Bonus ristrutturazione 2023, doppio in caso di divisione dell’immobile? Ecco la novità AdE

Il Bonus ristrutturazione si sa è stato riconfermato per tutto il 2023, seppur con qualche modifica. Ma cosa succede in caso di divisione dell’immobile? Raddoppia il bonus e il limite di spesa?  Ecco come la risposta AdE.

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Il Bonus ristrutturazione è stato riconfermato ancora per il biennio 2023-2024 da parte del governo guidato dalla premier Meloni.

La manovra finanziaria dello scorso dicembre ha prorogato di altri 2 anni la possibilità di accedere alla misura, mentre nel Dl. Cessioni è sparita la possibilità di accedere allo sconto in fattura e alla cessione del credito.

Tante sono i dubbio che circondano il Bonus ristrutturazione, dalla possibilità di effettuare lavori in proprio ai limiti di spesa nel caso l’appartamento oggetto di ristrutturazione venga, al termine dei lavori divisa in due.

Ma cosa succede al limite di spesa in quest’ultimo caso? Vediamo nel dettaglio quali la risposta dell’AdE in merito.

Bonus ristrutturazione 2023, doppio in caso di divisione dell’immobile? Ecco la novità AdE

Ormai è cosa nota, il Bonus ristrutturazioni è stato riconfermato dal governo di centro destra per un altro biennio.

La motivazione è di facile intuizione, aiutare coloro che hanno deciso di ristrutturare casa ma rilanciando anche il settore dell’edilizia.

Con il bonus dunque si accede alla detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio sostenute e pagate fino al 31 dicembre del 2024.

Tale percentuale di detrazione subirà una variazione a partire dal 2025: infatti alle spese pagate dopo il 1 gennaio 2025, verrà applicato il Bonus ristrutturazione ordinario, stabilito dall’art. 16 comma 1 del decreto Legge n. 63 del 2013, che prevede una percentuale di detrazione pari al 36% e l’importo massimo detraibile scenderà a 48.000 euro per unità immobiliare anziché 96.000 euro.

Non tutte le spese sono ammesse alla detrazione: si tratta di quelle relative alla manutenzione ordinaria, alla manutenzione straordinaria, al restauro e di risanamento conservativo e alla ristrutturazione edilizia.

Ma come per tutti i bonus anche per il bonus ristrutturazione ci sono dei dubbi di applicazione: cosa succede nel caso in cui al termine dei lavori l’appartamento oggetto di ristrutturazione viene diviso in due?

Quali limiti di spesa vengono considerati?

Come abbiamo già detto, il tetto massimo di detrazione da inserire nella dichiarazione dei redditi 2023 relativo alle spese sostenute nel 2022, va calcolata sulla situazione ad inizio lavori.

In poche parole va presa in considerazione l’unità immobiliare censite ad inizio lavori, pertanto il limite di spesa ammesso è di 96.000 euro da ripartire in  10 quote di pari importo per  un totale di 10 anni.

Bonus ristrutturazione, queste le spese rientranti nell’agevolazioni

Come per tutti i Bonus anche per il Bonus ristrutturazioni sono previste delle spese ammesse alla detrazione.

Si tratta di spese sostenute per la:

  • realizzazione di posti auto o garage;

  • interventi di bonifica dall’amianto;

  • costruzione di scale interne all’edificio;

  • costruzione e ristrutturazione di servizi igienici sanitari;

  • sostituzione di infissi;

  • installazione di ascensori e altri lavori volti ad eliminare la presenza di barriere architettoniche;

  • interventi per migliorare l’efficienza energetica come la realizzazione di un impianto fotovoltaico destinato a produrre energia per l’abitazione.

Non tutti lo sanno ma il Bonus ristrutturazione permette la possibilità di effettuare lavori in maniera autonoma cioè in proprio senza rivolgersi ad una ditta specifica in ristrutturazione o costruzione.

Ma attenzione perché in questo caso sono detraibili soltanto le spese per i materiali necessari per gli interventi sempre nel limite di 96.000 euro.

I costi devono essere dimostrati con bonifico parlante a favore dell’esercizio presso il quale sono stati acquistati i materiali.

Attenzione ai soggetti che possono richiederlo

Non tutti possono accedere al Bonus ristrutturazione. La riconferma del bonus prevede che la detrazione del 50% possa essere richiesta dal:

  • il proprietario dell’unità immobiliare e il nudo proprietario;

  • coloro che godono del diritto reale di godimento sul bene;

  • il comodatario o inquilino dell’unità immobiliare;

  • l’imprenditore individuale, solo se l’immobile è adibita ad abitazione;

  • i soci di società semplici e cooperative, e altri soggetti indicati nell’art. 5 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

Inoltre possono utilizzare la misura e dunque accedere alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore del bene immobile, il convivente anche se fuori dal matrimonio o parte dell’unione civile, ed al coniuge separato purché sia intestatario del bene immobile insieme all’altro coniuge.