Bonus mamme, perché è in ritardo per docenti e ATA: risponde NoiPA

Il bonus mamme è in ritardo per le lavoratrici del settore pubblico. A chiedere chiarimenti sono soprattutto docenti e ATA: la risposta di NoiPA.

Ancora in ritardo il bonus mamme che consentirebbe di ottenere un esonero contributivo alle madri lavoratrici, tanto nel settore privato quanto in quello pubblico, con contratto full time o part time.

È proprio per le lavoratrici del settore pubblico, però, che le cose sembrano essersi bloccate. In particolare, docenti e ATA, che pure possono ottenere l’agevolazione, non hanno ancora avuto notizie, non avendo ricevuto il bonus in busta paga, e ora chiedono informazioni, aggiornamenti e tempistiche.

Il motivo per cui il bonus mamme è in ritardo per le dipendenti pubbliche? L’aggiornamento dei sistemi da parte di NoiPA, il sistema realizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’elaborazione, liquidazione e consultazione degli stipendi del personale della Pubblica Amministrazione.

Cos’è il bonus mamme e per chi è in ritardo

Madri lavoratrici, nel pubblico e nel privato, possono ottenere nel 2024 il cosiddetto bonus mamme, la nuova misura a sostegno delle famiglie che il governo Meloni ha inserito nella Legge di bilancio 2024.

Si parla di un esonero al 100% sui contributi previdenziali a carico delle mamme lavoratrici. Tuttavia, il bonus non vale per tutte le lavoratrici, bensì solo per coloro che rispettano i seguenti requisiti:

  • hanno almeno 2 figli, di cui il più piccolo di età inferiore ai 10 anni;

  • hanno tre o più figli, di cui il più piccolo di età inferiore a 18 anni (condizioni valide per il biennio successivo).

Il bonus consente di ottenere una riduzione contributiva di un massimo di 250 euro al mese fino al limite di 3.000 euro all’anno.

Il mese di febbraio doveva fungere da banco di prova proprio per le madri lavoratrici nel settore pubblico. Ma le cose non sono filate lisce e molte lavoratrici lamentano ritardi nell’applicazione del bonus in busta paga.

Ritardo bonus mamme per docenti e personale ATA

Il bonus mamme si rivolge a tutte le madri lavoratrici, tanto nel privato quanto nel pubblico. Ciò significa che sono incluse tra i beneficiari anche le dipendenti della scuola, tra personale docente e personale ATA.

Queste categorie possono presentare una domanda di adesione, dimostrando di avere i requisiti richiesti per accedere al beneficio. È poi il Ministero dell’Economia e delle Finanze a svolgere la funzione di sostituto d’imposta: il bonus viene, infatti, applicato direttamente in busta paga, tramite la piattaforma NoiPA.

Ma sono proprio queste categorie a non aver ancora ricevuto il beneficio e che stanno inviando diverse segnalazioni. È ciò che si può vedere anche sui social, su pagine e gruppi, in cui diverse insegnanti e personale della scuola lamenta ritardi legati all’agevolazione.

NoiPA spiega i ritardi del bonus mamme

Docenti e, più in generale, personale scolastico in attesa del bonus mamme hanno cominciato a scrivere sui social, chiedendo aggiornamenti o informazioni in merito ai ritardi.

Il timore era quello di non rientrare nella platea di beneficiari, ma è stato confermato che l’agevolazione introdotta con la Legge di bilancio 2024 sia valida anche per il personale scolastico.

Ma cosa sta succedendo, allora? Una risposta la si può trovare proprio sotto a uno dei commenti di una docente. Sul canale social, NoiPA informa che:

sono in corso le attività per l’adeguamento del sistema alla misura prevista dalla Legge di Bilancio 2024. Sarà nostra cura informare le Amministrazioni circa gli adempimenti da assolvere per il corretto riconoscimento del beneficio.

Insomma, il motivo del ritardo deve essere ricercato negli aggiornamenti del sistema per adeguarli alla misura. Da questo punto di vista, sembra dunque che il bonus sia in dirittura di arrivo, benché NoiPA non specifichi in alcun modo tempistiche o date entro cui l’adeguamento dei sistemi verrà completata in via definitiva.

È possibile, comunque, che vengano diffuse ulteriori comunicazioni nei prossimi giorni oppure che la prova del nove arriverà con l’emissione dei cedolini il 23 marzo.

Chi è escluso dal bonus mamme: le lavoratrici cui non spetta il beneficio

Se, come abbiamo visto, il bonus mamme per le lavoratrici pubbliche non è ancora arrivato a destinazione, ci sono anche delle madri che non riceveranno mai l’agevolazione.

Questo perché la misura inserita in Legge di bilancio 2024, ha escluso:

  • le lavoratrici dipendenti con contratto determinato;

  • le lavoratrici domestiche;

  • le libere professioniste e le autonome;

  • le lavoratrici che non hanno figli o hanno un solo figlio.

Va detto, però, che queste lavoratrici possono cercare informazioni e verificare di avere i requisiti per altre misure a sostegno della famiglia, per esempio l’assegno unico o il bonus asilo nido.

In ogni caso, il bonus mamme rimane compatibile con altre misure per la famiglia in Italia. Quest’ultimo, infatti, è compatibile anche con l’assegno unico.

Per ottenere maggiori informazioni, leggi anche Bonus mamma con Assegno unico: l’importo totale può essere molto alto

Federica Antignano
Federica Antignano
Aspirante copywriter, classe 1993. Curiosa di SEO, trascorro la maggior parte del mio tempo a scrivere, in ogni sua declinazione. Mi sono diplomata in lingue presso il liceo statale Pasquale Villari di Napoli. Ho inizialmente lavorato in una start up, cominciando a scrivere per vendere e ora continuo ad affinare le mie capacità attraverso corsi e tanti tanti libri sulla pubblicità e sul digital marketing. Con il tempo ho scoperto anche l'interesse verso lo scrivere per informare e questo è il motivo per cui oggi sono felice di far parte del team di redattori di Trend-online.
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