Bonus affitti Milano, Londra e Vienna: come funzionano le agevolazioni in Europa

Alcune capitali europee aiutano i loro lavoratori a sostenere il costo della vita in maniera diretta e indiretta. Da Londra a Vienna passando per Parigi ecco i bonus erogati ai lavoratori di queste grandi città.

Case Inglesi

Il costo degli affitti è elevato in molte metropoli del continente europeo, anche se spesso i governi e le imprese erogano delle agevolazioni ai dipendenti che diventano dei veri e propri bonus per affrontare il caro vita.

In Italia la situazione è simile, anche se, vedendo come si affronta altrove il problema del caro affitti, ci accorgeremo che si potrebbe fare di più anche nel nostro paese.

Scopriamo cosa accade per i lavoratori della capitale sul Tamigi, per poi guardare ai provvedimenti Francesi per abbassare il costo degli affitti e, infine, passare per la capitale austriaca dove faremo un breve confronto con la situazione italiana.

Nel nostro bel paese, infatti, diventa più facile percorrere più di mille chilometri al giorno tra andata e ritorno, che trovare casa in affitto a basso prezzo.

Londra e Caro affitti: il bonus sul salario

Nella capitale britannica, sebbene non sia corretto parlare di un vero e proprio bonus, c'è un grande aiuto ai lavoratori, erogato direttamente in busta paga da parte delle aziende.

A Londra, infatti, il prezzo dell'affitto è più alto rispetto al resto del paese, con una media di 906 sterline al mese per una camera singola, a fronte di 660 sterline al mese per una stanza nel resto dello stato.

Per permettere una vita dignitosa ai lavoratori Londinesi, gli stipendi percepiti nella capitale sono di almeno 4.000 sterline all'anno più alti di quelli percepiti per il medesimo impiego, ma in un'altra città Britannica.

Il bonus annuo sullo stipendio è sicuramente un grande aiuto per i lavoratori, ma uno studio inglese afferma che gli aumenti registrati di recente necessitano di un ulteriore aumento dello stipendio annuo ad almeno 6,500 sterline.

Affrontare il caro affitti a Parigi

In Francia, per abbassare il costo degli affitti, è stata emanata una legge per vietare gli affitti brevi.

Le piattaforme come Airbnb hanno consentito ai proprietari di affittare nel breve periodo per un prezzo di molto più alto rispetto a quello degli affitti normali.

Per questo, già dal 2016, in Francia si permette alle amministrazioni locali di fissare dei parametri per concedere gli immobili in affitto nel breve periodo.

In questo modo si sta osservando un adeguamento delle tariffe che non sono più alte come lo erano prima della legge.

Il "bonus" Viennese per l'edilizia popolare

Infine, bisogna prendere in considerazione la capitale austriaca. Vienna è una delle città più vivibili d'Europa, e qui i lavoratori vengono aiutati a pagare il proprio immobile con diverse agevolazioni statali.

In particolare, la politica Viennese ha puntato sulla realizzazione di edifici popolari di qualità molto elevata.

Rispetto alle case popolari italiane quelle Viennesi sono degli edifici di lusso, e la loro elevata qualità costruttiva impone ai privati di adeguarsi, oppure di abbassare di molto il prezzo dei loro immobili.

Questo espediente ha portato il costo degli affitti Viennesi a scendere di molto: per avere un appartamento di 85 metri quadri in affitto, bastano mille euro, e per un monolocale dai 700 agli 850 euro.

Le stanze singole costano al massimo 500 euro, e per di più in zone centrali. Se si cerca in zone periferiche si trova una casa a molto meno, e lo stipendio annuo per una posizione base si aggira intorno ai 32.000 euro.

La situazione italiana: il bonus affitti

In Italia, i prezzi degli affitti di grandi città come Roma e Milano, sono notoriamente molto alti.

Se vengono poi paragonati a quelli degli stipendi, che per una posizione entry level difficilmente superano i 1.200 euro mensili, ci si chiede se vale la pena trasferirsi in una grande città solo per pagare affitto e tasse.

Tuttavia, anche per il 2023, è stato prorogato il bonus affitti, che permette ai giovani dai 20 ai 31 anni di ottenere una detrazione sull'affitto del 20%, fino a un limite di 2.000 euro all'anno.

Sebbene minimo, dunque, in Italia è presente un aiuto per pagare l'affitto, ma non sembra sufficiente a garantire ai giovani, e soprattutto ai meno giovani, di vivere in maniera dignitosa.

Un esempio è la collaboratrice scolastica che, per risparmiare sul costo dell'affitto, viaggia tutti i giorni da Napoli a Milano.

In ogni caso, si spera che la ripresa economica arrivi presto, e che con sé porti un aumento medio degli stipendi tale da permettere a tutti gli italiani di vivere in affitto in maniera dignitosa anche in una qualsiasi grande città del nord Italia.

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