Contrariamente a quanti confidavano e anzi scommettevano su un'evoluzione moderatamente positiva oggi, dopo il verdetto di due agenzie di rating sull'Italia, le cose sono andate molto diversamente per l'obbligazionario domestico.

BTP sotto pressione e Spread in netto rialzo

Dopo una partenza poco mossa e all'insegna della cautela, lo spread BTP-Bud ha imboccato subito la via del rialzo, fermandosi sui massimi intraday a 243,8 punti base, con un progresso del 3,44%.

Pesante l'andamento dei BTP che sono stati colpiti da forti vendite, con conseguente incremento del rendimento che per il decennale è balzato del 5,31% all'1,925%.

BTP e Spread sotto scacco dopo doccia fredda produzione industriale

Il mercato ha visto acuirsi le tensioni dopo la diffusione da parte dell'Istat del dato relativo alla produzione industriale.
In Italia a marzo si è avuto un crollo senza precedente del 28,4%, rispetto alla lettura precedente rivista verso l'alto da -1,2% a -1% e ben oltre le stime degli analisti che si era preparato ad una contrazione del 20%.

Inutile dire che la disfatta della produzione industriale a marzo è da ricondurre all'impatto derivante dalle misure di contenimento per l'emergenza coronavirus.

BTP e Spread: la view di Morgan Stanley

Per gli analisti di Morgan Stanley la produzione industriale ha subito un duro colpo a marzo e dovremmo vedere un'ulteriore contrazione ad aprile, anche se a partire dal mese in corso è prevista una graduale ripresa dell'attività.

La banca Usa non appare particolarmente allarmata, ritenendo che, pur in presenza di uno scenario sfidante per la sostenibilità del debito italiano, il sostegno europeo in varie forme permetterà al nostro Paese di finanziare lo stimolo fiscale necessario per rilanciare l'economia.

BTP e Spread: nessun sollievo dopo verdetto Moody's e DBRS

Il crollo della produzione industriale ha fatto dimenticare nel giro di qualche l'ora il responso arrivato nella tarda serata di venerdì sul rating dell'Italia da due agenzie.

Moody's ha deciso di non effettuare alcun aggiornamento sulla valutazione del merito di credito del nostro Paese che resta quindi a "Baa", con outlook stabile.

DBRS invece ha confermato il rating "BBB" (high), ma ha rivisto al ribasso da "stabile" a "negativo" il trend su tutte le valutazioni.

Secondo Morgan Stanley, il rinvio del giudizio sull'Italia da parte di Moody's dovrebbe contribuire a ridurre l'incertezza sul rating nel breve termine e ciò potrebbe sostenere il sentiment di mercato.

Diverso il discorso per il lungo periodo, quando l'onere del debito italiano resterà una sfida e secondo Morgan Stanley in assenza di una risposta politica forte, potrebbero venire nuovamente a galla le pressioni sul credito.

BTP e Spread: Unicredit, responso agenzie rating già prezzato

Nessuna sorpresa per Unicredit, i cui analisti evidenziano che Moody's non ha rivisto il rating italiano, in linea con le loro aspettative.

Quanto alla decisione di Dbrs di adeguare il trend a negativo, l'idea è che la stessa avrà probabilmente solo un impatto minore sul sentiment.

Per gli strategist il saldo dei due risultati è moderatamente positivo, ma dovrebbe già essere ampiamente prezzato.

BTP e Spread: due fattori di sostegno, ma anche venti contrari

Unicredit si sofferma inoltre a commentare le novità arrivate dall'Eurogruppo, con riferimento al via libera al Mes con un quadro di condizionalità leggera e una durata massima relativamente lunga dei prestiti.

Secondo gli strategist si tratta di due fattori che dovrebbero contribuire a sostenere il sentiment degli investitori sui BTP, anche se ora l'attenzione si sposterà probabilmente sul dibattito interno, in particolare sulla misura in cui i fondi verranno utilizzati.

Unicredit non esclude che nel breve si possa assistere ad una riduzione dello spread BTP-Bund visto che non si sono ulteriori minacce di rating nel breve termine.

Gli esperti parlano in ogni caso di una flessione contenuta che potrebbe riportare il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco ad un possibile test dei minimi di fine aprile a 220 punti base.

Unicredit mette in guardia al contempo da alcuni venti contrari: uno è dato dall'asta dei BTP in agenda giovedì che si profila relativamente pesante, visto che saranno offerti fino a 9 miliardi di euro.

L'altro è rappresentato dal dibattito in corso sulle questioni giuridiche dell'Ue, dopo la sentenza della Corte costituzionale tedesca sul QE della Bce,  che potrebbe influire negativamente sul sentiment.