Secondo la teoria dell'analisi intermarket elaborata da John Murphy, esistono dei legami molto stretti tra i vari mercati e osservando la condizione dei trend dei mercati azionari, mercati obbligazionari, commodities e valute è possibile comprendere la condizione del ciclo economico.

Questo tipo di analisi aumenta le capacità di previsione e agevola la selezione dei settori migliori evitando i settori con le prestazioni peggiori.

Il Bund future rimbalza dai supporti

Dopo aver riavvicinato alla fine di agosto i minimi di inizio mese a 175 circa, il derivato tedesco ha nuovamente reagito risalendo la china fino in area 177/177,30: oltre questo limite il future potrebbe dimostrarsi seriamente intenzionato ad andare all’attacco dei massimi allineati di fine aprile/inizio maggio e agosto a 177,80, un ostacolo tenace corrispondente al 61,8% di ritracciamento della discesa subita a marzo oltre il quale il rialzo partito a giugno verrebbe riattivato  per obiettivi in area 181. Nella direzione opposta, l’eventuale violazione di area 175, confermata dalla rottura della trend line che sale dai minimi di marzo passante da 174,90 circa, farebbe temere una evoluzione al ribasso verso i minimi di giugno a 172,60 circa.

BTP future non supera la resistenza

La fase laterale sviluppatasi a ridosso dei record a 148 punti è praticamente allineata al picco di febbraio e a quello di settembre 2019. Fino a quando i prezzi non saranno al di sopra dei 148 punti rimarrà ben presente il rischio di completamento di un potenziale “broadening top”, disegnato nell'ultimo mese. La figura dalle implicazioni generalmente ribassiste verrebbe tuttavia attivata solo sotto area 146, proiettando obiettivi negativi a 144 punti circa, per un test dei minimi di luglio (corrispondenti al picco di fine marzo). Oltre 148 punti via libera invece verso area 149/150, livelli mai raggiunti nella storia dei prezzi. Con un orizzonte temporale più ampio il target si posiziona a 153,50 circa.

T-Bond future confinato in un movimento correttivo

Nonostante il tentativo di rimbalzo, il derivato americano non è riuscito a riportarsi al di sopra di livelli di rilievo. Dopo aver violato a 179/180 dollari il supporto dinamico offerto dalla trend line disegnata dai minimi di  di fine 2019, le quotazioni sono scese fino ad area 175 prima di rimbalzare. Il movimento dei prezzi dal picco di agosto resta dunque confinato in un canale i cui riferimenti si collocano attualmente a 174 e 178 dollari. Nel caso di rottura del limite superiore, avvicinato la scorsa ottava, i corsi dovranno poi vedersela con gli ostacoli tenaci in area 180 prima di puntare nuovamente alla resistenza strategica a quota 183. Al contrario, discese sotto area 174 alimenterebbero le pressioni ribassiste verso i minimi di giugno a quota 171.