Caos bonus edilizi: ecco che succede dopo il 4 aprile

Dopo l'ultimo decreto sul Superbonus prosegue il caos che da sempre avvolge i bonus edilizi: vediamo che succede dopo il 4 aprile.

L’ultimo decreto sul Superbonus non lascia spazio a dubbi: addio allo sconto in fattura e alla cessione del credito. Vediamo che succede con i bonus edilizi dopo il 4 aprile e perché molte persone devono sbrigarsi onde evitare una mula salata.

Bonus edilizi: che succede dopo il 4 aprile 2024?

Da qualche giorno, ormai, è operativo il nuovo decreto Superbonus, che ha cancellato lo sconto in fattura e la cessione del credito. Quanti hanno in ballo uno dei bonus edilizi devono fare attenzione ad un’altra regola importante che è stata inserita. Onde evitare una multa salata da 10.000 euro, è obbligatorio trasmettere tutte le informazioni inerenti gli interventi edilizi già realizzati. Inoltre, entro il 4 aprile 2024 bisogna comunicare all’Agenzia delle Entrate se, per il lavori del 2023, è stato utilizzato lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Dopo il 4 aprile, chi non ha comunicato la modalità utilizzata dovrà pagare la fattura per poi scontarla dalle imposte della dichiarazione dei redditi in più anni. La norma è contenuta nel testo finale pubblicato in Gazzetta Ufficiale, lo stesso che presto approderà in Parlamento e darà il via ad una discussione che si prospetta infuocata.

E’ bene sottolineare che il blocco alla cessione del credito vale anche per coloro che hanno inviato la Comunicazione di inizio lavori (Cila) entro il 16 febbraio del 2023, ma non hanno effettuato i pagamenti. Come se non bastasse, il 4 aprile scade anche la cosiddetta remissione in bonis, che permetteva di effettuare o correggere eventuali comunicazioni di cessione del credito pagando una sorta di multa di 250 euro fino al 15 ottobre 2024. Quanti non si mettono in regola non potranno cedere il credito e torneranno al regime della detrazione sulla dichiarazione dei redditi.

Bonus edilizi: i tempi sono stretti e sarà il caos

Le comunicazioni inerenti i bonus edilizi sono arrivate ad un passo dalle festività legate alla Pasqua, quindi i cittadini interessati dalle modifiche hanno avuto poco tempo per adeguarsi. Dopo il 4 aprile, non serve un genio per capirlo, si scatenerà il caos.

Gli unici a non avere tempi stretti sono i proprietari degli immobili danneggiati dai terremoti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria verificatisi il 6 aprile 2009 e il 24 agosto 2016. In questi casi si ha ancora diritto allo sconto in fattura e alla cessione del credito, ma con un limite di “400 milioni di euro per l’anno 2024 di cui 70 milioni per gli eventi sismici verificatesi il 6 aprile 2009“.

In tutti gli altri casi scatterà il caos per un motivo ben preciso: il Governo ha fermato lo sconto in fattura e la cessione del credito alle “Cila dormienti“, ossia quelle per cui “non è stata sostenuta alcuna spesa” alla data del 30 marzo. Secondo una stima sono molti gli edifici considerati cantieri aperti ma bloccati nelle sabbie mobili.

Fabrizia Volponi
Fabrizia Volponi
Copywriter, classe 1985. Laureata in Scienze Storiche presso l'Università La Sapienza di Roma, con una seconda laurea in Scienze Religiose alla Pontificia Università Lateranense, ho una passione per la scrittura e la lettura. Ideatrice di un blog dedicato ai libri, il mio motto è πάντα ῥεῖ, tutto scorre.
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