In attesa di conoscere quali indicazioni arriveranno oggi dal meeting della BCE, gli analisti di Marzotto Invest House hanno fatto il punto della situazione sulle misure messe in campo fino ad ora dall'Eurotower.

BCE: la potenza di fuoco messa in campo

Gli esperti ricordano così l'ultimo regalo dell'ex presidente Draghi, ossia acquisti di titoli di Stato per 20 miliardi di euro mensili, cui si aggiungono 120 milioni fino a fine anno annunciati nella prima conferenza della Lagarde per fronteggiare la pandemia.

Da ricordare i 750 miliardi di euro del programma PEPP fino a fine anno che potrebbe protrarsi anche oltre e che oggi potrebbe essere potenziato di ulteriori 500 miliardi.

Infine, ci sono altri 200 miliardi da qui a fine anno di cedole e rimborsi dei titoli attualmente in portafoglio.

Gli esperti di Marzotto Investment Hhouse cercano di valutare quanto questi programmi possano influire e soprattutto sostenere i bond governativi europei, anche in previsione del forte aumento delle emissioni che tutti i paesi dovranno sostenere in conseguenza delle manovre di sostegno all’economia.

Italia: cosa potrebbe accadere a PIL e debito?

Focalizzando l'attenzione sull'Italia, gli analisti evidenziano che in caso di contrazione del 10% del PIL nel 2020, il Governo avrebbe bisogno di circa 180 miliardi di euro da elargire sull’economia per sostenerla.

L’attuale stock di debito è di circa 2.400 miliardi di euro, mentre il PIL si attestava a 1.800, pertanto il debito/PIL è al 133% circa.

In un contesto in cui l’Italia fornisse a fondo perduto 100 miliardi di euro, con una contrazione del 10% del Pil, il debito arriverebbe a 2.500 miliardi e il Pil a 1.600 miliardi, generando un rapporto al 155%, livello ampiamente pronosticato e principale motivo del downgrade di Fitch, che una volta raggiunto sarà difficile da riabbassare vista la difficoltà già vista dell’economia italiana a rimbalzare da shock del genere.

In questo senso, se il PEPP e le altre contromisure messe in piedi dall’Eurogruppo saranno fondamentali per assorbire il “colpo” nei prossimi 12 mesi, il vero tema potrebbe essere quello di sostenibilità nel medio-lungo termine.

BCE: per Marzotto è fondamentale flessibilità prevista per PEPP

Per gli analisti di Marzotto Investment House, la flessibilità prevista per PEPP è fondamentale per fronteggiare le sorti dei tassi di interesse di un singolo Paese.

E' evidente tuttavia che, sia per la caratteristica di temporaneità di questa flessibilità, sia perchè alcuni Governi potrebbero sollevare obiezioni alla BCE di avere troppe attenzioni per un singolo emittente, non sembra per il momento plausibile puntare su un comportamento strutturalmente molto sbilanciato della BCE a favore di alcuni paesi e non di altri.

BCE: potenza di fuoco BCE terrà a bada i rendimenti?

Per valutare se la “potenza di fuoco” della BCE possa essere sufficiente per tenere sotto controllo il rendimento dei BTP, gli analisti effettuano una proiezione del possibile volume di emissione di titoli di Stato italiani da qui a fine anno.

In uno scenario di grande nuovo debito e di una verosimile contrazione del PIL, rispetto a titoli in scadenza di circa 235 miliardi (215 al netto del surplus delle recenti emissioni), il mercato dovrebbe assorbire nuove emissioni italiane, al netto degli acquisti della BCE, per circa 240 miliardi nella peggiore delle ipotesi (senza PEPP aggiuntivo), ovvero per circa 172 miliardi nella migliore delle ipotesi (con PEPP aggiuntivo).

Per il 2020 la cifra nel complesso non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, soprattutto se la disposizione di PEPP aggiuntivo verrà confermata, cosa che gli analisti ritengono abbastanza probabile.

Anche nella migliore delle ipotesi resta però abbastanza plausibile che le nuove emissioni dovranno essere proposte, come fino a questo momento, con un decente premio di rendimento.

Ciò ovviamente in assenza di una nuova ondata epidemica o di turbolenze politiche, che potrebbero complicare il quadro (speriamo ovviamente di no) già nei prossimi mesi.

BTP: cosa può accadere guardando più in là nel tempo?

Diverso il discorso se si allunga l’orizzonte temporale: in assenza di un prolungamento del PEPP o di nuovi strumenti di sostegno, come i famigerati Eurobond, a partire dal 2021 l’Italia dovrebbe presentarsi sul mercato in una situazione di notevole difficoltà.

Con oltre 500 miliardi di titoli in scadenza (senza contare le emissioni asggiuntive dei prossimi mesi), un rapporto debito/PIL che sarà verosimilmante superiore al 150% e una crescita economica che, dopo lo shock del 2020, potrebbe stentare a riprendersi (purtroppo la storia recente ci indica che è questo lo scenario più probabile), senza ulteriori e massicci aiuti esterni la sostenibilità del debito potrebbe essere messa in discussione.

Dato che i mercati finanziari tendono in genere ad anticipare le tematiche e problematiche che potrebbero innescarsi in futuro, porsi il tema di “cosa succederà dopo il 2020” ci sembra fondamentale già da oggi.

BTP: bazooka BCE insufficiente. Ecco cosa serve secondo Marzotto

Gli analisti di Marzotto Investment House ritengono che il cosiddetto “bazooka” che ha usato la BCE, e che probabilmente userà ancora a breve, non appare sufficiente per tenere sotto controllo la situazione del debito italiano nel medio-lungo termine.

I provvedimenti necessari per una stabilizzazione futura possono essere: un ulteriore PEPP (o similare) che continui nel 2021 e che svincoli definitivamente la BCE dai Capital Keys e l’adozione e emissione di Eurobonds in misura molto massiccia, tale da alleggerire in maniera decisiva il peso delle emissioni dei titoli di stato italiani, o provvedimenti equivalenti che di fatto implichino la mutualizzazione del debito delle singole nazioni.