd – rating B+ - spread sui 300 pb dovuto all’iniziale assenza di scambi). La società – fondata nel 1858 - è attiva nella grande distribuzione statunitense. Quotazione di riferimento su altre Borse: 98 Usd – yield 4,2%. E’ prevista una call anticipata il 15/11/2022.