Situazione grafica ancora incerta per il comparto obbligazionario. Bund future, Btp future e T-Bond hanno guadagnato terreno, senza però superare ostacoli di rilievo. Ecco l'outlook per i tre asset:

Quadro grafico ingessato per il Bund future

Le quotazioni del derivato tedesco restano confinate all’interno del canale lievemente ribassista disegnato dal top di inizio agosto, i cui riferimenti si collocano – dopo la scadenza del contratto di settembre – a 171,90 e 174,40 punti. Nel corso dell’ultima settimana il rimbalzo avviato da area 173, baricentro del canale, lascia ben sperare in una estensione della reazione anche oltre il lato alto del canale. Conferme in tal senso permetterebbero di archiviare l’incertezza dell’ultimo mese, riattivando il rialzo verso i primi ostacoli a 175 circa e successivamente fino a 176 punti, ultima resistenza significativa prima del ritorno sui record di marzo a 179,50 circa. L’incapacità di superare quota 174,40 potrebbe invece alimentare la fase correttiva in direzione della base del canale, a 171,90.

Fase di consolidamento per il BTP future

Il derivato italiano ha tentato ad agosto di lasciarsi alle spalle i precedenti record di settembre 2019 e febbraio (praticamente allineati a 145,50/145,70) riuscendo a spingersi su nuovi record a 146,35 punti circa salvo poi arretrare. Fintanto che area 145,70 non sarà definitivamente alle spalle la fase laterale disegnata nell’ultimo mese potrebbe dimostrarsi una zona di distribuzione, preparatoria a nuovi cali. Conferme in tal senso sotto 144,50 circa e alla violazione di 144,12 circa, per obiettivi negativi a 142,80 circa ed eventualmente più in basso fino a 141/141,20. Oltre 146,35 punti sarebbe invece lecito guardare a obiettivi rialzisti in area 148/148,25.

T-Bond future preme contro una resistenza

Movimenti laterali per il derivato americano nel corso dell’ultima ottava. Il T-Bond è rimasto in vista del lato superiore del canale che contiene il ribasso dai top di agosto, a quota 176,50 circa. Nel caso di rottura di questo limite i corsi dovranno comunque confrontarsi ancora una volta con gli ostacoli tenaci in area 180 prima di puntare nuovamente alla resistenza strategica a quota 183. Nella direzione opposta,  discese sotto area 174,65/175 alimenterebbero le pressioni ribassiste verso i minimi di giugno a quota 171.

CC