Quest'oggi sono arrivate indicazioni contrastanti dal mercato obbligazionario, visto che BTP e Spread hanno imboccato strade differenti.

BTP: rendimento decennale sul minimo storico. Risale lo Spread

L'effetto Draghi ha continuato a dominare la scena sui titoli di Stato che sono stati ancora oggetto di qualche acquisto dopo la corsa dei giorni scorsi.

Il rendimento del BTP a 10 anni nell'intraday è sceso sul minimo storico allo 0,5%, per poi fermarsi appena sopra allo 0,507%, con un calo dell'1,17%.

Si è mosso in direzione opposta a quella dei tassi lo Spread BTP-Bund che dopo aver toccato un minimo di giornata a 93,6 punti base, si è fermato a 95,4 basis points, con un rialzo del 2,03%.

Il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco si mantiene comunque al di sotto della soglia psicologica dei 100 punti base, sui minimi degli ultimi 4 anni.

BTP e Spread: scenario positivo. Si punta tutto su Draghi

Lo scenario del mercato obbligazionario italiano si conferma decisamente fluido in attesa di sviluppi dal fronte politico.
Gli operatori scommettono senza indugio sulla figura di Mario Draghi, chiamato dal presidente Mattarella a formare un Governo dopo le dimissioni dell'ex premier Conti.

Un nuovo esecutivo guidato dall'ex numero uno della BCE sembra ormai vicino, visto che al momento resterebbe fuori soltanto Fratelli d'Italia, il partito guidato dalla Meloni.

Il mercato ha già mostrato chiaramente di apprezzare e non poco la figura di Draghi e un suo successo nella formazione del nuovo Governo porterebbe ancora positività.

BTP: Julius Baer conferma view positiva. Natwest vede cambio paradigma

Anche per questo motivo gli analisti di Julius Baer guardano con fiducia alle prospettive dei BTP, con una view positiva, segnalando che è senza dubbio un segnale incoraggiante il fatto che i titoli di Stato italiani in questa fase abbiano mostrato stabilità anche in assenza di un incremento degli acquisti da parte della BCE.

Secondo gli esperti di Natwest, Draghi potrebbe rappresentare un cambio di regime per la politica italiana, visto che è pro-UE e pro-riforme e ciò a detta degli analisti potrebbe tradursi in un cambio di paradigma per le obbligazioni italiane.

Ottimisti anche i colleghi di Barclays che richiamano l'attenzione sulla recente sovraperformance dei BTP alimentata dall'effetto Draghi.

Gli analisti ricordano che sono stati ampiamente costruttivi sulla politica italiana fin dal 28 gennaio e ritengono che gli sviluppi sul fronte politici possono essere significativamente positivi per l'Italia.

Spread BTP-Bund: per l'AD di Mediobanca scenderà ancora

Indicazioni incoraggianti arrivano anche dai manager di alcuni importanti banche del nostro Paese.

Proprio quest'oggi l'AD di Mediobanca, Alberto Nagel, durante la conference call sui conti del gruppo, ha dichiarato che Draghi ha tutta le capacità per intervenire nella situazione attuale.

Il manager ha inoltre aggiunto che lo Spread BTP-Bund non ha ragione di essere su livelli più alti di quelli di altri Paesi dell'Europa meridionale, aggiungendo che con il Governo Draghi può scendere anche al di sotto di quello portoghese e spagnolo.

Spread: Messina (Intesa Sanpaolo) lo vede a 50-60 pbs

La stessa indicazione è arrivata ieri da Carlo Messina, AD di Intesa Sanpaolo, il quale ha affermato che Draghi potrebbe far calare lo Spread ai livelli dl Portogallo, ossia intorno ai 50-60 punti base.