Nel contesto dei mercati emergenti ci sono ancora due Paesi i cui governativi rendono parecchio: si tratta di Turchia (decennale al 13,5%) e Sud Africa (decennale al 9,3%). Questi yield si riferiscono naturalmente ai titoli di Stato nelle relative valute e hanno origini in parte in rating molto bassi: BB- in entrambi i casi. Purtroppo però le contrattazioni dei turchi – salvo quelli in dollari – sono di fatto ineseguibili per complessi vincoli tecnici, mentre quelle dei sud africani richiedono l’intermediazione di broker attivi nell’“Otc”. Inevitabile quindi l’utilizzo solo di bond di emittenti sovranazionali per entrambi le valute.

Al top c’è lui

Della lira turca abbiamo scritto tante volte, mentre quella africana è stata un po' trascurata. La disponibilità di bond in rand è ampia e merita attenzione nella fase attuale per due motivi:

  • la valuta, pur sempre debole, ha dato qualche segnale di risveglio dopo massimi a quasi 21 contro euro (cross delle ultime ore a 19,8);
  • rispetto ad altri emergenti i rendimenti – pur compressi da politiche monetarie espansive – risultano ancora allettanti. Il tasso di interesse all’8% si è quasi dimezzato rispetto al 14% di fine 2019. Resta tuttavia su livelli di tutto rilievo in confronto alla situazione europea e statunitense. 

Analizzando le tante emissioni di organizzazioni sovranazionali presenti sul Mot gli yield più alti, come sempre, si riscontrano fra gli zero coupon, mentre primo fra i tassi fissi è il Bei 7,25% scadenza 2030 (Isin XS2105803527 – lotto 10.000 Zar), costantemente ben scambiato e con spread contenuti sui 50-60 pb. Si tratta di un titolo dall’ottimo “book”, uno dei migliori in assoluto nel quadro dei vari Bei – World Bank – Ebrd ecc. presenti su Borsa Italiana. 

Quanto rende

Lo yield in corso alla quotazione di chiusura di ieri (105,6) si attesta al 6,43% ma considerando una certa variabilità del prezzo nell’ambito delle singole sedute lo si può ritrovare facilmente sul 6,5% (a 105) e perfino sul 6,65% (a 104), in base alle quotazioni degli ultimi tre mesi. I prezzi trattati sul Mot appaiono nel complesso allineati a quelli di altre Borse europee. Anzi in “ask” non sono rari i casi di valori più competitivi da noi rispetto per esempio alle Borse tedesche. 

I riferimenti grafici della valuta

Promosso quindi il titolo resta da analizzare la divisa sud africana. Confermato il suo supporto nel cross con l’euro a 20,65, testato più volte ad aprile, maggio e agosto, si sta ripetendo lo stesso movimento di lento rafforzamento registratosi in primavera. Di nuovo infatti si è mosso verso la resistenza di 19,6 e di nuovo è entrato in una fase di congestione per alcune sedute. Se nelle prossime giornate riuscirà a muoversi verso i 19 darà un buon segnale. Altrimenti c’è il pericolo di un ritorno verso i 20,5-20,6. È una fase ancora incerta, che rappresenta comunque una buona occasione per iniziare l’accumulo di un bond dal rapporto rischio/rendimento fra i più equilibrati sul fronte degli emergenti. Un 6,5% di yield in una moneta resa fragile soprattutto dalla crisi economica da Covid si conferma ai primi posti nella classifica della redditività obbligazionaria. Una gestione della valuta con diversi punti di entrata può rappresentare così un’occasione resa ancor più allettante dalla scadenza decennale del titolo.